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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40415/2023 del 04/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La Sunsky S.r.l. aveva chiesto il dissequestro parziale dei saldi attivi sui rapporti bancari/finanziari per consentire il pagamento delle imposte (IRES e IRAP) dovute sui profitti ritenuti provento del reato, quantificate in euro 16.068.665. Il sequestro preventivo (finalizzato alla confisca) aveva bloccato somme per complessivi euro 45.867.042 e polizze per 25.000.000; la società sosteneva di non avere altre disponibilità e di non poter ottenere credito bancario, sicché lo svincolo parziale era necessario per evitare la cessazione dell'attività per effetto dell'insorgere di debiti tributari e sanzioni.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso in parte: ha rigettato il primo motivo (contestazione di illegittimità per composizione del collegio giudicante in sede di rinvio) ritenendolo infondato in base a orientamento costituzionale e di legittimità; ha invece ritenuto fondato il secondo motivo relativo a carenza di motivazione del Tribunale del riesame sul punto decisivo se la società potesse pagare le imposte con risorse proprie o ricorrendo al credito e se il mancato pagamento avrebbe messo a rischio la continuità aziendale. La decisione impugnata è stata annullata e la causa rinviata al Tribunale di Roma perché effettui un nuovo esame documentale e istruttorio, valutando concretamente, sulla base degli elementi acquisiti, la sussistenza dei presupposti per un dissequestro parziale vincolato e controllato (con destinazione e modalità di pagamento monitorate). Si rileva inoltre che la società ha depositato prova del pagamento unificato delle imposte eseguito il 31/05/2023.

Norme richiamate

  • D.lgs. n. 231 del 2001, artt. 19, 25 e 53

    Il sequestro preventivo è stato disposto in vista di una futura confisca ai sensi delle norme sul riciclaggio/illecito amministrativo; la Corte usa tali riferimenti per giustificare la destinazione del vincolo reale quale strumento volto alla confisca del profitto del reato

  • Codice penale, art. 346-bis

    Individua il reato presupposto (mediazione illecita) da cui sarebbe derivato il profitto oggetto di sequestro

  • Legge n. 537 del 1993, art. 14, comma 4

    Prevede che il provento di attività illecite, contabilizzato in capo all'ente, sia comunque soggetto a imposizione fiscale; la società aveva invocato questa norma per giustificare la richiesta di dissequestro parziale al fine di pagare le imposte

  • Codice di procedura penale, art. 623, comma 1, lett. a)

    Regola la composizione del collegio in caso di annullamento con rinvio; la Corte ha ritenuto che non vi sia incompatibilità nell'essere nuovamente composto da magistrati che hanno partecipato alla decisione precedente

  • Codice di procedura penale, art. 34

    Richiamata dalla difesa come parametro di legittimità del giudice naturale; la Corte ha ritenuto la questione già decisa dalla Corte costituzionale/sentenza di legittimità come infondata

  • Codice di procedura penale, art. 125, comma 3

    Imposta l'obbligo di motivazione: la sentenza annullante censura la motivazione del Tribunale del riesame per essere basata su ipotesi non supportate da elementi documentali, violando tale principio

  • Costituzione, artt. 3 e 111

    Richiamati nella deduzione di illegittimità costituzionale proposta dalla difesa in relazione alla composizione del collegio; la Corte dichiara la questione infondata in conformità agli orientamenti costituzionali

Massime di principio

  • Il giudice può autorizzare il dissequestro parziale di somme sequestrate finalizzate alla confisca per permettere il pagamento delle imposte dovute sul profitto illecito quando il vincolo rischi di compromettere irreversibilmente la continuità dell'ente; tale concessione deve avvenire a condizione che si dimostri concretamente l'impossibilità di adempiere senza lo svincolo e con vincolo di destinazione e modalità di pagamento controllate
  • La richiesta di dissequestro parziale va supportata da documentazione probatoria specifica e aggiornata circa le disponibilità economiche, gli stati patrimoniali e la fattibilità di accesso al credito: ipotesi generiche o congetture non bastano
  • Il giudice deve svolgere un'analisi fattuale motivata e aderente ai dati documentali (bilanci, comunicazioni bancarie, risposte degli istituti di credito, eventuali proposte di dilazione da parte dell'Amministrazione finanziaria) quando valuta la praticabilità di finanziamenti o la capacità di far fronte a debiti fiscali
  • La mera esistenza di possibili strumenti tributari (accordi con il fisco, dilazioni) non può sostituire la verifica concreta della loro efficacia nel caso di specie; vanno dimostrati elementi processuali che provino la loro disponibilità e applicabilità
  • La questione della composizione del collegio in sede di rinvio, salvo diversa pronuncia costituzionale, non è automaticamente causa di nullità: la normativa processuale ammette la partecipazione degli stessi giudici alla decisione in sede di rinvio, specie in ambito cautelare, salvo accertata violazione di principi del giusto processo
  • Il pagamento delle imposte dopo il sequestro (o la prova di un tentativo documentato di adempimento) è un elemento rilevante da valutare nella decisione sulla eventuale restituzione parziale e può incidere sull'esito favorevole alla parte interessata

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