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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48106/2023 del 04/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna la conferma della condanna per furto aggravato di un telefono cellulare (artt. 624, 625 n. 4 c.p.). Deduce due motivi: 1) nullità per omessa notifica al difensore di fiducia (avv. Mario Castaldo) del decreto di citazione a giudizio in grado di appello, essendo la notifica stata eseguita all'avv. Natalina Mastellone, nominata d'ufficio solo nella fase di convalida; 2) vizio di motivazione per non avere la Corte territoriale valutato adeguatamente la versione difensiva (che il telefono fosse stato rinvenuto per strada) e per non aver spiegato la dinamica della presunta sottrazione e l'assenza di comportamenti per impedirne il rinvenimento.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il primo motivo fondato e assorbente rispetto al secondo. Ha rilevato che l'omesso avviso dell'udienza al difensore di fiducia integra una nullità assoluta e insanabile se ha determinato la sua assenza, e che nel caso di specie il processo è stato deciso (tramite trattazione scritta ai sensi dell'art. 23 d.l. n. 149/2020) senza che fosse dato avviso al difensore nominato. Perciò la sentenza impugnata è stata annullata e la causa rinviata per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'appello di Napoli.

Norme richiamate

  • artt. 624, 625 n. 4 cod. pen.

    artt. 624, 625 n. 4 cod. pen.

    Individuano il reato contestato (furto aggravato per la sottrazione di un telefono cellulare), ossia la fattispecie materiale oggetto del processo.

  • art. 178 comma 1 lett. c) cod. proc. pen.

    art. 178, comma 1, lett. c) c.p.p.

    Stabilisce l'obbligo di avviso al difensore di fiducia; la Corte interpreta l'omessa comunicazione come possibile causa di nullità assoluta quando determini l'assenza del difensore.

  • art. 179 comma 1 cod. proc. pen.

    Regola la nomina e la tempestività del difensore; collegata all'obbligo di informazione e alla tutela del diritto di difesa.

  • art. 180 cod. proc. pen.

    Prevede le nullità di ordine generale; la Corte distingue tra nullità assoluta (se l'omissione ha cagionato l'assenza del difensore) e nullità di ordine generale se il difensore era comunque presente.

  • art. 23 d.l. n. 149 del 2020

    Consente, in circostanze straordinarie, la trattazione scritta in camera di consiglio; la Corte rileva che anche in tale forma il mancato avviso al difensore di fiducia può invalidare il procedimento se ne ha determinato l'assenza.

Massime di principio

  • L'omessa notifica al difensore di fiducia dell'atto processuale che fissa l'udienza, se causa l'assenza del difensore, determina una nullità assoluta e insanabile che impone l'annullamento del provvedimento impugnato.
  • Se il difensore di fiducia è comunque presente in udienza (anche solo per eccepire il vizio), l'omessa notifica costituisce invece nullità di ordine generale (art. 180 c.p.p.).
  • È fondamentale aggiornare tempestivamente domicilio e nominativo del difensore e assicurarsi che le notifiche siano dirette al legale effettivamente incaricato; la notifica a un difensore d'ufficio sostituto può rendere invalida la fase successiva se è stata nominata una diversa difesa di fiducia.
  • Le decisioni adottate con trattazione scritta o in forma differente (es. ai sensi di norme emergenziali) non esonerano dall'obbligo di garantire il diritto di difesa mediante comunicazione/avviso al difensore di fiducia; la violazione può cagionare nullità.
  • Sul piano della motivazione, la Corte deve considerare e confutare le versioni difensive o spiegare perché le ritiene non plausibili; tuttavia, un vizio di motivazione può essere assorbito da un vizio procedurale rilevante che comporti annullamento.

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