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Sentenza

Sentenza del 09/04/2018 n. 640 - Comm. Trib. Reg. per il Piemonte

Processo tributario - Rimessione in termini - Condizioni - Doppia notifica dell'accertamento - Comportamento ambiguo dell'Ufficio - Non sussiste

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente sosteneva che la doppia notifica dell’avviso di accertamento avesse creato un comportamento ambiguo dell’Ufficio, inducendolo a ritenere che il termine per proporre ricorso decorresse dalla seconda notificazione. Per tale ragione chiedeva la rimessione in termini per errore scusabile. La decisione ha escluso che la doppia notificazione fosse di per sé idonea a generare un affidamento tutelabile o un errore scusabile: il termine processuale decorre dalla prima notificazione validamente eseguita e considerare rilevante la seconda costituisce un errore di diritto.

La decisione

La rimessione in termini è stata negata. È stato affermato che i presupposti dell’errore scusabile sono tassativi o comunque limitati a situazioni oggettive, quali l’oscurità normativa, gli orientamenti giurisprudenziali contrastanti, un comportamento realmente ambiguo dell’Amministrazione, un ordine giudiziale erroneo, il caso fortuito o la forza maggiore. La doppia notificazione dell’avviso, effettuata alla società e al legale rappresentante, non integra comportamento ambiguo dell’Ufficio e non sposta la decorrenza del termine, che resta ancorata alla prima notifica.

Norme richiamate

  • Disciplina processuale tributaria sulla rimessione in termini per errore scusabile

    I presupposti [...] sono individuabili esclusivamente nell’oscurità del quadro normativo, nelle oscillazioni della giurisprudenza, in comportamenti ambigui dell’amministrazione, nell’ordine del giudice di compiere un determinato adempimento processuale in violazione dei termini effettivamente previsti dalla legge, nel caso fortuito e nella forza maggiore.

    La rimessione in termini richiede una situazione oggettiva e non imputabile alla parte, tale da rendere scusabile il mancato rispetto del termine. La semplice errata interpretazione della decorrenza del termine non è sufficiente.

  • Regole sulla decorrenza del termine per impugnare l’avviso di accertamento

    È indubbio altresì che i termini decorrano dalla prima notificazione eseguita.

    Quando lo stesso atto è notificato più volte, il termine per proporre ricorso decorre, in linea generale, dalla prima notificazione valida; una notificazione successiva non riapre né proroga il termine.

Massime di principio

  • La doppia notificazione dello stesso atto non comporta automaticamente ambiguità dell’Amministrazione né consente di scegliere la data più favorevole per il calcolo del termine.
  • Per rispettare i termini processuali occorre assumere come dies a quo la prima notificazione valida, anche se l’atto viene successivamente notificato a un altro destinatario collegato, come il legale rappresentante.
  • La rimessione in termini è un rimedio eccezionale e non può essere fondata su una semplice interpretazione errata della legge o sulla convinzione soggettiva della parte.
  • Un comportamento dell’Ufficio può essere considerato ambiguo solo se, valutato oggettivamente, induce ragionevolmente la parte a una condotta processuale errata; la mera duplicazione della notifica, senza ulteriori indicazioni contraddittorie, normalmente non basta.
  • In caso di notificazioni multiple, è prudente calcolare il termine dalla prima notifica e proporre tempestivamente il ricorso, senza attendere eventuali notifiche successive.

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