Cassazione Penale, Sentenza n. 987/2022 del 13/01/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso denunciava la nullità della sentenza per difetto assoluto di motivazione rispetto al motivo di appello relativo all'assenza del requisito dell"ingiusto profitto richiesto per il delitto di appropriazione indebita. La difesa aveva sostenuto che l'attività di compravendita di mobili usati era svolta in comune con la parte civile (Anna Mele) e che gli assegni contestati erano stati emessi o consegnati nell'ambito dell'attività commerciale come pagamento per i mobili, quindi senza finalità personali. La Corte d"Appello, pur riportando le deduzioni difensive, si era limitata ad affermare che gli assegni erano stati utilizzati "per fini personali" senza confrontarsi con le argomentazioni difensive sulla mancanza del dolo specifico di procurarsi un ingiusto profitto.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato per carenza di motivazione della Corte territoriale sulla questione decisiva dell"ingiusto profitto. Ha altresì precisato che la remissione della querela non incide sulla procedibilità d'ufficio quando ricorrono aggravanti di tipo speciale (qui la recidiva qualificata). La sentenza impugnata è stata annullata e il processo è stato rinviato ad altra Sezione della Corte di Appello di Milano per un nuovo giudizio, affinché la Corte territoriale si pronunci specificamente sulle deduzioni difensive relative all'assenza del dolo specifico.
Norme richiamate
art. 61 n. 2 cod. pen.
Riferita come aggravante di cui la Corte di Appello aveva escluso la rilevanza; contestata in relazione alla valutazione complessiva delle circostanze.
art. 99 cod. pen. (recidiva)
La recidiva qualificata valutata dal Tribunale e condivisa in primo grado è stata ritenuta idonea a mantenere la procedibilità d'ufficio nonostante la remissione della querela.
art. 649-bis cod. pen.
Interpretato nel senso che le aggravanti ad effetto speciale menzionate includono la recidiva qualificata, e quindi incidono sulla procedibilità d'ufficio dei delitti indicati dalla norma.
art. 69 cod. pen.
Richiamato nel contesto del bilanciamento tra circostanze attenuanti e aggravanti, con la precisazione che la valutazione di equivalenza della recidiva non ne elimina la sussistenza ai fini della procedibilità.
art. 646 cod. pen.
Citato per distinzione giurisprudenziale: atti di disposizione compatibili con l'interesse sociale non integrano automaticamente appropriazione indebita in assenza del dolo specifico di procurare un ingiusto profitto.
art. 23 comma 8 DL 137/2020
Norma procedurale richiamata per la trasmissione della requisitoria del Pubblico Ministero nella fase di esame del ricorso.
Massime di principio
- Se la difesa solleva, in appello, la mancanza di un elemento essenziale del reato (es. il dolo specifico dell"ingiusto profitto), la Corte d"Appello è tenuta a confrontarsi espressamente e motivatamente con tale deduzione; l'omissione configura vizio di motivazione e può determinare annullamento in Cassazione.
- La remissione della querela non impedisce la procedibilità d"ufficio quando sussistono aggravanti speciali (per esempio la recidiva qualificata) che, secondo la giurisprudenza, mantengono il carattere d'ufficio del reato.
- Per il reato di appropriazione indebita è decisivo dimostrare il dolo specifico di procurare un ingiusto profitto personale; condotte che si collocano nell'ambito di una gestione comune o aziendale possono non integrare il reato se mancano elementi che dimostrino l"interesse esclusivamente personale del disponente.
- La prova della destinazione dei beni o delle somme all'attività comune (ad es. tramite testimonianze, documentazione contabile o modo di utilizzo dei proventi) è rilevante per escludere l"intiende appropriazione personale.
- In caso di decisione di secondo grado carente sul punto centrale del contendere, la Cassazione può annullare e rinviare per consentire alla Corte territoriale di pronunciarsi compiutamente sulle questioni decisive.
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