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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17406/2023 del 27/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso l'ordinanza che aveva dichiarato de plano l'inammissibilità dell'istanza di riesame contro il decreto di sequestro preventivo di una porzione di terreno di proprietà della "Holding Gruppo Venturi srl". Il ricorrente deduceva: (1) vizio procedurale per violazione del principio del contraddittorio (art. 111 Cost.) e dell'art. 127 cod. proc. pen., sostenendo che l'inammissibilità non poteva essere dichiarata "de plano" senza fissazione di udienza; (2) carenza di motivazione nel ritenere la mancanza di interesse all'impugnazione, poiché il ricorrente sosteneva di avere una signoria di fatto sul bene (ricovero di fatto riconosciuto in altra procedura) e aveva dichiarato di essere "titolare di fatto dell'azienda", elementi che a suo avviso giustificavano l'interesse ad agire per la restituzione del bene sequestrato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Sul primo motivo ha ritenuto legittima la declaratoria di inammissibilità "de plano" quando l'irregolarità riguarda l'impugnabilità oggettiva o soggettiva del provvedimento, il titolare del gravame, le forme e i termini dell'atto o l'interesse ad impugnare, in applicazione dell'art. 127 comma 9 cod. proc. pen. e della giurisprudenza consolidata; ha inoltre spiegato che il principio del contraddittorio richiede una norma applicativa e può realizzarsi anche in forma cartolare, per cui non sempre è necessaria la fissazione dell'udienza. Sul secondo motivo ha ritenuto infondata la pretesa di interesse del ricorrente: la porzione di terreno era di proprietà della società e la qualifica di "amministratore/titolare di fatto" non conferisce, di per sé, il diritto alla restituzione del bene di terzi. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 127 cod. proc. pen.

    la inammissibilità dell'atto introduttivo del procedimento è dichiarata dal giudice con ordinanza, anche senza formalità di procedura, salvo che sia diversamente stabilito

    La Corte interpreta il comma 9 come autorizzazione a dichiarare l'inammissibilità de plano senza fissare udienza quando l'irregolarità attiene all'impugnabilità oggettiva/soggettiva, al titolare del gravame, alle forme/termini o all'interesse, poiché in tali ipotesi il contraddittorio non apporterebbe elementi idonei a superare l'inammissibilità.

  • art. 111 Cost.

    garantisce il contraddittorio nell'ambito di ogni procedimento penale principale o incidentale

    Il principio del contraddittorio va rispettato, ma richiede norme applicative. La Corte ritiene compatibile l'eccezione al contraddittorio quando l'applicazione di art. 127 comma 9 soddisfa esigenze costituzionali concorrenti (es. ragionevole durata del processo) e quando il contraddittorio non apporterebbe elementi risolutivi.

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Richiamato in connessione con le norme sul riesame e le modalità di decisione camerale; posto come riferimento normativo che, insieme all'art. 127, giustifica in determinati casi la decisione de plano.

  • art. 256 d.lvo n. 152/2006

    Norma sostanziale relativa al reato oggetto delle indagini (conseguente sequestro preventivo). La Corte non entra nel merito del reato, ma constata che il bene sequestrato era di proprietà della società.

  • art. 606 comma 1 lett. b), c) ed e) cod. proc. pen.

    Norme richiamate come criteri di impugnazione in cassazione (motivi di nullità o vizio), indicate dal ricorrente nella formulazione del ricorso; la Corte ha ritenuto i motivi infondati.

  • art. 322 e 591 cod. proc. pen.

    Richiamati dal ricorrente (secondo motivo) relativamente alla rilevanza di dichiarazioni spontanee e di elementi probatori: la Corte ha ritenuto che tali elementi non fossero idonei a dimostrare il diritto alla restituzione del bene sequestrato.

Massime di principio

  • L'inammissibilità di un ricorso incidentale o di riesame può essere dichiarata "de plano" senza udienza quando le irregolarità riguardano l'impugnabilità oggettiva o soggettiva del provvedimento, il titolare del gravame, le forme/termini dell'impugnazione o l'interesse: in tali casi il contraddittorio non apporterebbe elementi idonei a superare l'inammissibilità.
  • Il principio costituzionale del contraddittorio (art. 111 Cost.) non esclude automaticamente la possibilità di decisioni "de plano": occorre una normativa applicativa e una valutazione concreta se l'interlocuzione con la difesa possa effettivamente incidere sull'esito.
  • Per avere interesse ad impugnare un sequestro preventivo di un bene occorre un titolo giuridico che giustifichi il diritto alla restituzione (proprietà, diritto reale, altro diritto soggettivo riconoscibile); la mera "signoria di fatto" o la qualifica di amministratore/titolare di fatto della società non trasforma automaticamente il soggetto in titolare dei beni societari.
  • Se nell'ipotesi concreta esistono argomenti che, se esaminati in contraddittorio, potrebbero sanare o chiarire profili di inammissibilità, il giudice dovrebbe fissare l'udienza; in assenza di tali elementi, la declaratoria de plano è giustificata.
  • La giurisprudenza consolidata può ricomporre contrasti interpretativi: prima di richiedere l'intervento delle Sezioni Unite occorre verificare se esista già un orientamento prevalente e linee interpretative intermedie che bilanciano contraddittorio e ragionevole durata del processo.

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