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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19105/2026 del 26/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso articolava due motivi principali: 1) censura sulla qualificazione del fatto, sostenendo che dalla denuncia della persona offesa e dalle immagini di videosorveglianza sarebbe emersa l'assenza di violenza diretta verso la persona e quindi la necessità di riqualificare il reato da rapina a furto con strappo; 2) contestazione della misura cautelare (custodia in carcere), per presunta errata valutazione del casellario e della presunta fonte illecita di sostentamento, chiedendo la sostituzione con misura meno afflittiva sulla base della non attualità del pericolo di reiterazione e di precedenti penali poco significativi e/o risalenti, comprensivi dell'argomentazione che l'imputato avesse subito lesioni invalidanti che ne impedirebbero la capacità di agire violentemente.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo ha ritenuto manifestamente infondata la richiesta di riqualificazione perché il Tribunale del riesame aveva correttamente ricostruito elementi probatori (denuncia della persona offesa, frame video, rilevi fotografici) che dimostravano una resistenza fisica della vittima e una breve colluttazione con graffi al collo e al polso, integrando la rapina (tentata rapina impropria). Sul secondo motivo ha ritenuto adeguatamente motivate le esigenze cautelari: la custodia in carcere è stata confermata per l'elevato pericolo di recidiva, i numerosi precedenti, la tendenza alla violenza e la reiterata inosservanza delle misure. Conseguenze pratiche: ricorso inammissibile; condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende; disposizione degli adempimenti di cui all'art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.; oscuramento dei dati identificativi ai sensi dell'art. 52 d.lgs. 196/2003 in caso di diffusione.

Norme richiamate

  • art. 274 lett. c) cod. proc. pen.

    art. 274 lett. c), cod. proc. pen.

    Richiamata come requisito delle esigenze cautelari valutate dal giudice di merito (in particolare il pericolo di reiterazione del reato), giustificando l'applicazione della misura cautelare della custodia in carcere.

  • art. 628 commi 1 e 3 n. 3 bis cod. pen.

    art. 628 commi 1 e 3 n. 3 bis, cod. pen.

    Norma che definisce la rapina aggravata: la Corte ha ritenuto che la condotta contestata rientri nello schema della rapina (tentata rapina impropria) alla luce della violenza esercitata per vincere la resistenza della persona offesa.

  • art. 624-bis cod. pen.

    Norma del furto con strappo: citata dalla difesa come alternativa; la Corte ha distinto la fattispecie affermando che il furto con strappo sussiste quando la violenza è rivolta immediatamente alla cosa, mentre qui la violenza ha avuto ricadute sulla persona, giustificando la sussunzione nella rapina.

  • art. 606 comma 1 lett. d) ed e) cod. proc. pen.

    art. 606, comma 1, lett. d) ed e)

    Norme che individuano i motivi di ricorso per cassazione; la Corte ha ricordato che è ammessa la censura per violazione di norme di legge o per manifesta illogicità della motivazione, ma non la semplice diversa valutazione dei fatti, motivo per cui parte delle censure era non consentita.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che consente la condanna alle spese processuali e ad un'indennità (applicata qui al ricorrente per il grado di giudizio di cassazione dichiarato inammissibile).

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Prescrive gli adempimenti della cancelleria quando la decisione non comporta la remissione in libertà: la Corte ha disposto l'inoltro per gli adempimenti previsti.

  • art. 52 d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196

    art. 52 d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196

    Norma sulla protezione dei dati personali: la Corte ha disposto l'oscuramento dei dati identificativi in caso di diffusione del provvedimento.

Massime di principio

  • La differenza tra rapina e furto con strappo dipende dal destinatario della violenza: se la violenza serve a vincere la resistenza della persona (anche se breve) e provoca effetti sulla vittima, il fatto tende a qualificarsi come rapina; se la violenza è rivolta in modo immediato e esclusivo alla cosa, può trattarsi di furto con strappo.
  • In sede di legittimità (Cassazione) non è consentito rinnovare la valutazione dei fatti: le censure devono riguardare violazioni di legge o la manifesta illogicità della motivazione; le semplici divergenze sulla valutazione probatoria sono inammissibili.
  • La conferma di una misura cautelare richiede una motivazione puntuale sulle esigenze cautelari (pericolo di fuga, inquinamento probatorio, pericolo di reiterazione): la presenza di precedenti specifici, comportamento violento e ripetute violazioni di misure aumentano la probabilità di conferma della custodia in carcere.
  • La valutazione probatoria del giudice di merito può fondarsi in modo legittimo su una combinazione di dichiarazioni della persona offesa, immagini di videosorveglianza e atti della polizia giudiziaria; contestazioni difensive che si limitano a proporre un'interpretazione alternativa delle stesse risultano difficilmente accolte in Cassazione.
  • Ricorsi per cassazione manifestamente infondati o non consentiti possono comportare la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di somme a titolo di ammenda; occorre quindi valutare realisticamente la fondatezza giuridica delle censure prima del deposito.
  • Quando si impugna la qualificazione giuridica di un fatto, è utile concentrare i motivi su profili di diritto e sulla eventuale contraddittorietà o illogicità della motivazione, documentando specificamente gli elementi che avrebbero dovuto condurre a diversa ricostruzione, anziché limitarsi a una diversa lettura delle prove.

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