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Ordinanza

Ordinanza n. 6973/2026 - Roma, Sezione 5Q

PER L'ANNULLAMENTO - previa cautelare - del provvedimento n. 1047 del 21/8/2025 di diniego del visto per lavoro subordinato emesso dal Consolato d’Italia a Shanghai. -nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, ancorché non conosciuto dal ricorrente.

Giustizia amministrativa202513389

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterOrdinanzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del visto per lavoro subordinato adottato dal Consolato d’Italia a Shanghai, connesso alla revoca del nulla osta al lavoro emessa dallo Sportello Unico Immigrazione di Torino

Esito

DIFETTO DI GIURISDIZIONE

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l’annullamento previa tutela cautelare, il diniego del visto per lavoro subordinato adottato dal Consolato d’Italia a Shanghai, nonché gli atti presupposti, connessi e consequenziali. Il TAR ha rilevato che il diniego consolare è connesso per accessorietà alla revoca del nulla osta al lavoro disposta dallo Sportello Unico Immigrazione di Torino. La questione decisa riguarda esclusivamente la competenza territoriale: il ricorrente ha proposto cumulativamente l’impugnazione di atti adottati da autorità diverse, inseriti in una procedura sostanzialmente unitaria finalizzata al rilascio del titolo di soggiorno. Il Collegio ha esaminato l’applicabilità dell’art. 13, comma 4-bis, c.p.a., del principio di concentrazione e simultaneus processus e dell’art. 31 c.p.c., richiamato dall’art. 39, comma 1, c.p.a.

La decisione

Il TAR Lazio ha dichiarato la propria incompetenza territoriale e ha indicato quale giudice competente il TAR Piemonte - Torino, davanti al quale il processo potrà essere riassunto. Ha ritenuto che l’art. 13, comma 4-bis, c.p.a. riguardi l’impugnazione cumulativa dell’atto conseguenziale lesivo e dell’atto presupposto non immediatamente lesivo e non autonomamente impugnato; tale disposizione non disciplina ogni ipotesi di connessione e non opera quando l’atto presupposto sia autonomamente e immediatamente lesivo. Nel caso concreto, la revoca del nulla osta, adottata dallo SUI di Torino, era autonomamente lesiva e costituiva l’atto a monte della procedura, mentre il diniego consolare era l’atto accessorio. Tuttavia, la procedura era sostanzialmente unitaria e sussisteva una connessione tra causa principale e causa accessoria tale da giustificare la concentrazione della controversia davanti al giudice competente per la domanda principale. Il Collegio ha applicato, in via analogica e compatibile, l’art. 31 c.p.c. tramite l’art. 39, comma 1, c.p.a., valorizzando i principi di effettività della tutela giurisdizionale, ragionevole durata del processo e simultaneus processus. Le spese della fase sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 13, comma 1, c.p.a.

    Il principio di inderogabilità della competenza territoriale.

    La competenza territoriale è inderogabile, salva l’applicazione dei principi e delle regole processuali sulla connessione nei limiti riconosciuti dal giudice.

  • art. 13, comma 4-bis, c.p.a.

    La competenza territoriale relativa al provvedimento da cui deriva l’interesse a ricorrere attrae a sé anche quella relativa agli atti presupposti dallo stesso provvedimento tranne che si tratti di atti normativi o generali, per la cui impugnazione restano fermi gli ordinari criteri di attribuzione della competenza.

    La disposizione si applica all’impugnazione cumulativa dell’atto conseguenziale lesivo e dell’atto presupposto non immediatamente lesivo e non autonomamente impugnato; non si applica quando l’atto presupposto è autonomamente e immediatamente lesivo.

  • art. 1 c.p.a.

    Il principio di effettività della tutela giurisdizionale costituisce una delle basi della concentrazione delle cause connesse davanti a un unico giudice.

  • art. 2, comma 2, c.p.a.

    Il principio della ragionevole durata del processo rafforza l’esigenza di concentrare davanti a un unico giudice le controversie connesse.

  • art. 32 c.p.a.

    La possibilità di cumulare domande connesse davanti allo stesso giudice conferma il principio processuale di concentrazione.

  • art. 39, comma 1, c.p.a.

    Per quanto non disciplinato dal presente codice si applicano le disposizioni del codice di procedura civile, in quanto compatibili o espressione di principi generali.

    Consente di applicare al processo amministrativo, in quanto compatibile, la disciplina civilistica sulla connessione non regolata dal codice del processo amministrativo.

  • art. 31 c.p.c.

    La domanda accessoria può essere proposta al giudice territorialmente competente per la domanda principale affinché sia decisa nello stesso processo.

    La domanda accessoria può essere attratta davanti al giudice territorialmente competente per la domanda principale, anche quando le controversie riguardano atti adottati da autorità diverse, se sussiste una connessione qualificata.

Massime di principio

  • L’art. 13, comma 4-bis, c.p.a. disciplina specificamente l’ipotesi in cui l’atto presupposto non sia immediatamente lesivo e non sia autonomamente impugnato, mentre non si applica quando l’atto presupposto produce già una lesione diretta e autonoma.
  • Quando più provvedimenti, adottati da autorità diverse, fanno parte di una procedura sostanzialmente unitaria e sono collegati da un rapporto di causa principale e causa accessoria, la controversia relativa all’atto accessorio può essere concentrata davanti al giudice territorialmente competente per l’atto principale.
  • In assenza di una disciplina specifica del codice del processo amministrativo sul mutamento della competenza territoriale per ragioni di connessione, l’art. 39, comma 1, c.p.a. consente di applicare, in quanto compatibile e quale espressione di un principio generale, l’art. 31 c.p.c.
  • Il principio di concentrazione e simultaneus processus, fondato sull’effettività della tutela e sulla ragionevole durata del processo, può giustificare la deroga funzionale alla trattazione separata di controversie territorialmente connesse, senza estendere tale regola agli atti normativi o generali.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaCompetenza
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiRiparto di giurisdizioneLegittimazione e interesse a ricorrere

Testo integrale

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