Sentenza n. 856/2026 - Catanzaro, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Paola n. 354/2024 e del decreto di liquidazione n. 6696/2021
Esito
Favorevole al ricorrente (creditore)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha agito per l’esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Paola n. 354/2024, che aveva condannato l’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza al pagamento di euro 18.114,91, oltre rivalutazione o interessi secondo il criterio indicato nel titolo, nonché delle spese di lite, e sul decreto di liquidazione n. 6696/2021, relativo al compenso di euro 821,53, oltre IVA e Cassa previdenziale se dovute, posto a carico della medesima amministrazione. La sentenza era passata in giudicato e il titolo esecutivo era stato notificato all’amministrazione. L’Azienda, ritualmente intimata, non si è costituita e non ha fornito prova dell’avvenuto adempimento.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso ai sensi degli artt. 112 ss. c.p.a., dichiarando l’obbligo dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza di dare integrale esecuzione ai titoli giudiziali, detratto quanto eventualmente già pagato. Ha ritenuto azionabile in ottemperanza anche il decreto di liquidazione del compenso del consulente d’ufficio, osservando che il decreto non opposto nei termini dell’art. 170 d.P.R. 115/2002 ha natura giudiziale ed è suscettibile di acquistare efficacia di giudicato. Gli interessi sono dovuti nella misura stabilita dai titoli e, ove non prevista, nella misura legale. È stato assegnato all’amministrazione il termine di 60 giorni dalla notificazione della sentenza. Per l’eventuale ulteriore inerzia è stato nominato Commissario ad acta il Prefetto di Cosenza, con facoltà di delega, il quale dovrà provvedere entro i successivi 90 giorni dalla richiesta del ricorrente. Le spese del giudizio, liquidate in euro 1.286,00 oltre accessori, rimborso del contributo unificato e spese generali, sono state poste a carico dell’amministrazione inadempiente.
Norme richiamate
artt. 112 ss. c.p.a.
Consentono di ottenere l’esecuzione del giudicato nei confronti dell’amministrazione inadempiente e di adottare le misure necessarie, compresa la nomina di un commissario ad acta.
art. 114 c.p.a.
Disciplina il giudizio di ottemperanza e consente al giudice di dichiarare l’obbligo dell’amministrazione di conformarsi al giudicato, fissando un termine e nominando, in caso di inerzia, un commissario ad acta.
art. 170 d.P.R. 115/2002
Il decreto di liquidazione del compenso del consulente d’ufficio, se non opposto nel termine previsto, ha carattere giudiziale, può acquistare valore di giudicato ed essere azionato mediante giudizio di ottemperanza.
Massime di principio
- L’amministrazione è tenuta a dare integrale esecuzione alle decisioni giurisdizionali passate in giudicato che impongono il pagamento di somme, salvo detrarre quanto già eventualmente corrisposto.
- Il decreto di liquidazione del compenso del consulente tecnico d’ufficio, se non opposto nel termine previsto dall’art. 170 d.P.R. 115/2002, ha natura giudiziale, è suscettibile di acquistare efficacia di giudicato e può essere fatto valere mediante giudizio di ottemperanza nei confronti dell’amministrazione obbligata.
- Nel giudizio di ottemperanza, l’amministrazione intimata che non dimostri l’avvenuto adempimento dei titoli giudiziali non assolve l’onere di provare l’esecuzione e può essere condannata al pagamento delle somme dovute.
- Il giudice dell’ottemperanza può assegnare all’amministrazione un termine per adempiere e nominare un commissario ad acta, destinato a intervenire su istanza della parte creditrice in caso di persistente inerzia.
- Gli interessi sulle somme oggetto di ottemperanza sono dovuti nella misura stabilita dal titolo giudiziale e, in mancanza di specifica indicazione, nella misura degli interessi legali.
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