Ordinanza n. 268/2026 - C.g.a.r.s, Sezione 1
per la riforma per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Terza) n. 2050 del 24 giugno 2024, resa tra le parti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sentenza del TAR Sicilia, Sezione Terza, n. 2050 del 24 giugno 2024
Esito
La controversia
L'appello riguarda una controversia concernente la concessione del 23 luglio 2015 relativa al chiosco presso il quale veniva esercitata l'attività denominata “Bar Italico”, la sua cessazione, il procedimento seguito dal Comune e la prevista demolizione dell'immobile sito nell'area di Piazza Tumminello, nell'ambito del progetto “Contratto di Fiume e di Costa Oreto – Interventi prioritari per la fruizione sicura e sostenibile della Foce e della Costa”. Ai fini della decisione dell'appello, con precedente ordinanza istruttoria la Sezione aveva ordinato al Dirigente dell'Area Pianificazione Urbanistica del Comune di Palermo di depositare una relazione dettagliata e documentata sulla durata effettiva della concessione e sulla sua cessazione, sull'iter procedimentale e sulle eventuali forme di partecipazione dell'appellante, sullo stato di attuazione del progetto, sullo stato della procedura relativa all'Avviso regionale per l'assegnazione delle risorse PO FESR 2014/2020 – Misura 6.1.1., nonché sulla destinazione urbanistica dell'area in base agli strumenti di pianificazione vigenti nel tempo.
La decisione
Il CGARS ha rilevato che il Comune non ha correttamente adempiuto alla precedente ordinanza istruttoria. È stata depositata soltanto una nota dell'Ufficio demanio e inventario, priva degli elementi informativi e documentali richiesti, con la quale si comunicava che il contratto relativo al chiosco era scaduto l'8 luglio 2021. Ritenendo ancora necessario acquisire la relazione per decidere l'appello, il Collegio ha reiterato l'ordine istruttorio nei confronti del Dirigente dell'Area Pianificazione Urbanistica del Comune di Palermo, assegnando il termine di 120 giorni dalla comunicazione o notificazione dell'ordinanza. Il Comune è stato avvertito che, in caso di ulteriore inadempimento, oltre alle conseguenze previste dalla legge per l'inosservanza dei provvedimenti dell'autorità giudiziaria, il Collegio potrà desumere argomenti di prova dal comportamento tenuto ai sensi dell'art. 64, comma 4, c.p.a. L'udienza di discussione del merito sarà fissata con separato provvedimento presidenziale; non è stata quindi definita la domanda di annullamento né deciso il merito dell'appello.
Norme richiamate
desumerà argomenti di prova dal comportamento tenuto dal Comune di Palermo nel presente giudizio
L'inosservanza dell'ordine istruttorio può consentire al giudice di desumere argomenti di prova dal comportamento processuale dell'amministrazione.
Richiamato tra le disposizioni processuali applicabili agli incombenti istruttori.
Richiamato tra le disposizioni processuali applicabili agli incombenti istruttori.
Richiamato tra le disposizioni processuali applicabili agli incombenti istruttori.
Massime di principio
- Quando gli elementi acquisiti non sono sufficienti per decidere l'appello, il giudice amministrativo può reiterare l'ordine istruttorio impartito all'amministrazione, specificando nuovamente gli accertamenti e la documentazione necessari.
- L'adempimento dell'ordine istruttorio richiede una relazione dettagliata e documentata sui singoli punti indicati dal giudice; una comunicazione parziale o proveniente da un ufficio diverso da quello destinatario dell'ordine non è sufficiente a integrare il corretto adempimento.
- L'ulteriore inosservanza di un ordine istruttorio può comportare, ai sensi dell'art. 64, comma 4, c.p.a., la desunzione di argomenti di prova dal comportamento tenuto dall'amministrazione nel giudizio, oltre alle altre conseguenze previste dalla legge.
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