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Sentenza

Sentenza n. 507/2026 - Venezia, Sezione 2

per l'annullamento Con il ricorso introduttivo: del provvedimento di “RESTITUZIONE PRATICA” della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le Province di Verona, Rovigo e Vicenza prot. n. 0031708 del 12 ottobre 2023, ricevuto a mezzo S.U.A.P. tramite il Comune di Lazise in data 20 ottobre 2023; del preavviso di rigetto relativo alla pratica ambientale n. 294/22 del Comune di Lazise prot. n. 0031147 del 19 ottobre 2023, ricevuto a mezzo S.U.A.P. in pari data; del provvedimento di rigetto dell’accertamento di compatibilità paesaggistica del Comune di Lazise prot. n. 0033349 del 10 novembre 2023, ricevuto a mezzo S.U.A.P. in data 14 novembre 2023; di ogni altro presupposto, connesso e consequenziale, ed in particolare, per quanto occorrer possa: del provvedimento di sospensione della pratica edilizia n. 324/23/E del Comune di Lazise prot. n. 0031581 del 24 ottobre 2023, ricevuto a mezzo S.U.A.P. in pari data; della circolare del Segretariato Generale del M.I.B.A.C. n. 33/2009; della circolare del Segretariato Generale del M.I.C. n. 38/2023 (e relativi allegati); della comunicazione ex artt. 7 e 10-bis della legge 241/1990 prot. n. 0034069 del 16 novembre 2023 del Comune di Lazise, ricevuta a mezzo PEC in pari data, nonché della successiva comunicazione prot. n. 36574 del 12 dicembre 2023 di “Errata Corrige”, sempre ricevuta a mezzo PEC in pari data. Con i motivi aggiunti depositati il 17 aprile 2024: del provvedimento prot. n. 1443 del 16 gennaio 2024 avente ad oggetto: “ordinanza di messa in pristino dello stato dei luoghi rif. Pratiche 294/22 e 324/23” a firma dei Responsabili dell'Area Edilizia Privata, Pianificazione Urbanistica e Paesaggistica; di ogni altro presupposto, connesso e consequenziale, anche non noto al ricorrente, comunque inerente i relativi procedimenti paesaggistico-ambientale e urbanistico-edilizio; Con i motivi aggiunti depositati il 9 luglio 2025: del provvedimento prot. n. 10634 del 10 aprile 2025 del Comune di Lazise, conosciuto in pari data, relativo alla pratica “N. 325/24/E”, avente ad oggetto: “Diniego rilascio Permesso di Costruire SANATORIA PER OPERE REALIZZATE IN DIFFORMITA' AL TITOLO ABILITATIVO AI SENSI ART. 36 BIS DPR 380/01 "SALVA CASA" - Importato dal SUAP/SUE numero: MNRLRT77M01L781Z-16102024-1058”; del provvedimento prot. n. 12139 del 24 aprile 2025 del Comune di Lazise, conosciuto in pari data, relativo alla pratica “N. 322/24/P” avente ad oggetto: “Diniego rilascio accertamento di compatibilità paesaggistica Istanza di Accertamento di Compatibilità Paesaggistica per modifiche all'imposta e sagoma del fabbricato - Importato da SUAP/SUE numero: MNRLRT77M01L781Z-04112024-1035”; di ogni altro presupposto, connesso e consequenziale, anche non noto al ricorrente, comunque inerente i relativi iter paesaggistico-ambientale e urbanistico-edilizio, ivi espressamente incluse le richieste di integrazioni di cui alle note prot. n. 2474 del 29 gennaio 2025 e 2503 del 29 gennaio 2025.

