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Ordinanza

Ordinanza n. 6334/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento RIGETTO ISTANZA DI RICONOSCIMENTO DELLA CITTADINANZA ITALIANA - -OMISSIS-

Giustizia amministrativa202509187

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego dell'istanza di riconoscimento della cittadinanza italiana per ragioni connesse a possibili pericoli per la sicurezza della Repubblica

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il rigetto dell'istanza di concessione della cittadinanza italiana. Dal provvedimento emerge che il diniego è stato adottato perché, nel corso dell'istruttoria, sarebbero emersi elementi tali da non consentire di escludere possibili pericoli per la sicurezza della Repubblica. Il TAR, non disponendo ancora della documentazione istruttoria e del parere del Consiglio di Stato richiamato nelle premesse motivazionali dell'atto impugnato, ha ritenuto necessario acquisire tali atti per poter decidere, prevedendo cautele idonee a proteggere le fonti informative e a non pregiudicare l'attività di intelligence.

La decisione

Il TAR non ha definito la domanda di annullamento. Ha disposto incombenti istruttori a carico del Ministero dell'Interno, ordinando il deposito entro il 19 settembre 2026 della documentazione istruttoria e del parere del Consiglio di Stato richiamato nel provvedimento impugnato. Il deposito dovrà avvenire in doppia busta, con indicazione riservata del numero dell'ordinanza e della camera di consiglio istruttoria. Il Ministero potrà adottare stralci e omissis o, in alternativa, depositare una relazione sulle specifiche ragioni che rendano ragionevole non trasmettere gli atti. La documentazione sarà esaminabile esclusivamente dal Collegio e dal difensore nella camera di consiglio del 23 settembre 2026, senza estrazione di copie, per consentire l'esercizio dell'attività difensiva. La trattazione è stata rinviata e le generalità della parte devono essere oscurate.

Norme richiamate

  • artt. 65, 66 e 67 c.p.a.

    Disposizioni richiamate dal TAR quale base per l'acquisizione e la gestione degli elementi istruttori nel processo amministrativo.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003 a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando il diniego della cittadinanza è motivato da possibili pericoli per la sicurezza della Repubblica, il giudice amministrativo può acquisire la documentazione istruttoria e i pareri richiamati nell'atto impugnato, se necessari per decidere sulla legittimità del provvedimento.
  • La documentazione relativa a valutazioni di sicurezza e attività di intelligence può essere acquisita e resa conoscibile con cautele, quali stralci, omissis, deposito riservato e visione limitata al Collegio e al difensore senza estrazione di copie, in modo da bilanciare esigenze di sicurezza e diritto di difesa.
  • Qualora l'amministrazione ritenga di non poter trasmettere determinati atti istruttori, deve indicare le specifiche ragioni che rendano ragionevole tale omissione, mediante una relazione sottoposta alla valutazione del giudice.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiOnere della prova e principio dispositivoTutela del terzo

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