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Sentenza

Sentenza n. 2870/2026 - Napoli, Sezione 8

per l'accertamento dell'illegittimo silenzio - inadempimento concretizzatosi in data 4.7.2025 in riferimento all'Istanza/diffida del 4.6.2025 Nonché per la declaratoria dell'obbligo dell'Amministrazione resistente di riscontrarvi con un provvedimento espresso.

Giustizia amministrativa202503754

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIIISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento del Comune sull’istanza-diffida volta a ottenere la cessazione della proroga contrattuale e il riaffidamento del servizio a un nuovo operatore

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (gestore del servizio)

Prevale il privato

La controversia

La società, aggiudicataria nel 2020 della gara per l’affidamento quinquennale del servizio integrale di igiene urbana, aveva contestato la proroga del contratto comunicata dal Comune dal 1° aprile 2025, ritenendola priva dei presupposti previsti dall’art. 106, comma 11, del d.lgs. n. 50/2016 e non remunerativa. Dopo avere accettato la prosecuzione del servizio a condizione dell’aggiornamento del canone, con istanza-diffida del 4 giugno 2025 aveva sollecitato il Comune a individuare un nuovo affidatario, anche mediante procedura negoziata. Deduceva quindi l’illegittimità del silenzio serbato dall’amministrazione e chiedeva, in via principale, una pronuncia di cessazione della materia del contendere qualora il servizio fosse stato affidato a un altro operatore e, in subordine, la condanna del Comune a provvedere con atto espresso e motivato.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere. La società aveva perseguito l’interesse sostanziale alla cessazione della gestione in proroga, ritenuta non remunerativa, e al riaffidamento del servizio a un nuovo operatore. Poiché, nelle more del giudizio, il Comune aveva affidato il servizio a un altro operatore economico, il bene della vita perseguito era stato integralmente conseguito e la prosecuzione del processo era divenuta inutile. Il Collegio ha distinto tale situazione dall’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, che ricorre quando sopravvengono circostanze tali da rendere inutile il giudizio senza la piena realizzazione dell’interesse sostanziale azionato. Le spese di lite sono state compensate in ragione della peculiarità della controversia.

Norme richiamate

  • art. 106, comma 11, d.lgs. 50/2016

    La ricorrente aveva dedotto che la proroga contrattuale fosse stata disposta senza i presupposti previsti da tale disposizione; il giudice non ha esaminato nel merito la legittimità della proroga.

  • art. 120 d.lgs. 36/2023

    Richiamato dal Comune quale fondamento normativo della proroga contrattuale; il giudice non ha esaminato nel merito la legittimità di tale richiamo.

  • art. 34, comma 3, c.p.a.

    Invocato dalla ricorrente per sostenere l’interesse a una decisione nel merito; il giudice ha invece ritenuto integrati i presupposti della cessazione della materia del contendere.

Massime di principio

  • La cessazione della materia del contendere presuppone la piena realizzazione dell’interesse sostanziale dedotto in giudizio, con conseguimento del bene della vita perseguito dal ricorrente e conseguente inutilità della prosecuzione del processo.
  • Nelle controversie aventi a oggetto il silenzio dell’amministrazione sulla richiesta di cessazione di una gestione in proroga e di riaffidamento del servizio, l’affidamento del servizio a un nuovo operatore può determinare la cessazione della materia del contendere quando realizzi integralmente l’interesse sostanziale azionato.
  • La sopravvenuta carenza di interesse si distingue dalla cessazione della materia del contendere perché ricorre quando il giudizio diviene inutile per effetto di circostanze sopravvenute, senza che sia necessariamente conseguito il bene della vita richiesto.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàEsecuzione del contratto pubblico
RamiProcesso amministrativoContratti pubblici
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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