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Ordinanza

Ordinanza n. 247/2026 - Venezia, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600324

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Veneto, Sez. IOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: sospensione per trenta giorni della licenza di somministrazione di alimenti e bevande, esercitata mediante SCIA, ai sensi dell’art. 100 T.U.L.P.S.

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento del Questore di Padova che ha disposto la sospensione per trenta giorni dell’attività di somministrazione intestata all’esercizio pubblico. Il provvedimento fondava la misura sull’arresto, avvenuto il 31 gennaio 2026, di due soggetti per spaccio di sostanze stupefacenti asseritamente avvenuto presso il bar, nonché su reiterati controlli dai quali sarebbe emersa la presenza abituale, all’interno dell’esercizio, di persone pericolose per la sicurezza pubblica. Il ricorrente ha contestato ogni coinvolgimento del locale nella vicenda dell’arresto e ha sostenuto che nel bar non si erano mai verificate problematiche di ordine o sicurezza pubblica. L’Amministrazione si è costituita depositando una relazione della Questura, ma senza produrre documentazione sull’arresto e sui controlli eseguiti nel locale. Dopo una precedente ordinanza istruttoria con cui il TAR aveva disposto l’acquisizione degli atti del procedimento, non sono stati depositati ulteriori documenti.

La decisione

Il TAR, ritenuta la necessità di acquisire ulteriori elementi per decidere sulla domanda cautelare, ha ordinato alla Questura di Padova di depositare entro quindici giorni dalla notificazione o comunicazione dell’ordinanza gli atti del procedimento, in particolare quelli relativi all’arresto del 31 gennaio 2026 e l’eventuale documentazione dei controlli eseguiti nel locale. Il giudice ha fissato la prosecuzione dell’esame della domanda cautelare alla camera di consiglio dell’11 giugno 2026. Nelle more, ha confermato la sospensione dell’efficacia del provvedimento impugnato, ritenendo sussistente un pregiudizio per il ricorrente derivante dalla sua esecuzione.

Norme richiamate

  • art. 100 T.U.L.P.S. r.d. n. 773/1931

    È la base normativa indicata nel provvedimento del Questore per disporre la sospensione della licenza di somministrazione dell’esercizio pubblico.

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare esaminata dal TAR.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    È richiamato quale presupposto per l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte ricorrente.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    È richiamato, insieme alla disciplina nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • Quando la legittimità di una misura cautelare di sospensione dell’attività di un esercizio pubblico dipende da arresti e controlli asseritamente svolti nei locali, il giudice può ordinare all’amministrazione il deposito degli atti documentali relativi a tali fatti, qualora la sola relazione amministrativa non consenta una verifica adeguata.
  • La mancata produzione, da parte dell’amministrazione, della documentazione posta a fondamento di una misura di pubblica sicurezza giustifica l’adozione di incombenti istruttori prima della decisione sulla domanda cautelare.
  • Nelle more dell’acquisizione istruttoria e della prosecuzione dell’esame cautelare, il giudice può sospendere o confermare la sospensione dell’efficacia dell’atto impugnato quando l’esecuzione della misura determina un pregiudizio per il destinatario.

Come è indicizzato

MateriePubblici esercizi e somministrazioneLicenze e autorizzazioni di poliziaIstruttoria processualeTutela cautelare
RamiCommercio e attività produttiveProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivoDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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