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Sentenza

Sentenza n. 11083/2026 - Roma, Sezione 4T

per l'annullamento - del provvedimento e della comunicazione di diniego di rettifica della graduatoria di merito, comunicato con prot. FORMEZ U-029173/2025 del 17/06/2025, concernente il concorso pubblico, per titoli ed esami, per il reclutamento di un contingente complessivo di n. 2293 unità di personale non dirigenziale a tempo indeterminato, da inquadrare nell'area seconda, posizione economica F 2/categoria B, parametro retributivo F3, nei ruoli dei Ministeri resistenti e dell'Avvocatura dello Stato - profilo operatore amministrativo/assistente gestionale (codice AMM), pubblicata sul sito di Formez PA in data 24 febbraio 2023, ripubblicata rettificata in data 19 Aprile 2023, e ripubblicata ancora successivamente, all'esito di sentenze dei giudici amministrativi puntualmente citate; - di tutti gli atti e provvedimenti preordinati, collegati, connessi e consequenziali; e per l’accertamento dell’obbligo delle Amministrazioni di provvedere al corretto re-inserimento del ricorrente nella graduatoria ad ogni attuale e successivo fine, nella posizione per lui corrispondente al punteggio di 23,75, con effetto a far data dalla prima rettifica della graduatoria e in subordine dalla data dell’istanza dell’11 giugno 2025, e di procedere alla rettifica ed allo scorrimento della graduatoria anche ai fini dell’eventuale e successiva sua assunzione.

Giustizia amministrativa202600239

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IV TerSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di attribuzione del punteggio ulteriore per il possesso della laurea magistrale e diniego di rettifica della graduatoria del concorso RIPAM per il profilo AMM

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazioni resistenti)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego comunicato nel giugno 2025, chiedendo l'annullamento dell'atto e l'accertamento dell'obbligo delle amministrazioni di reinserirlo nella graduatoria con il punteggio complessivo di 23,75, nonché di procedere alla rettifica e allo scorrimento della graduatoria anche ai fini di una possibile assunzione. La pretesa si fondava sull'estensione degli effetti di precedenti sentenze della stessa Sezione, favorevoli ad altri candidati che avevano tempestivamente impugnato la graduatoria, in relazione all'attribuzione del punteggio per il possesso della laurea magistrale. Secondo il ricorrente, tale estensione sarebbe stata obbligatoria in ragione della natura generale del bando. Le amministrazioni hanno eccepito l'irricevibilità del ricorso e ne hanno chiesto il rigetto nel merito.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha preliminarmente escluso l'irricevibilità, ritenendo che la pretesa all'estensione del giudicato, ove fondata, possa essere fatta valere anche oltre i termini ordinari di impugnazione della graduatoria. Nel merito, ha rilevato che il giudicato amministrativo produce normalmente effetti limitati alle parti del giudizio e non si estende ai controinteressati che non abbiano proposto tempestivo ricorso. L'efficacia ultra partes è ammessa eccezionalmente quando sussista l'inscindibilità degli effetti dell'atto o del vizio dedotto, ma tale indivisibilità riguarda soltanto gli effetti caducanti, ossia quelli incompatibili con la permanenza dell'atto nei confronti dei destinatari non ricorrenti. Non si estende invece agli effetti conformativi, ordinatori, additivi o di accertamento della fondatezza della pretesa, che operano esclusivamente tra le parti del giudizio. Poiché la richiesta del ricorrente mirava a ottenere effetti conformativi e modificativi della propria posizione in graduatoria, il giudicato formatosi in controversie tra altri soggetti non poteva essere invocato. Le spese sono state compensate in ragione della peculiarità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 2909 c.c.

    Il giudicato sostanziale opera, di regola, tra le parti, i loro eredi e aventi causa; nel processo amministrativo l'efficacia ultra partes costituisce un'eccezione riferita a situazioni di inscindibilità.

  • art. 4 Adunanza plenaria Consiglio di Stato n. 4/2019

    L'indivisibilità degli effetti del giudicato amministrativo può determinare efficacia ultra partes solo per gli effetti caducanti, quando sia logicamente e giuridicamente inconcepibile la sopravvivenza dell'atto nei confronti dei destinatari non ricorrenti; non si estende agli effetti conformativi, ordinatori, additivi o di accertamento della fondatezza della pretesa.

Massime di principio

  • Il giudicato amministrativo produce normalmente effetti limitati alle parti del giudizio e non si estende ai controinteressati che non abbiano tempestivamente impugnato l'atto.
  • L'efficacia ultra partes del giudicato amministrativo è eccezionale e presuppone l'inscindibilità degli effetti dell'atto o del vizio dedotto, tale da rendere logicamente inconcepibile la permanenza dell'atto nei confronti dei destinatari non ricorrenti.
  • L'indivisibilità del giudicato opera esclusivamente per gli effetti caducanti dell'annullamento e non per gli effetti conformativi, ordinatori, additivi o di accertamento della fondatezza della pretesa, i quali restano limitati alle parti del giudizio.
  • La pretesa all'estensione del giudicato può essere fatta valere anche oltre il termine ordinario per impugnare l'atto, ma soltanto se ricorrono i presupposti sostanziali per l'efficacia ultra partes del giudicato.

Come è indicizzato

MaterieConcorsi pubbliciLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiPubblico impiego e concorsiProcesso amministrativo
SottomaterieValutazione dei titoli e punteggi
IstitutiEffetto conformativo e riedizione del potereLegittimazione e interesse a ricorrerePrincipio di diritto dell'Adunanza plenaria

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