Cassazione Penale, Sentenza n. 50304/2023 del 18/12/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il Pubblico Ministero ha impugnato la sentenza di primo grado che aveva assolto GUIDI MASSIMILIANO dalla contestazione del reato di cui all'art. 256, co.1, lett. a), d.lgs. n.152/2006 (trasporto illecito di rifiuti) ritenendo che il giudice di merito avesse errato nel non riconoscere il contributo causale e la posizione di garanzia del Guidi (legale rappresentante della società proprietaria del veicolo) che aveva affidato il mezzo a Monni. I ricorsi di MONNI PASQUALE e della Soc. Leopardi contestavano, rispettivamente, la presunta difformità tra imputazione e condanna (Monni) e la illegittimità della confisca dell'automezzo in capo a terzo ritenuto incolpevole (Soc. Leopardi).
La decisione
La Corte ha ritenuto fondato il ricorso del Pubblico Ministero quanto alla valutazione giuridica della posizione del GUIDI, censurando errori di diritto nella motivazione di merito circa la valutazione della vigilanza e della colpa del legale rappresentante che affida il mezzo a terzi. Per la posizione del GUIDI MASSIMILIANO la sentenza impugnata è stata annullata; tuttavia il reato a lui ascritto si è estinto per prescrizione (maturata il 14.05.2023), per cui l'annullamento è stato pronunciato senza rinvio. I ricorsi proposti da MONNI PASQUALE e dalla SOC. LEOPARDI di Monni Pasquale & C. s.a.s. sono stati dichiarati inammissibili: la condanna di MONNI (ammenda di euro 2.600) e la confisca dell'automezzo sono confermate; la società proprietaria non ha dimostrato l'estraneità e la buona fede richieste per evitare la confisca. Sono state condannate le parti ricorrenti al pagamento delle spese e di una somma di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
d.lgs. n.152/2006 (Testo Unico Ambientale), art. 256, co. 1, lett. a)
Norma incriminatrice del trasporto illecito di rifiuti; applicata per contestare la gestione e il trasporto di rifiuti da demolizione senza titolo abilitativo
d.lgs. n.152/2006, art. 259, co. 2
Richiamata in relazione alle disposizioni sulla confisca del mezzo utilizzato per il reato ambientale; la Corte conferma che il terzo proprietario deve provare la buona fede e l'assenza di negligenza per evitare la confisca obbligatoria
codice penale, artt. 40 e 41
Principi sul concorso di persone e causalità: usati per valutare se il legale rappresentante abbia avuto contributo causale o posizione di garanzia riguardo all'uso del mezzo
codice penale, art. 240
Richiamato come confronto per la confisca; la confisca obbligatoria prevista in materia ambientale differisce dalla confisca facoltativa prevista dall'art. 240
codice di procedura penale, art. 521, co. 2
Richiamato nelle doglianze di difetto di contestazione: la Corte ha ritenuto infondata la censura perché l'imputazione originaria comprendeva l'attività di gestione illecita di rifiuti per cui Monni è stato condannato
codice di procedura penale, art. 522
Richiamato dalla difesa relativa al vizio di contestazione; la Corte ha escluso il difetto formale invocato
codice di procedura penale, artt. 530 e 531
Norme sulla pronuncia di assoluzione e sulla declaratoria di estinzione del reato: utilizzate nel considerare l'effetto della prescrizione intervenuta successivamente alla sentenza impugnata
d.lgs. n.231/2001, art. 25-undecies
Richiamato rispetto alle responsabilità amministrative dell'ente connesse a reato; nel procedimento è menzionato come contestazione a carico della società collegata
d.l. n.137/2020, art. 23, co. 8
Norma che permette il trattamento cartolare dei ricorsi (esame senza udienza), applicata alla trattazione degli atti in Cassazione
Massime di principio
- In materia di reati ambientali, il proprietario o il terzo titolare del veicolo impiegato per il trasporto illecito deve provare la propria buona fede e l'assenza di negligenza per evitare la confisca: il mero titolo di proprietà non esenta dall'onere probatorio.
- Il legale rappresentante che affida un veicolo ad un terzo può essere ritenuto colpevole o responsabile per negligenza qualora non abbia verificato l'esistenza dei titoli abilitativi necessari per l'uso del mezzo per il trasporto di rifiuti.
- Il Pubblico Ministero ha interesse ad impugnare sentenze assolutorie anche se la prescrizione si è poi verificata successivamente: la Corte può esaminare la legittimità dell'accertamento di diritto anche quando l'esito pratico sia la dichiarazione di estinzione del reato.
- Per il terzo che intenda ottenere la restituzione di beni sequestrati non spetta la strada della cassazione per rivalutare le ragioni della confisca: il rimedio procedurale è l'incidente di esecuzione, nel quale il terzo deve dimostrare titolo di proprietà ed estraneità al reato.
- La contestazione di un fatto diverso da quello per cui si è poi condannati è un vizio formale grave solo se la sentenza si fonda su una diversa imputazione concreta; la valutazione deve partire dalla lettura complessiva dell'imputazione originaria.
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