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Sentenza

Sentenza n. 311/2026 - Lecce, Sezione 1

per l'annullamento - dell’atto del Comune di Fasano prot. n. 25658 del 5 maggio 2025, con il quale il Comune ha denegato il rilascio del titolo edilizio stagionale e, ove occorra, del relativo preavviso di rigetto; - dell’atto del Comune di Fasano prot. n. 109651 del 25 marzo 2025, con il quale il Comune ha comunicato la rimozione degli effetti della SCIA commerciale e, ove occorra, del relativo preavviso di rigetto; - di ogni altro atto ad esso presupposto, consequenziale o comunque connesso, ancorché non conosciuto, in quanto lesivo; nonché per l’accertamento del diritto della ricorrente: - al montaggio e al mantenimento delle strutture di cui al p.d.c. n. 131/2022, dal primo febbraio al 31 ottobre 2025.

Giustizia amministrativa202500530

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del titolo edilizio stagionale per il 2025 e comunicazione di rimozione degli effetti della SCIA commerciale, relativi al ricollocamento e mantenimento di strutture funzionali all’attività d’impresa

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il diniego comunale del titolo edilizio stagionale necessario per il ricollocamento, su area demaniale, delle strutture funzionali alla propria attività d’impresa, nonché la comunicazione di rimozione degli effetti della SCIA commerciale. Ha inoltre chiesto l’accertamento del diritto al montaggio e al mantenimento delle strutture dal 1° febbraio al 31 ottobre 2025. In sede cautelare, il TAR aveva rilevato un possibile difetto di fondatezza degli atti comunali, osservando che il Comune aveva contestato l’insufficienza della documentazione progettuale e l’assenza dell’autorizzazione paesaggistica nonostante il precedente assentimento del titolo stagionale e la preesistenza di un’autorizzazione paesaggistica stagionale; aveva applicato l’art. 87 delle NTA al PRG, disposizione apparentemente riferita alle aree private e non a interventi su area demaniale; e si era limitato a richiamare tale disposizione senza esplicitare le ragioni di incompatibilità dell’intervento richiesto.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. L’ordinanza cautelare n. 239/2025 aveva consentito alla ricorrente di proseguire l’attività d’impresa durante la stagione balneare 2025, realizzando così l’interesse sostanziale perseguito con il ricorso, ossia lo svolgimento dell’attività e il mantenimento delle strutture nel periodo stagionale oggetto della domanda. Il giudice non ha quindi esaminato definitivamente la legittimità dei provvedimenti impugnati né i motivi di merito, pur dando atto delle perplessità già rilevate in sede cautelare. Le spese di lite sono state compensate in ragione della natura formale della decisione.

Massime di principio

  • Quando la tutela cautelare consente al ricorrente di conseguire integralmente l’utilità sostanziale perseguita per il periodo temporalmente limitato cui si riferisce la controversia, il ricorso può essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, anche senza una decisione definitiva sulla legittimità degli atti impugnati.
  • La sopravvenuta carenza di interesse deve essere valutata in rapporto all’utilità concreta richiesta in giudizio: se l’interesse sostanziale è stato soddisfatto mediante l’esecuzione della misura cautelare, viene meno l’interesse alla pronuncia di annullamento.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziSCIA e liberalizzazioniEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di motivazione

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