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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13984/2024 del 05/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso composto di quattro motivi: 1) vizio di procedibilità per il delitto di furto aggravato (capo G) alla luce della riforma "Cartabia" (d.lgs. 10 ottobre 2022, n.150) che ha reso il furto aggravato procedibile a querela di parte, senza querela nei termini transitori; 2) violazione degli artt. 512 e 526 c.p.p. e vizio di motivazione sull'utilizzabilità, mediante lettura, delle dichiarazioni rese da Tomas Stolin per prevedibile irreperibilità e per provenienza da soggetto sottrattosi al contraddittorio; 3) violazione degli artt. 178 lett. c) e 523 c.p.p. per presunta mancata considerazione delle conclusioni scritte della difesa (nullità e lesione del diritto di difesa); 4) violazione dell'art. 648 c.p. (ricettazione) in quanto l'imputato non avrebbe avuto coscienza della provenienza illecita dell'arma, che presentava matricola e sarebbe stata acquistata da un parente all'estero.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso soltanto sul primo motivo: ha ritenuto applicabile retroattivamente la riforma "Cartabia" e ha constatato l'assenza di querela per il furto aggravato (capo G) commesso il 21 gennaio 2015; ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente a quel delitto per difetto di querela ed ha eliminato l'aumento di pena per la continuazione con quella fattispecie, rideterminando la pena complessiva in 3 anni di reclusione ed euro 665 di multa. Ha invece dichiarato infondati e respinto i restanti motivi: ha confermato la legittima utilizzazione delle dichiarazioni di Stolin per la prevedibilità dell'irreperibilità e la presenza di riscontri, ha ritenuto il riferimento alla mancata presentazione delle conclusioni della difesa un mero refuso non idoneo a generare nullità, e ha ritenuto corretta la valutazione circa la consapevolezza della illiceità dell'arma (assenza di punzonatura, silenziatore e calcio manomesso) e l'omessa denuncia.

Norme richiamate

  • Decreto legislativo 10 ottobre 2022, n.150 (cd. riforma "Cartabia")

    artt. 2 e 3; art. 99-bis d.l. n.162/2022 (data entrata in vigore 30/12/2022)

    Ha ampliato le fattispecie procedibili a querela, comprendendo anche il furto aggravato; la modifica, essendo in favore dell'imputato, si applica retroattivamente ai reati commessi anteriormente e ha previsto termini transitori per la proposizione della querela; l'assenza di querela nei termini rende il procedimento inesistente rispetto a tale capo.

  • Codice penale

    Testo richiamato per la qualificazione del furto aggravato; la nuova formulazione limita la procedibilità d'ufficio in specifiche ipotesi e rimette il ricorso all'azione della persona offesa in altri casi.

  • Codice penale

    art. 2, comma quarto (principio di favore-retroattività)

    La modifica normativa favorevole si applica retroattivamente ai reati commessi anteriormente alla sua entrata in vigore.

  • Codice di procedura penale

    Consentono l'utilizzo di dichiarazioni rese in assenza di contraddittorio mediante lettura solo se sussiste la sopravvenuta irripetibilità e l'imprevedibilità della circostanza; la sentenza deve motivare l'esistenza di riscontri e garanzie procedurali a compensazione della mancanza di contraddittorio.

  • Codice di procedura penale

    art. 178 lett. c) e art. 523

    Riguardano le formalità sulle conclusioni scritte e la nullità: un mero refuso formale non integra necessariamente una nullità idonea a ledere il diritto di difesa se dal complesso emerge che le conclusioni sono state depositate e considerate.

  • Codice penale

    Norma sulla ricettazione; ai fini della consumazione è valutata anche la consapevolezza della provenienza illecita del bene, che può desumersi da circostanze oggettive (es. manomissione dell'arma, assenza di punzonatura) e dalla mancata denuncia dell'immediato rinvenimento.

  • Legge 18 aprile 1975, n.110

    Stabilisce le norme in materia di armi: l'assenza della punzonatura (timbro del Banco Nazionale di Prova) rende l'arma clandestina; l'omessa verifica/punzonatura è indice che l'arma non può circolare lecitamente.

Massime di principio

  • Quando una riforma penale è favorevole all'imputato e riguarda un elemento sostanziale o di procedibilità, essa si applica retroattivamente ai fatti commessi precedentemente: se il nuovo regime richiede querela e questa non è stata presentata nei termini transitori, l'azione è estinta per quel capo.
  • La procedibilità a querela stabilita da una riforma comporta che, in assenza di querela della persona offesa, la pubblica accusa non può proseguire l'azione penale per quel reato; se tale reato era conteggiato per continuazione, va eliminato l'aumento di pena e rideterminata la pena complessiva.
  • Le dichiarazioni rese fuori contraddittorio possono essere utilizzate se vi è sopravvenuta irripetibilità e l'irreperibilità del dichiarante era imprevedibile al momento della raccolta; è necessario che la sentenza motivi l'esistenza di riscontri e garanzie che compensino la mancanza di contraddittorio.
  • Errori materiali o refusi nella sentenza relativi a menzioni sulla produzione di atti della difesa non determinano automaticamente nullità: occorre valutare il complesso probatorio e documentale per capire se il diritto di difesa sia stato effettivamente compromesso.
  • In tema di armi, l'assenza di punzonatura e segni di manomissione sono indici forti della natura clandestina dell'arma; la mancata denuncia del rinvenimento può rafforzare la deduzione della consapevolezza della provenienza illecita da parte del detentore.
  • In casi di pluralità di reati, l'annullamento di una fattispecie per difetto di procedibilità richiede la ricalcolazione della pena complessiva eliminando le maggiorazioni connesse alla continuazione.

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