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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2607/2022 del 24/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la conferma della condanna per il reato di cui all'art. 340 c.p. per avere, in data 12/12/2013, partecipato a una colonna di veicoli che ha rallentato e turbato gravemente il servizio autostradale sull'A4. Le censure principali sono: ne bis in idem rispetto a una sanzione amministrativa al codice della strada (Carnese); erronea qualificazione della condotta come turbamento di pubblico servizio perche si sarebbe trattato solo di rallentamento e non di interruzione; vizio di motivazione e travisamento probatorio sull'identificazione degli imputati; prevalenza dell'illecito amministrativo di cui all'art. 1-bis d.lgs. 22/1948 (principio di specialità); mancata applicazione dell'art. 131-bis c.p. e richiesta di sospensione condizionale della pena (Totaro).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi come manifestamente infondati o attinenti a questioni di fatto non sindacabili in sede di legittimità. Ha ritenuto corretta l'identificazione degli imputati sulla base di riprese video, fotografie e riscontri sulla proprietà dei veicoli; ha escluso l'applicazione prevalente dell'art. 1-bis d.lgs. 22/1948 perché nel caso di specie si è verificata una significativa e prolungata turbativa del servizio autostradale integrativa del reato previsto dall'art. 340 c.p.; ha rigettato la doglianza sul ne bis in idem per carenza di elementi che attestassero la natura sostanzialmente penale della sanzione amministrativa e per l'ammissibilità di procedimenti concatenati quando la doppia tutela per finalità complementari sia prevedibile e coordinata; ha ritenuto non applicabile l'art. 131-bis per la gravità del fatto e ha confermato l'esclusione della sospensione condizionale per Totaro in presenza di precedenti ostativi. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese e a una somma complessiva di 3000 euro ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 340 cod. pen.

    La condotta consistente in una occupazione collettiva e prolungata di un tratto autostradale che provoca rallentamenti significativi e una turba prolungata del servizio pubblico autostradale integra il reato di turbamento del servizio pubblico di cui all'art. 340 c.p.

  • art. 1-bis d.lgs. 22 gennaio 1948, n. 66

    art. 1-bis d.lgs. 22/1/1948 n. 66

    All'epoca dei fatti (2013) l'art. 1-bis aveva depenalizzato alcune condotte di ingombro stradale prevedendo sanzioni amministrative, ma si applica solo alle tipologie meno gravi di ostruzione; non esclude la rilevanza penale quando la condotta determini una concreta, significativa e prolungata turbativa del servizio pubblico.

  • art. 131-bis cod. pen.

    La norma sulle circostanze attenuanti generiche non è stata ritenuta applicabile nel caso concreto a causa della gravità complessiva della condotta e del consistente impatto sulla circolazione e sulla sicurezza.

  • d.l. 4 ottobre 2018, n. 113 (conv. L. 1/12/2018 n.132)

    d.l. 4/10/2018 n.113, conv. L. 1/12/2018 n.132

    Successive modifiche legislative hanno nuovamente penalizzato il blocco stradale, ma tali mutamenti non erano applicabili ai fatti del 2013; la sentenza richiama la differenza temporale e normativa.

  • Sentenza Corte EDU Grande Stevens e altri c. Italia

    Grande Stevens e altri, Corte EDU, 4/3/2014

    Richiamata dai ricorrenti per sostenere il carattere penalizzante di una sanzione amministrativa; la Corte di Cassazione ha però osservato che il ricorrente non ha dimostrato che la sanzione amministrativa fosse, secondo i criteri Engel, assimilabile a una pena, né ha specificato importo e natura della sanzione.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Sulla base di questa norma la Corte ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una somma a titolo di contributo per lite, quantificata in 3000 euro.

Massime di principio

  • Una manifestazione che occupi in forma collettiva e prolungata un tratto autostradale e provochi rallentamenti estesi e duraturi può integrare il reato di turbamento del servizio pubblico (art. 340 c.p.), non essendo automaticamente assorbita da un illecito amministrativo.
  • Il principio di specialità dell'illecito amministrativo (art. 1-bis d.lgs. 66/1948) non opera quando la condotta supera la soglia di gravità prevista per la sanzione amministrativa e determina una significativa turbativa del servizio pubblico; va valutato caso per caso in base agli effetti concreti sulla circolazione e sulla sicurezza.
  • Il divieto di ne bis in idem non impedisce sempre procedimenti amministrativi e penali concatenati: occorre verificare grado di afflittività della sanzione amministrativa (Engel criteria), il nesso materiale e funzionale tra procedimenti e la prevedibilità/coordinatezza delle misure sanzionatorie.
  • Critiche generiche sulla valutazione del materiale probatorio o proposte letture alternative del compendio probatorio difficilmente ottengono accoglimento in Cassazione se i giudici di merito hanno dato motivazioni logiche e congrue fondate su riscontri (video, foto, proprietà dei veicoli, dichiarazioni di testimoni).
  • L'applicazione di benefici (es. 131-bis, sospensione condizionale) può essere esclusa per la concreta gravità del fatto o per precedenti ostativi del condannato; la presenza di recidiva o pene precedenti rilevanti ostacola la concessione dei benefici.

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