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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22627/2024 del 05/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Micallo ha impugnato l'ordinanza che aveva unificato, in sede esecutiva, cinque decisioni irrevocabili ma aveva escluso dalla continuazione la sentenza del Tribunale di Cosenza del 26/02/2014. Denuncia: 1) violazione di legge perché, nel disporre l'unificazione, il giudice dell'esecuzione ha determinato una pena detentiva superiore al limite del cumulo materiale; 2) violazione di legge e vizio di motivazione poiché il giudice ha ritenuto che il reato giudicato con la sentenza di Cosenza fosse stato commesso nel 2014, escludendo la unicità del disegno criminoso, mentre il reato è invece del 4/11/2008 e rientrerebbe nel medesimo arco temporale degli altri reati (2007-2009) valutati per la continuazione ex art. 671 c.p.p.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso: ha ritenuto errata la datazione del reato di Cosenza (era il 4/11/2008) e ha constatato che il giudice dell'esecuzione ha superato il limite del cumulo materiale previsto dall'art. 73 c.p. Ha quindi annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il procedimento al Tribunale di Napoli, disponendo nuovo giudizio in diversa persona fisica, con indicazione di tener conto del corretto arco temporale per la valutazione della continuazione e di rispettare il limite del cumulo materiale nella determinazione della pena detentiva.

Norme richiamate

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione all'unificazione in sede esecutiva per continuazione: la Corte ha ritenuto che l'erronea valutazione della data di commissione del reato ha impedito una corretta applicazione dell'art. 671 c.p.p. e ha disposto il riesame da parte del giudice dell'esecuzione.

  • art. 73 cod. pen.

    Limite del cumulo materiale: la Corte ha rilevato che il giudice dell'esecuzione ha superato il limite posto dall'art. 73 c.p. nella determinazione della pena detentiva e ha ordinato che nel nuovo giudizio si applichi correttamente tale limite.

  • art. 81 cod. pen.

    Richiamato in connessione con l'art. 73 c.p. per la determinazione della pena complessiva; la Corte conferma che i limiti previsti devono essere osservati nell'operazione di cumulo.

Massime di principio

  • Per valutare la continuazione tra più condanne è fondamentale accertare correttamente le date di commissione: errori nella datazione possono vanificare la valutazione dell'unità del disegno criminoso.
  • Il giudice dell'esecuzione, nel disporre l'unificazione o la continuazione, deve rispettare il limite del cumulo materiale previsto dall'art. 73 c.p.; se la sommatoria supera tale limite la motivazione è viziata e può essere annullata.
  • In caso di vizi di motivazione (es. errata ricostruzione dei fatti o delle date) la Corte può annullare con rinvio e disporre nuovo giudizio in diversa persona fisica affinché si compia una nuova valutazione di merito.
  • La difesa deve produrre e richiamare documentazione (sentenze, decreti penali, date effettive dei reati) per dimostrare la contemporaneità o l'unità del disegno criminoso quando rilevante per la continuazione in sede esecutiva.
  • Quando sono coinvolti più titoli di condanna, il giudice deve esplicitare la metodologia di calcolo della pena complessiva e motivare il rispetto dei limiti legali del cumulo; la mera somma senza verifica dei limiti costituisce motivo di annullamento.

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