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Sentenza

Corte di giustizia, Sentenza C-307/22

Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 26 ottobre 2023. — FT contro DW. — Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Bundesgerichtshof. — Rinvio pregiudiziale – Trattamento dei dati personali – Regolamento (UE) 2016/679 – Articoli 12, 15 e 23 – Diritto di accesso dell’interessato ai suoi dati oggetto di trattamento – Diritto di ottenere gratuitamente una prima copia di tali dati – Trattamento di dati di un paziente da parte del suo medico – Cartella medica – Motivi della richiesta di accesso – Utilizzo dei dati al fine di far valere la responsabilità del professionista sanitario – Nozione di “copia”. — Causa C-307/22

Giurisprudenza europea62022CJ0307

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha chiarito che il paziente ha diritto a ottenere gratuitamente la prima copia della propria cartella medica anche se la richiesta serve a valutare un’azione di responsabilità contro il medico. Ha inoltre escluso che una normativa nazionale possa far gravare sul paziente, per ragioni puramente economiche del professionista, i costi della prima copia. Infine, ha precisato che la "copia" dei dati sanitari può includere interi documenti della cartella medica quando ciò sia necessario a garantire completezza e intelligibilità delle informazioni.

Diritto del paziente di ottenere gratuitamente la prima copia della cartella medica ai sensi del RGPD, anche se la richiesta è finalizzata a far valere responsabilità del medico, e portata della nozione di "copia" dei dati personali

La questione giuridica

Se, ai sensi degli articoli 12, paragrafo 5, e 15, paragrafi 1 e 3, del RGPD, il titolare del trattamento debba fornire gratuitamente la prima copia dei dati personali anche quando la richiesta sia motivata da finalità diverse da quelle informative richiamate nel considerando 63; se l’articolo 23, paragrafo 1, lettera i), consenta una normativa nazionale anteriore al RGPD che ponga a carico del paziente i costi della prima copia per tutelare gli interessi economici del professionista; e se il diritto di copia comprenda l’intera documentazione medica o solo i dati personali in quanto tali.

Principio di diritto

L’articolo 12, paragrafo 5, e l’articolo 15, paragrafi 1 e 3, del RGPD impongono al titolare del trattamento di fornire gratuitamente la prima copia dei dati personali all’interessato, senza che questi debba indicare i motivi della richiesta: il diritto non dipende dalle finalità richiamate nel considerando 63. L’articolo 23, paragrafo 1, lettera i), può includere anche norme nazionali anteriori al RGPD, ma non consente di imporre al paziente, per tutelare i soli interessi economici del medico, il pagamento della prima copia dei dati. Quanto alla portata del diritto di copia, esso esige una riproduzione fedele e intelligibile dei dati personali e può richiedere anche la copia integrale dei documenti della cartella medica, se necessaria per verificarne esattezza, completezza e intelligibilità; per i dati sanitari, il diritto comprende comunque la copia delle informazioni cliniche rilevanti.

Norme richiamate

  • Regolamento (UE) 2016/679
  • Articolo 267 TFUE
  • Articolo 12, paragrafo 5, RGPD
  • Articolo 15, paragrafi 1, 3 e 4, RGPD
  • Articolo 23, paragrafo 1, lettera i), RGPD
  • Articolo 4, punti 1, 2 e 7, RGPD
  • Articolo 16 RGPD
  • Articolo 17 RGPD
  • Articolo 18 RGPD
  • Articolo 21 RGPD
  • Considerando 4 RGPD
  • Considerando 10 RGPD
  • Considerando 11 RGPD
  • Considerando 13 RGPD
  • Considerando 58 RGPD
  • Considerando 59 RGPD
  • Considerando 63 RGPD
  • Articolo 630f BGB
  • Articolo 630g BGB

Diritto alla prima copia gratuita della cartella medica e nozione di copia nel RGPD

La Corte di giustizia, con rinvio pregiudiziale del Bundesgerichtshof, ha interpretato il regolamento (UE) 2016/679 in una controversia tra un paziente e un medico dentista sulla consegna di una prima copia della cartella clinica. La pronuncia riguarda il diritto di accesso ai dati personali, la gratuità della prima copia e la portata della nozione di "copia" in ambito sanitario.

Fatti e procedimento principale

DW, paziente di FT, ha chiesto la consegna gratuita di una prima copia della sua cartella medica, sospettando errori nel trattamento odontoiatrico. FT ha subordinato la consegna al rimborso delle spese, in base al diritto tedesco. I giudici di merito hanno accolto la domanda di DW; il Bundesgerichtshof ha quindi sottoposto alla Corte tre questioni pregiudiziali relative agli articoli 12, 15 e 23 del RGPD.

