Cassazione Civile, Sentenza n. 9548/2023 del 07/04/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Turtù aveva chiesto l'accertamento che la costruzione realizzata dalla Led Immobiliare violasse le distanze previste (D.M. 2 aprile 1968, n.1444) e il risarcimento del danno, sostenendo che il tratto di corte antistante la sua abitazione (Via Crispi) fosse una proprietà privata non destinata a uso pubblico. In primo grado il CTU e il Tribunale avevano dato ragione a Turtù; in appello la Corte d'Appello di Ancona ha ritenuto invece che tra gli edifici fosse interposta una strada pubblica (basandosi su relazione del servizio patrimoniale comunale e su delibera comunale del 10/08/1970), applicando l'art. 879 c.c. e riducendo la condanna al risarcimento limitato. Turtù ha impugnato la decisione in Cassazione contestando, tra l'altro, la tardività dell'eccezione sulla natura pubblica della strada e la fondatezza della qualificazione di demanialità fondata solo su elenchi comunali e relazioni amministrative.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso per il principale profilo di diritto: ha ritenuto che la Corte d'Appello abbia errato nel qualificare il tratto come strada pubblica sulla base esclusiva della relazione del servizio patrimoniale e dell'inclusione nell'elenco comunale. Ha cassato la sentenza impugnata e rinviato la causa alla Corte d'Appello di Ancona in diversa composizione affinché applichi il principio di diritto stabilito (tra l'altro precisando che l'inclusione nell'elenco delle strade comunali non è di per sé elemento sufficiente per qualificare una strada come pubblica). Ha dichiarato assorbiti gli altri motivi e disposto che la Corte di rinvio provveda anche sulle spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
D.M. 2 aprile 1968, n. 1444
Regola le distanze tra costruzioni; il ricorso originava dall'allegata violazione di tali norme dimensionali.
Codice di procedura civile, artt. 112, 167, 183, 345, 360
Richiamati in relazione alla tempestività e natura delle difese e delle eccezioni in giudizio: la Corte ha chiarito che alcune deduzioni della resistente costituivano mere difese rilevabili anche in sede di appello e non nuove eccezioni soggette al divieto dell'art. 345 c.p.c.; l'art. 360 è la norma invocata per i vizi di motivazione e applicazione del diritto.
Codice civile, artt. 822, 824, 825, 879
Norme richiamate in tema di distanze tra costruzioni e servitù di passaggio; in particolare l'art. 879, comma 2, viene applicato quando fra fabbricati è interposta una strada pubblica che incide sulle distanze legali.
Codice civile, art. 2697
Principio sulla distribuzione dell'onere della prova; rilevante nella valutazione delle allegazioni circa la titolarità e la destinazione d'uso della strada.
Codice civile, art. 2729
Stabilisce il grado di determinazione richiesto per le presunzioni (gravità, precisione e concordanza): la Cassazione richiama questo criterio per valutare gli indici di demanialità.
L. n. 126/1958, art. 8
L'inclusione nell'elenco delle strade comunali ha natura dichiarativa e non costitutiva; quindi non è di per sé decisiva per stabilire la demanialità.
L. n. 2248/1865, art. 22 (richiamato)
La presunzione di demanialità è relativa e va valutata insieme ad altri indizi, non risolutiva se considerata isolatamente.
Massime di principio
- La qualificazione di un tratto come strada pubblica/demaniale non può fondarsi unicamente sull'inclusione in elenchi comunali o su una relazione amministrativa: occorre valutare un insieme di indici (uso pubblico effettivo da parte di un numero indeterminato di persone, ubicazione nel centro abitato, toponomastica, numerazione civica, comportamento della P.A., ecc.) con i requisiti di gravità, precisione e concordanza.
- L'assenza di una procedura di esproprio formale non esclude automaticamente la demanialità, ma rende necessario apportare altri elementi di prova precisi e concordanti.
- In tema processuale, alcune deduzioni sulla natura della strada possono costituire mere difese rilevabili anche in appello se attengono alla fondatezza della domanda principale; tuttavia, eccezioni nuove e sopravvenute soggette al divieto dell'art. 345 c.p.c. non sono ammesse se tardive e non emergenti dagli atti.
- L'onere della prova circa la demanialità spetta a chi la sostiene e deve essere assolto mediante indici e documenti che, nel loro complesso, raggiungano il grado di gravità, precisione e concordanza richiesto dall'art. 2729 c.c.
- In casi simili il giudice deve motivare puntualmente la valutazione degli indici di demanialità e non limitarsi a richiamare atti amministrativi o elenchi comunali senza ulteriore riscontro probatorio.
- Se la qualificazione della strada come pubblica incide sull'applicabilità di norme sulle distanze tra costruzioni (es. art. 879 c.c.), il giudice deve verificare preventivamente e motivatamente la sussistenza della situazione di fatto che giustifica tale applicazione.
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