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Ordinanza

Ordinanza n. 203/2026 - Catanzaro, Sezione 2

Giustizia amministrativa202600468

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Catanzaro, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di conversione del permesso di soggiorno per motivi di lavoro stagionale in permesso di soggiorno per lavoro subordinato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha impugnato il provvedimento della Prefettura di Cosenza-Sportello Unico per l’Immigrazione del 19 gennaio 2026, con il quale era stata rigettata l’istanza di conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale in permesso per lavoro subordinato. In sede cautelare ha dedotto, secondo quanto emerge dall’ordinanza, che l’Amministrazione non aveva valutato la documentazione integrativa trasmessa il 17 settembre 2025, successivamente al preavviso di rigetto del 10 settembre 2025. Ha inoltre contestato l’ulteriore ragione ostativa relativa al numero minimo di ore settimanali previsto dal contratto di lavoro domestico proposto, ragione non indicata nel preavviso di rigetto.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare ritenendo sussistente il fumus boni iuris. In particolare, ha rilevato che la documentazione integrativa trasmessa dopo il preavviso di rigetto non risultava valutata nel provvedimento impugnato e che la valutazione amministrativa doveva essere riferita alla data della richiesta di conversione. Ha inoltre considerato rilevante che l’ulteriore motivazione concernente il numero minimo di ore settimanali del contratto di lavoro domestico non fosse stata previamente comunicata con il preavviso di rigetto. Ha quindi sospeso l’esecuzione del diniego e ordinato all’Amministrazione di riesaminare senza indugio la posizione della ricorrente, esaminando sia la documentazione integrativa già prodotta sia quella ulteriore relativa al contratto di lavoro domestico e alla necessità di un orario settimanale minimo. Il merito è stato fissato alla prima udienza pubblica del gennaio 2027. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata accolta in presenza di motivi di fumus boni iuris, ravvisati nella mancata valutazione della documentazione integrativa e nell’introduzione di una motivazione non previamente comunicata.

Massime di principio

  • Nel procedimento di esame di un’istanza di conversione del permesso di soggiorno, l’Amministrazione deve valutare la documentazione integrativa tempestivamente prodotta dall’interessato, anche se trasmessa dopo il preavviso di rigetto e prima dell’adozione del provvedimento finale.
  • La valutazione dei presupposti dell’istanza deve essere riferita alla situazione esistente alla data della richiesta di conversione, senza omettere elementi documentali già acquisiti al procedimento.
  • L’Amministrazione non può fondare il diniego su una ragione ostativa nuova, non contenuta nel preavviso di rigetto, senza consentire all’interessato di interloquire previamente su tale specifico profilo.
  • In sede cautelare, la sospensione del diniego può essere accompagnata dall’ordine di riesame quando il giudice rilevi una possibile omissione istruttoria o una lesione del contraddittorio procedimentale.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoPartecipazione al procedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
IstitutiTutela cautelareDifetto di istruttoriaPartecipazione procedimentale

Testo integrale

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