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Cassazione Civile, Ordinanza n. 37439/2022 del 21/12/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

I proprietari di un compendio immobiliare occupato d’urgenza per realizzare un parcheggio pubblico hanno impugnato davanti al giudice amministrativo gli atti comunali di alienazione/valorizzazione e il programma integrato di interventi nella parte incidente sulla loro area. Sostenevano di essere ancora proprietari, perché il Comune non aveva mai adottato il decreto di esproprio né altri atti idonei al trasferimento della proprietà; ritenevano quindi illegittimo porre a base degli atti impugnati l’assunto che l’area fosse già comunale. Il Consiglio di Stato, riformando il TAR, ha invece ritenuto che la sentenza civile della Corte d’appello, che aveva dichiarato prescritto il diritto al risarcimento del danno, contenesse un giudicato implicito anche sul regime proprietario dell’area, con conseguente preclusione di contestare la proprietà del bene. Con l’unico motivo di ricorso per cassazione i proprietari hanno denunciato eccesso di potere giurisdizionale ex art. 111, ottavo comma, Cost., sostenendo che il Consiglio di Stato si fosse sostituito al giudice civile compiendo un’interpretazione additiva del giudicato e affermando, in assenza di una statuizione espressa della Corte d’appello, il trasferimento della proprietà al Comune. Hanno quindi dedotto che la questione atteneva semmai a un errore di interpretazione del giudicato, non a uno sconfinamento di giurisdizione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che il Consiglio di Stato si fosse limitato a interpretare il giudicato civile alla luce dei principi fissati dall’Adunanza plenaria n. 6 del 2021 sulla c.d. occupazione acquisitiva e sui limiti oggettivi del giudicato, senza oltrepassare i limiti esterni della propria giurisdizione. Anche se l’interpretazione del giudicato potesse essere errata, ciò integrerebbe al più un error in iudicando interno alla giurisdizione speciale, non censurabile in Cassazione come eccesso di potere giurisdizionale. La Corte ha quindi confermato la condanna dei ricorrenti alle spese e l’obbligo dell’ulteriore contributo unificato, se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 111, ottavo comma, Cost.

    consente il ricorso in cassazione avverso le decisioni del Consiglio di Stato solo per motivi inerenti alla giurisdizione, non per errori di interpretazione del giudicato o errori in iudicando interni.

  • art. 362 c.p.c.

    richiamato come base processuale del ricorso per motivi inerenti alla giurisdizione.

  • art. 110 d.lgs. 2 luglio 2010, n. 104

    richiamato quale norma sul ricorso per cassazione contro le decisioni del giudice amministrativo per motivi inerenti alla giurisdizione.

  • art. 99 c.p.a.

    l’Adunanza plenaria vincola le sezioni semplici al principio di diritto enunciato, ma l’eventuale violazione di tale vincolo resta un error in iudicando interno alla giurisdizione speciale.

  • art. 2909 c.c.

    il giudicato sostanziale fa stato tra le parti e si estende agli accertamenti che costituiscono premessa necessaria della decisione.

  • art. 324 c.p.c.

    il giudicato sostanziale è riflesso del giudicato formale.

  • artt. 31 e 117 c.p.a.

    menzionati nel richiamo dell’Adunanza plenaria come azioni precluse dopo il giudicato civile formatosi sul rapporto proprietario conseguente all’occupazione acquisitiva.

  • art. 42-bis d.P.R. n. 327 del 2001

    richiamato come possibile oggetto dell’istanza amministrativa la cui inerzia è preclusa dal precedente giudicato civile, secondo la ricostruzione dell’Adunanza plenaria.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    fondamento dell’obbligo di versamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione contro le decisioni del Consiglio di Stato è ammissibile solo per veri motivi inerenti alla giurisdizione; non è consentito trasformare in vizio di giurisdizione un mero errore nell’interpretazione di una sentenza o del giudicato.
  • L’erronea lettura del giudicato, anche quando incida sulla qualificazione del regime proprietario di un bene, integra al più un error in iudicando interno alla giurisdizione speciale e non un eccesso di potere giurisdizionale.
  • Il giudicato sostanziale può estendersi agli accertamenti di fatto e di diritto che costituiscono antecedente logico necessario della decisione, anche se non espressamente riprodotti nel dispositivo, purché emergano in modo effettivo dalla lettura sistematica di motivazione e dispositivo.
  • La violazione del vincolo derivante dal principio di diritto enunciato dall’Adunanza plenaria resta, di regola, un vizio interno alla giurisdizione amministrativa e non legittima il ricorso in Cassazione per motivi inerenti alla giurisdizione.
  • Quando la parte deduce uno sconfinamento di giurisdizione, deve indicare in modo chiaro il superamento del perimetro esterno del potere giudicante; non basta denunciare una diversa ricostruzione del contenuto della precedente sentenza o del giudicato.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniPossesso
RamiProcesso civileDiritti realiEsecuzioni
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiGiudicatoOnere della prova

Testo integrale

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