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Sentenza

Sentenza n. 581/2026 - Bari, Sezione 1

per l'annullamento - del provvedimento prot. n. -OMISSIS- del 1^ febbraio 2024, con il quale il Prefetto di Foggia ha disposto nei confronti del ricorrente la decadenza dal diritto di occupazione e fruizione dell’alloggio ad uso abitativo sito in Foggia alla Via -OMISSIS-; - di tutti gli ulteriori atti connessi, presupposti e conseguenti, ancorché non conosciuti.

Giustizia amministrativa202400617

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Bari, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento prefettizio di decadenza dal diritto di occupazione e fruizione di un alloggio ad uso abitativo

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione resistente)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente aveva impugnato il provvedimento con cui il Prefetto di Foggia aveva disposto la decadenza dal diritto di occupazione e fruizione di un alloggio ad uso abitativo, chiedendone l'annullamento insieme agli atti connessi, presupposti e conseguenti. Nel corso del giudizio il ricorrente ha depositato una dichiarazione di rinuncia al ricorso. Il TAR ha ritenuto tale rinuncia irrituale, perché non notificata alle altre parti e quindi inidonea a determinare formalmente l'estinzione del giudizio.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, nonostante l'irritualità della rinuncia. Ha ritenuto che dalla dichiarazione depositata e dal comportamento processuale del ricorrente potesse desumersi, ai sensi dell'art. 84, comma 4, c.p.a., la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione. La pronuncia è stata resa ai sensi degli artt. 35, comma 1, lett. c), 84, comma 4, e 85, comma 9, c.p.a. Le spese sono state compensate tra le parti in ragione della definizione del giudizio con pronuncia in rito.

Norme richiamate

  • art. 84, comma 4, c.p.a.

    anche in assenza delle formalità di cui ai commi precedenti il giudice può desumere dall’intervento di fatti o atti univoci dopo la proposizione del ricorso ed altresì dal comportamento delle parti argomenti di prova della sopravvenuta carenza d’interesse alla decisione della causa

    Anche una rinuncia irrituale, non idonea a determinare l'estinzione del giudizio, può costituire un fatto o comportamento univoco dal quale desumere la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Costituisce causa di improcedibilità la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato quale fondamento processuale della definizione del giudizio per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a sostegno dell'oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • La rinuncia al ricorso non notificata alle altre parti è irrituale e non consente, da sola, di dichiarare l'estinzione del giudizio secondo le formalità proprie della rinuncia.
  • Anche una rinuncia irrituale può essere valorizzata dal giudice, ai sensi dell'art. 84, comma 4, c.p.a., come comportamento univoco dal quale desumere la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione e dichiarare l'improcedibilità del ricorso.
  • La sopravvenuta carenza di interesse determina l'improcedibilità del ricorso ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., anche quando non ricorrono i presupposti formali per la dichiarazione di estinzione per rinuncia.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàEdilizia residenziale pubblica
RamiProcesso amministrativoEdilizia
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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