Normativa rilevante

La Corte richiama in particolare:

  • l’articolo 12, paragrafo 5, RGPD, sulla gratuità delle informazioni e delle comunicazioni, salvo richieste manifestamente infondate o eccessive;
  • l’articolo 15, paragrafi 1, 3 e 4, RGPD, sul diritto di accesso e sulla fornitura di una copia dei dati personali;
  • l’articolo 23, paragrafo 1, lettera i), RGPD, sulle limitazioni legislative per tutelare i diritti e le libertà altrui;
  • i considerando 4, 10, 11, 59 e 63;
  • gli articoli 630f e 630g del BGB, relativi alla cartella medica e al diritto del paziente di ottenerne copia dietro rimborso delle spese.

Prima questione: gratuità della prima copia anche se la finalità è diversa da quella di trasparenza

La Corte afferma che il diritto di accesso e di ottenere una prima copia gratuita non dipende dalla finalità soggettiva perseguita dall’interessato. Né l’articolo 12, paragrafo 5, né l’articolo 15, paragrafi 1 e 3, consentono al titolare del trattamento di chiedere i motivi della richiesta. Il considerando 63 non può restringere il contenuto della norma: essendo il preambolo privo di valore vincolante, non può imporre una condizione non prevista dal testo del regolamento.

La Corte sottolinea che il RGPD mira a garantire trasparenza e rafforzamento dei diritti dell’interessato; subordinare la prima copia gratuita a uno scopo specifico comprometterebbe l’effettività del diritto di accesso.

Seconda questione: limiti nazionali e tutela degli interessi economici del medico

La Corte precisa anzitutto che l’articolo 23, paragrafo 1, RGPD non esclude le norme nazionali adottate prima dell’entrata in vigore del regolamento, purché rispettino i requisiti di essenza, necessità e proporzionalità.

Tuttavia, una normativa che faccia gravare sul paziente i costi della prima copia per tutelare gli interessi economici del professionista non rientra nella tutela dei "diritti e delle libertà altrui" di cui all’articolo 23, paragrafo 1, lettera i). La Corte osserva che il legislatore dell’Unione ha già preso in considerazione gli interessi economici del titolare del trattamento, consentendo il rimborso delle spese solo per copie ulteriori o per richieste manifestamente infondate o eccessive. Un regime generale di rimborso per la prima copia svuoterebbe di contenuto il diritto gratuito di accesso.

Terza questione: contenuto del diritto di copia in materia sanitaria

La Corte ribadisce che la "copia" ai sensi dell’articolo 15, paragrafo 3, prima frase, riguarda i dati personali, non il documento in sé come oggetto autonomo; tuttavia la copia deve essere fedele, intelligibile e completa. Ciò può comportare, quando necessario, la consegna di estratti di documenti o persino di documenti interi della cartella medica, se solo così l’interessato può verificare esattezza, completezza e comprensibilità dei dati.

Nel settore sanitario, il considerando 63 evidenzia espressamente che il diritto di accesso include i dati contenuti nelle cartelle mediche, quali diagnosi, risultati di esami, pareri dei medici curanti, terapie e interventi. Proprio la sensibilità di tali dati giustifica un accesso il più possibile completo e intelligibile.

Dispositivo e principi affermati

La Corte ha risposto che:

  • la prima copia dei dati personali deve essere fornita gratuitamente anche se la richiesta è presentata per finalità diverse da quelle di cui al considerando 63;
  • l’articolo 23, paragrafo 1, lettera i), può comprendere norme nazionali anteriori al RGPD, ma non autorizza a imporre al paziente i costi della prima copia per proteggere gli interessi economici del medico;
  • nell’ambito del rapporto medico-paziente, il diritto di copia include una riproduzione fedele e intelligibile dei dati e può richiedere la copia integrale dei documenti della cartella medica quando necessaria.

Implicazioni pratiche

Per i professionisti sanitari, la sentenza conferma che la prima copia della documentazione contenente dati personali deve essere rilasciata senza oneri per il paziente, salvo le ipotesi eccezionali previste dal RGPD. Per i pazienti, la decisione rafforza l’accesso effettivo alle informazioni cliniche anche quando l’obiettivo sia preparare un’azione di responsabilità o una tutela giudiziaria.

Come è indicizzato

Materieprotezione dei dati personalidiritto di accesso dell'interessatodati sanitari e cartella clinicarapporto medico-pazientelimitazioni nazionali ai diritti rgpd

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