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Cassazione Civile, Ordinanza n. 20857/2021 del 21/07/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (curatela)

La controversia

Il ricorrente impugnava in Cassazione l'ordinanza/sentenza della Corte d'appello che aveva respinto il reclamo contro la declaratoria di fallimento di una società a responsabilità limitata. La vicenda concreta riguardava una società che aveva trasferito formalmente la sede all'estero e che, secondo gli accertamenti richiamati nei provvedimenti di merito, non aveva però svolto alcuna reale attività economica nella nuova sede, con continuità dell'assetto operativo in Italia, disordine contabile, omesso deposito dei bilanci e rilevante esposizione debitoria. Il ricorrente deduceva un solo motivo: violazione dell'art. 15, comma 9, l.f., sostenendo che, ai fini del superamento della soglia di fallibilità, dovessero considerarsi soltanto i debiti scaduti e non pagati effettivamente risultanti dall'istruttoria prefallimentare, escludendo quelli condizionati, inesigibili o oggetto di successivi accertamenti; in particolare contestava che il preteso debito erariale per indebite compensazioni fosse stato correttamente posto a base della declaratoria di fallimento.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha rilevato, anzitutto, che il motivo non censurava una autonoma ratio decidendi della sentenza impugnata: la Corte territoriale aveva fondato la decisione anche sull'accertamento di un debito previdenziale, reso integralmente esigibile per effetto della decadenza dalla rateizzazione/convenzione con INPS, da solo idoneo a superare il limite di legge. Inoltre, quanto alla contestazione sul debito fiscale, il ricorso era privo di specificità perché non riportava il contenuto degli atti su cui si fondava e si limitava a un rinvio generico, in violazione dell'art. 366, comma 1, n. 4, c.p.c. La Corte ha poi ribadito che, ai fini dell'art. 15, comma 9, l.f., il giudice deve guardare ai debiti scaduti e non pagati accertati al momento della decisione sulla istanza di fallimento, e che tali debiti possono risultare anche da atti acquisiti nel corso dell'istruttoria prefallimentare, non essendo necessario che siano già iscritti a ruolo o recati da cartelle.

Norme richiamate

  • art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    La dedotta violazione di legge è stata ritenuta non scrutinabile in modo utile perché il motivo non colpiva tutte le rationes decidendi della decisione impugnata.

  • art. 366, comma 1, n. 4, c.p.c.

    Il ricorso per cassazione deve contenere una specifica indicazione dei motivi e degli atti/documenti su cui si fonda; il generico rinvio agli atti del giudizio non è sufficiente.

  • art. 15, comma 9, legge fallimentare

    Ai fini del superamento della soglia minima di fallibilità, rilevano i debiti scaduti e non pagati accertati nel procedimento prefallimentare alla data della decisione, anche se acquisiti tramite relazioni o documenti istruttori e anche se non ancora formalizzati in cartelle.

  • art. 1 legge fallimentare

    La società non aveva dimostrato l'insussistenza dei requisiti soggettivi di fallibilità.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 115/2002

    La dichiarazione di inammissibilità comporta i presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. 115/2002

    Costituisce il parametro per il raddoppio del contributo unificato in caso di inammissibilità.

Massime di principio

  • In cassazione il ricorso è inammissibile se non censura tutte le rationes decidendi autonome e ciascuna di esse è idonea da sola a sorreggere il dispositivo.
  • Il requisito della soglia minima di fallibilità va verificato con riferimento ai debiti scaduti e non pagati accertati al momento della decisione sull'istanza, non solo a quelli esistenti al momento del deposito della domanda.
  • Nel procedimento prefallimentare il debito può risultare da documenti e relazioni istruttorie acquisiti agli atti, senza necessità che sia già formalizzato in cartelle esattoriali.
  • Il ricorso per cassazione deve essere specifico e autosufficiente: chi contesta un documento o un accertamento deve riportarne il contenuto essenziale e indicare puntualmente gli atti decisivi, altrimenti il motivo è inammissibile.
  • La decadenza da un beneficio di rateizzazione o di definizione agevolata può rendere immediatamente esigibile l'intero debito residuo ai fini della verifica della fallibilità.

Come è indicizzato

MaterieLiquidazione giudizialeImpugnazioni
RamiFallimentare / Crisi d'impresaProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

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