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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13862/2025 del 09/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza di appello che aveva confermato la condanna per bancarotta patrimoniale fraudolenta per distrazione a loro carico (per Gei Soft S.r.l., fallita il 18/09/2014). Contestavano in particolare: l'insufficienza e il travisamento delle prove che avrebbero caratterizzato la distrazione (contratto di consulenza ritenuto inutile e "predatorio"; cessione dei codici sorgente, marchi e quadri), l'inesistenza del pericolo per i creditori dato lo stato di crisi anteriore, la mancanza di un contributo causale specifico di Borsato (per non renderlo responsabile "a cascata"), l'errata qualificazione di taluni prelievi e canoni come distrazione (anziché bancarotta preferenziale) e censure al trattamento sanzionatorio per mancato riconoscimento di attenuanti (art. 219 comma 3 legge fall., attenuanti generiche, art. 62 n.6 c.p.). Inoltre i ricorrenti deducevano vizi motivazionali per omessa valutazione integrale di testimonianze e per travisamento probatorio.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto i ricorsi complessivamente infondati. Ha dichiarato inammissibili o comunque non rilevanti molte delle censure per carenza di specificità o per essere inedite in sede di legittimità (es. doglianze nuove non sollevate in appello; estratti parziali di dichiarazioni testimoniali non prodotti integralmente). Sul merito ha confermato i principi applicati dalla Corte territoriale: la cessione dei beni (codici sorgente, marchi, quadri e somme) poteva integrare distrazione perché priva di controprestazione utile all'impresa e idonea a mettere in pericolo la garanzia per i creditori; la triangolazione dei passaggi (Daigo -> Famax collegata a Giacobbo) e l'assenza di iniziative concrete di ristrutturazione sono indici di fraudolenza. Quanto alla responsabilità dell"extraneus" Borsato, la Corte ha ritenuto provato l'accordo e la consapevolezza della pericolosità della condotta; il fatto che alcuni quadri siano stati restituiti non esclude la fraudolenza essendo un fatto successivo marginale. Sulle doglianze relative alla misura della pena e al riconoscimento delle attenuanti la Corte ha ritenuto le doglianze inedite o aspecifiche e, in ogni caso, la motivazione della Corte d'appello congrua: le attenuanti generiche e speciali non sono state riconosciute perché mancavano elementi di resipiscenza o concreti atti di riparazione, e la pena inflitta era in ogni caso prossima al minimo edittale.

Norme richiamate

  • Codice Penale, art. 110

    Regola il concorso di persone nel reato; utilizzato per attribuire partecipazione collegata tra intraneus (amministratore) ed extraneus (terzo) nell'operazione distrattiva.

  • Regio Decreto n. 267/1942 (Legge fallimentare), art. 216

    Disciplina la bancarotta patrimoniale prefallimentare per distrazione: la Corte lo applica intendendo sufficiente l'atto di distacco di beni senza adeguata controprestazione tale da mettere in pericolo la garanzia dei creditori.

  • Regio Decreto n. 267/1942 (Legge fallimentare), art. 219 comma 3

    Prevede attenuante speciale per danno di speciale tenuità; la Corte osserva che la doglianza in appello era aspecifica perché non considerava il valore complessivo dei beni ceduti (codici e marchi) e quindi non poteva essere accolta.

  • Regio Decreto n. 267/1942 (Legge fallimentare), art. 223

    Norma collegata alle sanzioni per i reati fallimentari; citata nel quadro della fattispecie contestata.

  • Codice di Procedura Penale, art. 173 disp. att.

    Richiama i limiti nella enunciazione dei motivi nel ricorso per cassazione; i ricorrenti hanno rispettato l'enunciazione ma non l'onere probatorio correlato (es. trascrizioni integrali).

  • Codice di Procedura Penale, art. 606

    Indica i motivi di ricorso per cassazione; la Corte ricorda i limiti nel dedurre travisamento della prova e quando una doglianza può essere proposta in cassazione (es. «doppia conforme»).

  • Codice di Procedura Penale, art. 611

    Norma sul giudizio in Cassazione senza intervento delle parti; applicata per i ricorsi depositati dopo il 30/06/2024 (modifiche normative citate).

  • Codice Penale, art. 62 n. 6

    Prevede l'attenuante per il risarcimento del danno; la Corte osserva che tale questione non era stata sollevata in appello e quindi risultava inedita in Cassazione.

  • Codice Penale, art. 62-bis

    Dispositivo relativo alle circostanze attenuanti generiche; la Corte richiama che il loro riconoscimento rientra nella discrezionalità del giudice e necessita di motivazione specifica.

  • Codice Civile, art. 2740

    Principio generale della responsabilità patrimoniale: la tutela della garanzia dei creditori è parametro interpretativo per valutare la legittimità della cessione di beni in funzione aziendale o come distrazione.

Massime di principio

  • La "distrazione" patrimoniale in bancarotta fraudolenta si configura quando si distaccano beni dal patrimonio sociale senza adeguata controprestazione e con idoneità a mettere in pericolo la garanzia dei creditori; non è decisivo che l'atto sia formalmente un negozio lecito.
  • La responsabilità dell"extraneus" (terzo) richiede la consapevolezza e la volontarietà nel contribuire alla condotta distrattiva dell'amministratore; non serve la conoscenza specifica del dissesto societario, ma la consapevolezza della pericolosità per i creditori.
  • In Cassazione non sono ammesse, salvo particolari eccezioni, deduzioni basate su depositi probatori parziali: se si contesta la valutazione di dichiarazioni testimoniali occorre produrre le trascrizioni integrali o i verbali completi.
  • Sono inammissibili in Cassazione le doglianze che introdurrebbero novità fattuali non dedotte in appello: questioni nuove (es. presunta effettività di prestazioni poste solo in sede di legittimità) devono essere sollevate prima per non essere escluse.
  • La valutazione degli "indici di fraudolenza" è una valutazione di merito che prende in considerazione modalità di subentro, anomalie nelle modalità contrattuali, triangolazioni societarie e mancanza di iniziative di ristrutturazione; la Corte di legittimità controlla la logicità della motivazione ma non sostituisce la rivalutazione di merito.
  • Le circostanze attenuanti (speciali o generiche) e la riduzione della pena devono essere chieste e argomentate nelle fasi precedenti; la loro mancata deduzione in appello rende spesso la censura in Cassazione inedita e inammissibile.

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