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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48263/2022 del 20/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha confermato il sequestro preventivo del complesso aziendale della Società Agricola Cascina Pirola S.r.l. (disposto ai sensi dell'art. 321 co. 1 e 2 c.p.p.) nell'ambito di indagine per il reato di caporalato (art. 603‑bis c.p.) e per l'illecito amministrativo ex D.lgs. 231/2001. La ricorrente denunciava: omissione o motivazione apparente in ordine al periculum in mora necessario per il sequestro finalizzato alla confisca; insufficiente indicazione del nesso di specifica, non occasionale e non mediata strumentalità tra i beni in sequestro e la condotta criminosa; difetto di valutazione della proporzionalità e adeguatezza della misura (sequestro dell'intero complesso aziendale); mancata considerazione delle sopravvenienze (cambio di governance, controllo giudiziario, adozione di modello organizzativo e offerte di risarcimento alle vittime) che avrebbero potuto far venire meno le esigenze impeditive e di tutela.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto i motivi fondati e ha annullato l'ordinanza impugnata, disponendo il rinvio al Tribunale di Milano in funzione di giudice del riesame per un nuovo esame. In particolare la Corte ha rilevato gravi carenze motivazionali: assenza di motivazione specifica sul periculum in mora rispetto al sequestro finalizzato alla confisca (art. 321 co. 2 c.p.p.), carenza di valutazione adeguata della proporzionalità e dell'adeguatezza della misura reale e insufficienti argomentazioni sul nesso di strumentalità tra i singoli beni e il reato. Pertanto la decisione di confermare l'intero sequestro è stata annullata e il giudice di rinvio dovrà riesaminare la questione tenendo conto delle osservazioni difensive e delle sopravvenienze.

Norme richiamate

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Usato come base per il sequestro impeditivo (co.1) e per il sequestro finalizzato alla confisca (co.2); la Corte richiede motivazione specifica anche in relazione al periculum in mora quando il sequestro è finalizzato alla confisca, evitando automatismi

  • art. 603‑bis c.p.

    co. 1 n.2, co.2 e co.4 n.1 (capo di imputazione)

    Delitto di caporalato contestato; la ricorrenza di condotte sfruttanti giustifica l'azione pubblica ma non determina automaticamente la confiscabilità degli interi beni aziendali senza prova del nesso di strumentalità

  • D.lgs. 231/2001

    art. 19; art. 5 co.1 lett. a); art. 25‑quinquies lett. a)

    Prevede responsabilità amministrativa e confisca dei beni profitto del reato: per il sequestro ai fini 231 è necessario motivare il nesso di derivazione dei beni dal reato e l'entità del profitto

  • art. 3 L. 199/2016

    Riferimento al controllo giudiziario come misura alternativa al sequestro; valutabile nella ponderazione delle esigenze cautelari

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Regola il ricorso per cassazione contro le ordinanze cautelari: la Corte può sindacare violazioni di legge e vizi motivazionali gravi (motivazione assente o meramente apparente)

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Obbligo di motivazione dei provvedimenti; la mancata o apparente motivazione rende possibile il sindacato di legittimità

Massime di principio

  • Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca richiede espressa e specifica motivazione sul periculum in mora: non è sufficiente richiamare la sola possibilità di confisca o la natura obbligatoria della stessa
  • In caso di sequestro dell'intero compendio aziendale il giudice deve accertare e motivare il nesso di specifica, non occasionale e non mediata strumentalità tra i singoli beni (o l'azienda nel suo complesso) e la condotta criminosa; non basta il generico collegamento con l'attività aziendale
  • Principi di adeguatezza, proporzionalità e gradualità si applicano anche ai sequestri reali: il giudice deve valutare misure meno invasive o limitazioni dell'oggetto del sequestro per ridurre l'impatto sui diritti di proprietà e sull'attività economica
  • Le sopravvenienze (mutamento di governance, controllo giudiziario, adozione di modelli organizzativi, offerte risarcitorie) devono essere valutate dal giudice e possono far venire meno le esigenze impeditive o di tutela che giustificano il sequestro
  • Per le misure cautelari reali l'appello ex art. 322‑bis ha efficacia devolutiva piena: il giudice del riesame può e deve integrare o colmare eventuali carenze motivazionali del primo grado
  • In materia di responsabilità amministrativa ai sensi del D.lgs. 231/2001 è necessario dimostrare il nesso di derivazione dei beni dal reato e, se richiesto, l'entità del profitto per giustificare misure ablative

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