Ordinanza n. 322/2026 - Roma, Sezione 5B
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del decreto di rigetto della domanda di cittadinanza (K10/-OMISSIS-);
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: decreto di rigetto della domanda di cittadinanza italiana
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha impugnato il diniego della cittadinanza italiana chiedendone, in via cautelare, la sospensione. Il provvedimento amministrativo era fondato, secondo quanto emerge dall'ordinanza, sulla valutazione di plurime vicende penali a carico del figlio convivente, tra cui una sentenza del 2016 di applicazione della pena su richiesta delle parti per il reato di detenzione illecita di sostanze stupefacenti in concorso. La ricorrente ha chiesto la tutela cautelare, ma il testo non specifica ulteriori motivi di illegittimità dedotti contro il decreto né le ragioni concrete poste a fondamento del periculum in mora.
La decisione
Il TAR ha respinto l'istanza cautelare per difetto sia del fumus boni iuris sia del periculum in mora. Quanto al fumus, ha ritenuto che, secondo la costante giurisprudenza, l'Amministrazione possa apprezzare le vicende penali del figlio convivente nell'ambito della valutazione sull'integrazione del nucleo familiare nel quale vive la richiedente. Tale valutazione è stata ritenuta rilevante anche considerando che l'acquisto della cittadinanza da parte di un familiare produce benefici indiretti per gli altri componenti del nucleo, inclusa l'impossibilità di espellere i parenti entro il secondo grado. Quanto al periculum, il giudice ha rilevato che non era stato allegato né adeguatamente circostanziato alcun pregiudizio grave e irreparabile. Ha inoltre osservato che il diniego non impedisce alla ricorrente di permanere in Italia sulla base di altro idoneo titolo di soggiorno, né le sottrae le libertà e i diritti fondamentali, i diritti civili, la parità con il cittadino nei rapporti con la pubblica amministrazione e nei servizi pubblici, nonché il diritto di partecipazione politica locale nei limiti indicati dall'art. 9 del testo unico immigrazione, poiché la ricorrente risulta titolare di un permesso UE per soggiornanti di lungo periodo rilasciato nel 2012. Le spese della fase cautelare sono state poste a carico della ricorrente e liquidate in euro 1.000, oltre accessori se dovuti.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
Disciplina la tutela cautelare nel processo amministrativo; il giudice ha verificato la sussistenza del fumus boni iuris e del periculum in mora e ha respinto la domanda cautelare.
artt. 444 e 445 c.p.p.
Richiamati in relazione alla sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti emessa nei confronti del figlio convivente della ricorrente.
art. 110 c.p.
Richiamato quale disposizione sul concorso di persone nel reato contestato al figlio convivente.
art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309
Richiamato quale disposizione relativa al reato di detenzione illecita di sostanze stupefacenti contestato al figlio convivente.
art. 19, comma 2, d.lgs. 286/1998
Richiamato per evidenziare che l'acquisto della cittadinanza da parte di un familiare comporta benefici indiretti per il nucleo, tra cui l'impossibilità di espellere i parenti entro il secondo grado.
art. 9 d.lgs. 286/1998
Richiamato per individuare i diritti e le condizioni connessi allo status di soggiornante di lungo periodo, che rendono non immediatamente grave e irreparabile il pregiudizio derivante dal diniego della cittadinanza.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale base per disporre l'oscuramento delle generalità della parte interessata.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati insieme alla disciplina nazionale in materia di protezione dei dati personali a fondamento dell'oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- Nella valutazione cautelare relativa al diniego della cittadinanza, la presenza di plurime vicende penali a carico di un figlio convivente può essere considerata dall'Amministrazione ai fini della valutazione dell'integrazione del nucleo familiare nel quale vive il richiedente.
- La rilevanza delle vicende penali del familiare convivente può essere valutata anche in ragione dei benefici indiretti che l'acquisto della cittadinanza da parte del richiedente produrrebbe per gli altri componenti del nucleo familiare, inclusa la protezione dall'espulsione prevista per i parenti entro il secondo grado.
- La sospensione cautelare di un diniego di cittadinanza richiede la specifica allegazione e adeguata circostanziazione di un pregiudizio grave e irreparabile; la sua mancanza esclude il periculum in mora.
- Il diniego della cittadinanza non determina, di per sé, un pregiudizio immediato grave e irreparabile quando l'interessato disponga di un permesso UE per soggiornanti di lungo periodo, che gli consenta di permanere in Italia e di conservare le libertà, i diritti fondamentali e civili e la parità nei rapporti con la pubblica amministrazione e nei servizi pubblici nei limiti previsti dalla legge.
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