Cassazione Penale, Ordinanza n. 33718/2025 del 14/10/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso straordinario trattato de plano ex art. 610, comma 5-bis, c.p.p., ritenendo insussistente l'errore di fatto dedotto. Ha quindi condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende, sul presupposto che l'inammissibilità non fosse stata determinata senza colpa da parte del ricorrente.
Esito
Favorevole al resistente (Corte di cassazione)
La controversia
Il soggetto condannato ha proposto ricorso straordinario avverso la precedente sentenza di legittimità che aveva dichiarato inammissibile il suo ricorso contro la decisione della Corte d'appello di Roma resa in sede di rinvio. Deduceva un errore percettivo e di fatto della Corte di cassazione, sostenendo che questa avesse erroneamente percepito il contenuto della motivazione della sentenza d'appello, nella parte in cui si affermava che la pena era stata "ridotta". Con successiva istanza chiedeva inoltre il rinvio della trattazione, lamentando di non avere ricevuto l'avviso dell'udienza; la Corte ha però rilevato che il ricorso era stato trattato con procedura semplificata de plano, senza avvisi alle parti. La censura è stata ritenuta inammissibile perché non indicava un vero errore percettivo: dalla lettura complessiva della precedente decisione risultava che la Corte di cassazione aveva già ritenuto manifestamente infondati i motivi contro il diniego delle attenuanti generiche, la mancata esclusione della recidiva e il trattamento sanzionatorio, confermando di fatto la pena già determinata nel primo giudizio di appello. Il riferimento alla "riduzione della pena" contenuto nella parte descrittiva della sentenza impugnata è stato giudicato privo di incidenza decisoria e quindi inidoneo a fondare il rimedio straordinario.
Norme richiamate
art. 610, comma 5-bis, cod. proc. pen.
procedura semplificata e de plano
La trattazione del ricorso straordinario può avvenire senza avviso alle parti, mediante procedimento de plano.
art. 625-bis cod. proc. pen.
Il rimedio straordinario presuppone un errore percettivo nella lettura degli atti interni al giudizio di legittimità, idoneo ad avere inciso sul processo decisionale e a condurre a una decisione diversa.
Corte cost. n. 186 del 2000
senza versare in colpa nella determinazione della causa di inammissibilità
La condanna al pagamento della somma in favore della Cassa delle ammende presuppone che l'inammissibilità non sia stata causata senza colpa dal ricorrente.
art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309 del 1990
Reato in materia di stupefacenti oggetto della condanna richiamata nella vicenda processuale.
art. 74, commi 2 e 6, d.P.R. n. 309 del 1990
Associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti oggetto della condanna richiamata nella vicenda processuale.
Massime di principio
- L'errore di fatto rilevante ai fini del ricorso straordinario per errore materiale o percettivo in cassazione consiste in una svista nella percezione degli atti o del contenuto del giudizio di legittimità, non in una critica alla valutazione giuridica o alla motivazione della decisione.
- Perché l'errore di fatto sia deducibile, esso deve avere inciso in modo decisivo sulla formazione della volontà del giudice di legittimità; è quindi irrilevante un mero passaggio descrittivo della sentenza che non abbia avuto effetto sul dispositivo o sul percorso logico-argomentativo.
- La trattazione de plano del ricorso straordinario ex art. 610, comma 5-bis, c.p.p. non richiede avviso alle parti; la doglianza sulla mancata comunicazione dell'udienza è quindi incompatibile con tale rito semplificato.
- In caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso per colpa del ricorrente, è legittima la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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