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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13918/2022 del 11/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnava l'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile la richiesta di revisione ai sensi dell'art. 630, comma 1, lett. c) c.p.p. deducendo tre doglianze: (1) la Corte avrebbe ritenuto la richiesta irrilevante perché concernente una sola delle plurime condotte imputate, senza considerare la possibile incidenza sulla data di consumazione del reato di corruzione; (2) errata dichiarazione di nullità delle sommarie informazioni testimoniali rese da Santimone Alessandro per mancato avviso ai sensi dell'art. 199 c.p.p., nonostante dal verbale risultasse l'avviso e la facoltà di astenersi esercitata; la conseguente esclusione della testimonianza avrebbe impedito l'esame di elementi rilevanti a prova dell'estraneità del ricorrente; (3) vizio di motivazione nella determinazione della data del fatto contestato e nella valutazione dell'incidenza delle nuove prove sulla modulazione della pena per il reato di corruzione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il secondo motivo, rilevando che il verbale dimostra l'avviso a Santimone Alessandro ai sensi dell'art. 199 c.p.p. e che, dunque, non sussiste la nullità delle informazioni testimoniali invocata dalla Corte di appello. Perciò le dichiarazioni avrebbero dovuto essere valutate nella fase preliminare del giudizio di revisione insieme alle altre allegazioni difensive. La sentenza ha affermato che anche nuove prove riguardanti "minime" parti della condotta devono essere oggetto di completa valutazione rispetto al compendio probatorio che ha formato il giudicato. Ne è conseguito l'annullamento dell'ordinanza impugnata e il rinvio per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte di appello, con conseguente necessità di riesaminare compiutamente le prove nuove e la loro incidenza sul giudicato e sulla pena.

Norme richiamate

  • art. 630 c.p.p.

    Norma richiamata quale base per la dichiarazione di inammissibilità della richiesta di revisione; la Corte ha ricordato che la valutazione di nuove prove ai fini della revisione richiede un esame complessivo e non può essere rigettata a priori perché attinente a una sola condotta.

  • art. 199 c.p.p.

    Disposizione relativa all'avviso da rendere a determinati soggetti (es. parenti) e alle conseguenze procesuali; la Corte di cassazione ha accertato che l'avviso era stato effettivamente dato a Santimone Alessandro, escludendo la nullità delle sue dichiarazioni.

  • art. 629 c.p.p.

    Richiamato nel motivo relativo all'ambito della richiesta (quali reati e quali condotte siano interessate dalla revisione); la Corte osserva che anche se una domanda di revisione riguarda solo alcuni reati o alcune condotte, occorre valutare l'effetto complessivo delle nuove prove sul giudicato.

  • art. 615-ter c.p.

    Norma penale relativa all'accesso abusivo a sistema informatico; nel caso si discuteva se le nuove prove escludessero un accesso contestato ad una determinata data e quale rilevanza avesse ciò sul complesso degli addebiti.

Massime di principio

  • In sede di revisione vanno esaminate compiutamente tutte le nuove prove allegate, anche se riferite a singole condotte ritenute "minime", perché possono incidere sulla responsabilità e sulla determinazione della pena.
  • La dichiarazione di nullità di attività difensive (es. sommarie informazioni testimoniali) va verificata sul fondamento documentale: se l'avviso previsto dalla norma è stato effettivamente reso, la nullità non sussiste e la prova deve essere valutata.
  • Il giudice non può rigettare un'istanza di revisione per presunta irrilevanza senza un'analisi comparativa della persuasività e congruenza delle nuove prove rispetto al compendio probatorio che ha formato il giudicato.
  • Le questioni inerenti a date di consumazione e alla riconducibilità delle singole condotte agli addebiti principali possono avere effetti rilevanti sulla pena e vanno quindi valutate nel merito quando emergono nuovi elementi.
  • In caso di errori procedurali o di valutazione delle nuove prove, la Cassazione può annullare e rinviare per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte di appello per garantire un esame imparziale e completo.

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