Giustizia amministrativa202400057

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Veneto - Venezia, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: dinieghi di accertamento di compatibilità paesaggistica e di permesso di costruire in sanatoria, ordinanza di messa in pristino e ulteriori atti connessi ai procedimenti edilizio e paesaggistico

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune e soprintendenza)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato gli atti con cui il Comune e la Soprintendenza avevano negato la compatibilità paesaggistica e la regolarizzazione edilizia di opere realizzate in difformità dal titolo abilitativo, a causa dell'erronea individuazione della quota zero in fase di edificazione, con conseguente creazione di maggiori volumi emergenti dal territorio per la sopraelevazione della quota di pavimento. Sono stati inoltre impugnati l'ordinanza di messa in pristino, il diniego di permesso di costruire in sanatoria ai sensi dell'art. 36-bis del d.P.R. 380/2001, il diniego di accertamento di compatibilità paesaggistica e gli atti procedimentali connessi. Nelle more del giudizio il ricorrente ha presentato una nuova istanza di accertamento di compatibilità paesaggistica e di rilascio del titolo edilizio ai sensi dell'art. 36-bis del d.P.R. 380/2001, introdotto dalla legge n. 105/2024. Dopo l'istruttoria favorevole degli uffici comunali competenti, la pratica è stata trasmessa alla Soprintendenza per il parere. Il ricorrente ha quindi dichiarato di non avere più interesse alla decisione, ritenendo formato il silenzio-assenso per l'inutile decorso del termine di 90 giorni previsto per il parere soprintendentizio. In udienza le parti hanno concordemente dato atto della sopravvenuta carenza di interesse.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a. Il giudice ha applicato il principio dispositivo, secondo cui il ricorrente conserva la disponibilità dell'azione sino alla trattenuta della causa in decisione e può dichiarare di non avere più interesse alla definizione del giudizio. In tale ipotesi il giudice deve prendere atto della dichiarazione, non potendo procedere d'ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire. La successiva comunicazione comunale del 5 febbraio 2026, che ha dato atto della formazione del silenzio-assenso e ha richiesto il deposito di una perizia di stima per quantificare la sanzione pecuniaria, ha confermato il superamento dell'interesse alla decisione sugli atti impugnati. Le spese sostenute dal Comune sono state poste a carico del ricorrente, secondo il principio della soccombenza virtuale: il Collegio ha ritenuto che i precedenti dinieghi edilizio e paesaggistico e gli atti sanzionatori fossero atti vincolati e legittimi alla luce della normativa allora vigente, mentre la regolarizzazione è divenuta possibile soltanto per effetto della disciplina sopravvenuta dell'art. 36-bis del d.P.R. 380/2001. Le spese nei confronti della Soprintendenza sono state compensate, poiché l'amministrazione statale non ha svolto difese effettive.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a.

    improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse

    Il ricorso diviene improcedibile quando, per fatti sopravvenuti, viene meno l'interesse concreto e attuale alla decisione.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato nell'epigrafe tra le disposizioni applicabili al giudizio.

  • art. 36-bis d.P.R. 380/2001

    La disciplina sopravvenuta ha consentito la presentazione di una nuova istanza di regolarizzazione edilizia e paesaggistica, sulla base della quale il ricorrente ha ritenuto superato l'interesse alla decisione sugli atti precedenti.

  • artt. 7 e 10-bis l. 241/1990

    Richiamati con riferimento alla comunicazione procedimentale impugnata; la sentenza non ne esamina autonomamente la legittimità.

Massime di principio

  • Nel processo amministrativo, sino alla trattenuta della causa in decisione, il ricorrente dispone dell'azione e può dichiarare il sopravvenuto difetto di interesse alla decisione; il giudice, non potendo procedere d'ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire, deve dichiarare l'improcedibilità del ricorso.
  • La sopravvenuta presentazione di una nuova istanza amministrativa, fondata su una disciplina normativa sopravvenuta e idonea a consentire la regolarizzazione della situazione controversa, può determinare il venir meno dell'interesse alla decisione sugli atti precedentemente impugnati.
  • Ai fini della soccombenza virtuale, quando un ricorso diviene improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, il giudice può valutare quale parte sarebbe risultata soccombente sulla base della legittimità degli atti impugnati al momento della loro adozione.
  • In materia edilizia e paesaggistica, gli atti di diniego e i conseguenti provvedimenti sanzionatori adottati in applicazione della normativa vigente al momento della loro emanazione possono essere qualificati come vincolati, anche quando una disciplina successiva renda possibile la regolarizzazione dell'intervento.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioAbusi edilizi e sanzioniSanatoria paesaggisticaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggioProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseOnere della prova e principio dispositivoDecadenza e tardività

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