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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26332/2025 del 18/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di non convalida dell'arresto di Andrea Finessi (detenzione per fini non esclusivamente personali di cocaina e MDMA). Il ricorrente deduceva violazione di legge e vizio di motivazione sostenendo che sussistesse la "quasi flagranza": la polizia avrebbe sorpreso l'indagato in una stanza della discoteca vicino a una busta contenente stupefacente, dopo la segnalazione dell'addetto alla sicurezza che lo aveva visto consegnare il sacchetto. Al ritrovamento si aggiungevano circa 275 euro in banconote, un foglio con appunti/verosimili nomi e importi. Il Procuratore sosteneva che, anche se la polizia non aveva visto materialmente il fatto, la presenza delle cose e delle tracce vicino all'arrestato e i precedenti di polizia rendevano integrato il presupposto della "quasi flagranza" e giustificavano la convalida e l'applicazione dell'obbligo di dimora.

La decisione

Ricorso rigettato. La Corte ha ritenuto infondato il motivo: ai sensi dell'art. 382 cod. proc. pen. la condizione di flagranza "caratterizzata dalla sorpresa dell'arrestato con cose o tracce dalle quali appaia che egli abbia commesso il reato immediatamente prima" richiede l'immediata e autonoma percezione, da parte di chi procede all'arresto, sia delle cose/tracce sia del loro collegamento inequivocabile con l'arrestato. Nel caso di specie la polizia ha avuto una mera percezione visiva della busta sul tavolo e la percezione del collegamento con Finessi è risultata mediata dalle dichiarazioni dell'addetto alla sicurezza (percezione riferita), non autonoma. Pertanto non si è integrato il presupposto di "quasi flagranza" e il rigetto della convalida è stato confermato. Il ricorso del Procuratore è stato dunque respinto.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 309 del 1990, art. 73, comma 5

    art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309 del 1990

    Definisce il reato di detenzione di sostanze stupefacenti per fini non esclusivamente personali; impiegata per qualificare il fatto contestato a Finessi.

  • codice di procedura penale, art. 391, comma 4

    art. 391, comma 4, cod. proc. pen.

    Consente al Procuratore di proporre ricorso contro l'ordinanza del giudice per le indagini preliminari; norma invocata come base procedurale del ricorso.

  • codice di procedura penale, art. 382

    Regola la flagranza e la 'quasi flagranza'; la Corte ha ricordato che per integrare la condizione occorre l'immediata e autonoma percezione, da parte di chi arresta, delle cose o tracce e del loro collegamento con l'arrestato.

  • disposizioni di attuazione del c.p.p., art. 173, comma 1

    art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Consente la sintesi del motivo di ricorso nei limiti necessari per la motivazione (utilizzato in sede di esposizione del motivo).

Massime di principio

  • Per la convalida dell'arresto in ipotesi di "quasi flagranza" è essenziale che gli elementi probatori (cose o tracce) siano percepiti immediatamente e autonomamente dagli operatori che procedono all'arresto; le informazioni provenienti da terzi (es. addetti alla sicurezza) costituiscono percezione riferita e non suppliscono a tale requisito.
  • La mera presenza di cose sospette (una busta con stupefacente sul tavolo) vicino a una persona non basta se non è attestato il collegamento diretto e immediato verificato dagli agenti al momento dell'intervento.
  • Denaro contante e appunti contabili, se non accompagnati da una percezione diretta che li colleghi all'indagato nel momento dell'intervento, hanno valore probatorio limitato ai fini della convalida dell'arresto.
  • Per evitare il rischio di mancata convalida, gli operanti devono cercare, nell'immediatezza, di accertare e documentare visivamente o processualmente il rapporto tra la cosa/traccia e la persona (es. se la sostanza è trovata nella mano o addosso, se c'è inseguimento immediato, se vi sono testimoni oculari che assistono direttamente all'atto).
  • Il fatto che l'arrestato sia sostanzialmente incensurato non impedisce in astratto la convalida se gli elementi di "quasi flagranza" sono autonomamente percepiti; però l'assenza di tali elementi rende ininfluente la valutazione della pericolosità a fini di convalida.

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