Cassazione Penale, Sentenza n. 29398/2022 del 25/07/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale per il riesame di Palermo che aveva confermato il sequestro preventivo di euro 442.761,54 disposto dal G.I.P. a fini di confisca ex art. 603-bis.2 c.p. per presunto sfruttamento di manodopera da parte della Solemare s.r.l. (concorso di Torregrossa Vincenzo e Torregrossa Luisa). Il ricorrente deduceva sei motivi: 1) errata riqualificazione del sequestro come confisca per equivalente (anziché diretta) e violazione del contraddittorio; 2) mancato accertamento del nesso di pertinenzialità tra reato e somme; 3) illegittimità dell'inclusione dei "risparmi di spesa" nella nozione di profitto; 4) carenza di prova della responsabilità personale di Vincenzo; 5) insufficienza del fumus commissi delicti; 6) mancanza di motivazione sul periculum in mora ai fini del sequestro preventivo.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto infondati i primi cinque motivi e ha accolto il sesto: ha constatato la carenza motivazionale del Tribunale del riesame in relazione al periculum in mora (secondo i principi delle Sezioni Unite) e ha annullato l'ordinanza impugnata con rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Palermo. In sostanza la qualificazione del sequestro come diretto rispetto al denaro e l'inerenza delle somme al profitto del reato sono state ritenute correttamente valutate, così come la possibilità di considerare i risparmi di spesa come profitto; tuttavia il provvedimento impugnato non spiegava le ragioni concrete per cui, nelle more del processo, la somma fungibile potesse essere dispersa o altrimenti sottratta, requisito necessario per il sequestro preventivo finalizzato alla confisca.
Norme richiamate
art. 603-bis cod. pen.
La Corte accoglie l'interpretazione che il profitto del reato può comprendere anche il risparmio di spesa derivante dal mancato pagamento delle retribuzioni; la confisca del profitto monetario deve essere qualificata come diretta quando il denaro è disponibile nel patrimonio dell'indagato
art. 603-bis, comma 2 cod. pen. (richiamato come art. 603-bis.2)
Riferimento normativo per la confisca obbligatoria del profitto del reato di sfruttamento del lavoro; impone l'analisi del profitto confiscabile
art. 321, comma 2 cod. proc. pen.
Norma sul sequestro preventivo finalizzato alla confisca: il Tribunale del riesame, in sede di devoluzione piena, deve valutare anche il periculum in mora e motivarlo espressamente
art. 325, comma 1 cod. proc. pen.
Limita il ricorso per cassazione contro ordinanze di sequestro ai soli vizi di violazione di legge; controllo di legittimità sul vizio di motivazione particolarmente radicale
art. 240 cod. pen.
Riferimento al principio generale della confisca e al regime motivazionale del sequestro finalizzato alla confisca (richiamato nelle Sezioni Unite citate)
Sez. U, sent. n. 42415 del 27/05/2021 (C.)
Principio che il denaro, per la sua natura fungibile, determina l'accrescimento patrimoniale dell'autore e la confisca del profitto monetario rinvenuto nel patrimonio dell'autore deve essere qualificata come diretta; la confisca per equivalente è surrogatoria e applicabile solo se il profitto non è più rinvenibile
Sez. U, sent. n. 36959 del 24/06/2021 (Ellade)
Il provvedimento di sequestro preventivo ai sensi dell'art. 321, comma 2, deve contenere motivazione anche sul periculum in mora, esplicitando le ragioni concrete per cui il bene sequestrato rischia, nelle more, di essere modificato, disperso, deteriorato, utilizzato o alienato
Sez. U, n. 18374 del 31/01/2013 (Adanni)
Riferimento giurisprudenziale che riconosce come profitto anche il risparmio di spesa (nel contesto tributario), principio richiamato per analogia
art. 125, comma 3 cod. proc. pen.
Richiamato in relazione agli obblighi motivazionali del giudice cautelare e del riesame
art. 316 cod. proc. pen. (sequestro conservativo)
Usato in parallelo per spiegare il parametro dell'"esigenza anticipatoria" della confisca e il contenuto motivazionale richiesto per il periculum
Massime di principio
- La confisca del denaro rinvenuto nel patrimonio dell'indagato va in genere qualificata come confisca diretta per la natura fungibile del denaro: non è necessario dimostrare che le specifiche banconote sequestrate siano esattamente quelle derivanti dal reato
- I "risparmi di spesa" ottenuti attraverso il mancato pagamento di retribuzioni possono costituire profitto del reato se si determina un concreto incremento patrimoniale dell'autore derivante dall'assenza dell'uscita economica
- Per disporre un sequestro preventivo finalizzato alla confisca il giudice (sia il G.I.P. sia il Tribunale in sede di riesame) deve motivare espressamente il periculum in mora: occorre spiegare perché, nelle more del processo, il bene (anche se fungibile e lecitamente detenuto come denaro) rischia di essere disperso, alienato o comunque reso impraticabile la confisca
- In sede di cassazione contro ordinanze cautelari il controllo è limitato a vizi di legge e a macroscopici vizi motivazionali; censure sulla valutazione degli elementi di fatto sono difficilmente accoglibili salvo carenze motivazionali radicali
- La riqualificazione del sequestro compiuta dal giudice del riesame (es. da diretto a per equivalente) è possibile alla luce della giurisprudenza, ma non sostituisce l'obbligo di adeguata motivazione e del rispetto del contraddittorio quando rilevante
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