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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12762/2022 del 05/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente chiedeva il risarcimento per trattamenti inumani o degradanti ai sensi dell'art. 35-ter ord. pen. per il periodo di detenzione presso l'istituto di Chiavari dal 30/05/1996 al 05/01/1999, denunciando uno spazio vitale pro capite inferiore a 3 metri quadrati. Il Tribunale di Sorveglianza di Ancona aveva respinto il reclamo perché i registri di allocazione erano andati distrutti per un'alluvione e, in mancanza di dati sulla concreta allocazione e sul numero dei detenuti nella stessa camera, riteneva infondata la domanda. Il ricorrente ha impugnato sostenendo l'applicazione del principio di prossimita/prossimità della prova: le sue allegazioni, non generiche e puntuali quanto a periodo, luogo e ragione della violazione, dovrebbero godere di una presunzione relativa di veridicità, con conseguente onere dell'Amministrazione di fornire elementi contrari, essendo l'Amministrazione l'unico detentore delle informazioni rilevanti.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato. Ha richiamato la giurisprudenza che attribuisce alle allegazioni del detenuto, se sufficientemente determinate e riscontrata la detenzione, una presunzione relativa di veridicità, con conseguente inversione dell'onere della prova a carico dell'Amministrazione penitenziaria. La Corte ha precisato che la mera assenza o distruzione documentale, anche se dovuta a causa di forza maggiore, non legittima automaticamente il rigetto della domanda: in mancanza di elementi di smentita prodotti dall'Amministrazione il giudice deve ritenere la domanda assistita da presunzione relativa e, se necessario, esercitare i poteri istruttori ex officio. Per tali ragioni l'ordinanza impugnata è stata annullata e la causa rinviata per nuovo giudizio al Tribunale di Sorveglianza di Ancona.

Norme richiamate

  • art. 35-ter ord. pen.

    La disposizione introdotta per la tutela risarcitoria dei detenuti è interpretata in senso da garantire la massima effettività: le allegazioni del detenuto, se sufficientemente determinate e riscontrata la detenzione, godono di una presunzione relativa di veridicità che impone all'Amministrazione di produrre elementi contrari

  • Corte Cost. n. 204/2016

    Richiamata come principio che impone interpretazioni volte a rendere effettiva la tutela introdotta dal legislatore

  • Giurisprudenza della Cassazione (Sez. I, sent. n. 23362/2018; Sez. V, sent. n. 18328/2020) e decisioni civili richiamate

    Precedenti che affermano il principio di prossimità/disponibilità della prova e l'inversione dell'onere probatorio in situazioni di asimmetria informativa tra privato detenuto e Amministrazione

  • Corte EDU (giurisprudenza richiamata)

    Sottolinea la necessità di bilanciare l'asimmetria informativa del detenuto rispetto all'Amministrazione e di riconoscere una presunzione relativa alle sue dichiarazioni quando adeguatamente circostanziate

Massime di principio

  • Nei procedimenti ex art. 35-ter ord. pen., le allegazioni del detenuto che indicano periodo, luogo e natura della violazione sono da considerarsi assistite da una presunzione relativa di veridicità una volta accertata la detenzione nel periodo indicato
  • L'onere di produrre elementi di smentita spetta all'Amministrazione penitenziaria, che è in posizione di disponibilità delle informazioni sull'allocazione dei detenuti; l'assenza o distruzione di documenti, anche per forza maggiore, non esonera il giudice dal riconoscere la presunzione relativa
  • Il giudice deve, se necessario, esercitare poteri istruttori ex officio quando la documentazione prodotta è incompleta o inesistente, prima di respingere la domanda per carenza probatoria
  • La domanda del detenuto non deve essere meramente generica: indicare periodo, luogo e la ragione della presunta violazione (es. sovraffollamento e carenza di spazio vitale) è essenziale per far scattare la presunzione relativa
  • In pratica, in situazioni analoghe il ricorrente ha buone chance se fornisce elementi minimi e specifici; l'Amministrazione dovrà produrre prove documentali contrarie o il giudice dovrà disporre accertamenti per ricostruire la situazione

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