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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39070/2024 del 24/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente deduceva genericamente la "carenza della motivazione", contestava l'esistenza dell'elemento della minaccia quale costitutivo del reato di rapina e chiedeva la disapplicazione della recidiva reiterata. Le censure erano formulate in modo aspecifico e confuso, riproponendo in sostanza i medesimi argomenti già svolti in appello.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso inammissibile ritenendo le censure generiche, non tecniche e non idonee a svolgere la funzione critica richiesta in Cassazione. Ha confermato che la Corte d'appello aveva motivato in modo logico e chiaro (in particolare sulle pagg. 3-4 della sentenza impugnata) e che la doglianza sulla recidiva reiterata era stata correttamente trattata applicando i principi di giurisprudenza di legittimità: la valutazione della circostanza aggravante di cui all'art. 99, comma 4, cod. pen. deve esaminare concretamente il rapporto tra il fatto per cui si procede e le precedenti condanne, ai sensi dei criteri dell'art. 133 cod. pen. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 99, comma 4, cod. pen.

    La circostanza aggravante va valutata concretamente verificando il rapporto tra il reato attuale e le pregresse condanne; non può basarsi solo sulla gravita' dei fatti o sul periodo temporale.

  • art. 133 cod. pen.

    I criteri di determinazione della pena devono essere applicati considerando se le condanne precedenti indicano una perdurante inclinazione al delitto che abbia avuto efficacia criminogena nel caso di specie.

  • Giurisprudenza: Sez. 2, n. 27816 del 22/03/2019 (Rovinelli)

    Ribadito il principio che in Cassazione non è ammessa una semplice alternativa di lettura del merito quando la motivazione della corte territoriale è logica e chiara; i motivi generici e aspecifici sono inammissibili.

Massime di principio

  • In Cassazione i motivi devono essere specifici e articolati: non è sufficiente lamentare genericamente la carenza di motivazione.
  • Non è consentito proporre una mera rilettura alternativa del merito se la corte d'appello ha fornito una motivazione logica e coerente.
  • Per contestare la recidiva reiterata (art. 99, comma 4) occorre dimostrare il nesso concreto tra le pregresse condanne e la commissione del reato attuale, alla luce dei criteri dell'art. 133 c.p.
  • Quando si contesta l'elemento costitutivo del reato (es. la minaccia nella rapina) la critica deve indicare punti precisi di contrasto con le risultanze probatorie o con le logicità motivazionali della sentenza impugnata.
  • Le censure formali o vaghe possono portare all'inammissibilità del ricorso e, talvolta, a condanne per spese e ammende.

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