Cassazione Penale, Sentenza n. 48643/2022 del 22/12/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza di appello per violazione di norme rilevanti a pena di inutilizzabilità/nullità con riferimento alla determinazione della competenza per territorio. La difesa ha eccepito incompetenza territoriale, sostenendo che il possesso della droga fosse iniziato in un luogo diverso (L'Aquila o Napoli) e che, quindi, non fosse correttamente applicato il criterio suppletivo dell'art. 9, comma 2, cod. proc. pen.; deduceva inoltre incongruenze nei verbali relative al luogo e alle circostanze del ritrovamento e allo spostamento dell'imputato (trovato a L'Aquila e condotto a Mondragone), tali da non poter essere ritenuto come ultimo luogo della condotta.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto corretta l'attività dei giudici di merito nel valutare i verbali e nell'applicare i criteri per l'individuazione della competenza territoriale: le dichiarazioni dell'imputato circa l'acquisto o l'inizio del possesso in altro luogo sono risultate inverosimili e non confermate, mentre risultava certo che lo stupefacente è stato rinvenuto a seguito di un atto di polizia giudiziaria eseguito a Mondragone. Pertanto è stato legittimamente fatto ricorso ai criteri suppletivi e individuato il luogo in cui si è consumato l'ultimo segmento della condotta (Mondragone). La Corte ha inoltre richiamato il principio secondo cui, in caso di reato relativo a uno stesso stupefacente consumato senza soluzione di continuità, si considera il luogo della prima consumazione o, se ignoto, i criteri residuali (art. 9). Conclude condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73
Le diverse ipotesi di reato previste dall'art. 73 sono alternative, ma quando si riferiscono alla stessa sostanza e a un unico fine e sono consumate senza apprezzabile soluzione di continuità si considerano condotte plurime di un unico reato; per la competenza territoriale occorre riferirsi al luogo di consumazione della prima di esse, se identificabile.
art. 8, comma 3, cod. proc. pen.
Nei reati permanenti la competenza spetta al giudice del luogo di inizio della consumazione; se questo non è noto, si applicano i criteri dell'art. 9.
art. 9, comma 1 e comma 2, cod. proc. pen.
Se non è possibile conoscere il luogo di inizio della consumazione, la competenza spetta al giudice dell'ultimo luogo in cui è avvenuta una parte dell'azione (comma 1); solo se neppure questo è noto si applica il criterio suppletivo del luogo di residenza/dimora/domicilio dell'imputato (comma 2). I giudici hanno correttamente applicato questi criteri ritenendo accertato che l'ultimo segmento della condotta si è svolto a Mondragone.
Massime di principio
- Per reati relativi a stupefacenti collegati alla stessa sostanza e a un unico fine, se le varie condotte sono consecutive senza interruzione si considerano un unico fatto ai fini della competenza; il luogo della prima consumazione, se identificabile, è determinante.
- Se non è identificabile il luogo di inizio, la competenza va determinata nel luogo dell'ultimo segmento dell'azione accertato (art. 9, comma 1); solo in mancanza di qualsiasi elemento territoriale si ricorre al criterio della residenza/dimora/domicilio (art. 9, comma 2).
- Le dichiarazioni dell'imputato, se ritenute inaffidabili o non corroborate da altri elementi, non possono prevalere sul dato probatorio processuale e non giustificano lo spostamento della competenza territoriale.
- La Corte di legittimità non può rivedere liberamente la valutazione di merito sui fatti (non è autorizzata a riconsiderare la credibilità delle prove), salvo vizi di diritto; pertanto la ricostruzione fattuale fondata su ipotesi non documentate difficilmente ottiene accoglimento in Cassazione.
- Nel caso di ritrovamento dello stupefacente a seguito di atto di polizia giudiziaria in un determinato luogo, tale luogo può legittimamente essere considerato come riferimento per la competenza territoriale quando il luogo di inizio della detenzione non risulti accertabile.
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