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Sentenza

Sentenza n. 435/2026 - Ancona, Sezione 1

per l'annullamento previe misure cautelari - del provvedimento del Questore di Macerata – Div. PAS Cat. -OMISSIS-, con cui viene disposta la sospensione del procedimento di revoca del porto di fucile ad uso caccia e il ritiro del titolo; - del verbale di sequestro amministrativo delle armi ex art. 38-39 TULPS del 31.03.2022;

Giustizia amministrativa202200360

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Marche - Ancona, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento del Questore di Macerata di sospensione del procedimento di revoca e ritiro del porto di fucile per uso caccia, nonché verbale di sequestro amministrativo delle armi

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione di pubblica sicurezza)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento del Questore con cui era stata disposta la sospensione del procedimento di revoca del porto di fucile per uso caccia e il ritiro del titolo, nonché il verbale di sequestro amministrativo delle armi adottato ai sensi degli artt. 38 e 39 TULPS, chiedendone l'annullamento, anche previa tutela cautelare. Nel corso del giudizio, l'Autorità giudiziaria ordinaria ha respinto il ricorso proposto dal medesimo interessato contro la sanzione contravvenzionale relativa a fatti pregiudizialmente connessi ai provvedimenti amministrativi impugnati. A seguito di tale sopravvenienza, il ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio, poiché non avrebbe potuto ricavarne alcuna concreta utilità neppure in caso di accoglimento, manifestando l'intenzione di presentare in futuro una nuova istanza per ottenere ex novo il porto di fucile. Ha inoltre rinunciato alla domanda di condanna dell'Amministrazione alle spese.

La decisione

Il TAR ha preso atto della dichiarazione del ricorrente e della sopravvenuta carenza di interesse alla prosecuzione del giudizio. Poiché il ricorrente ha riconosciuto di non poter conseguire alcuna utilità concreta dalla decisione sull'impugnazione, il Collegio ha dichiarato il ricorso improcedibile. In ragione della rinuncia alla domanda di condanna alle spese e delle circostanze del caso, ha compensato integralmente le spese tra le parti costituite.

Norme richiamate

  • art. 38 TULPS

    Richiamato quale base normativa del verbale di sequestro amministrativo delle armi; la sentenza non ne esamina il contenuto in ragione dell'improcedibilità del ricorso.

  • art. 39 TULPS

    Richiamato quale base normativa del verbale di sequestro amministrativo delle armi; la sentenza non ne esamina il contenuto in ragione dell'improcedibilità del ricorso.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato per lo svolgimento dell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato per disporre l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi del ricorrente.

  • artt. 9 e 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata, quale fondamento dell'oscuramento dei dati personali.

Massime di principio

  • La sopravvenuta carenza di interesse, espressamente dichiarata dal ricorrente che riconosca di non poter conseguire alcuna utilità concreta dalla decisione, determina l'improcedibilità del ricorso per annullamento.
  • La dichiarazione di non interesse alla prosecuzione del giudizio può fondarsi anche su una sopravvenienza processuale relativa a fatti connessi, qualora essa renda inutilmente esperibile la decisione sull'atto amministrativo impugnato.
  • Quando il ricorrente rinuncia alla domanda di condanna alle spese, il giudice può compensare le spese tra le parti, ove le circostanze del caso siano ritenute giuste ed eque.

Come è indicizzato

MaterieLicenze e autorizzazioni di poliziaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiForze armate e forze di poliziaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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