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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25586/2023 del 14/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva dichiarato inammissibile l'appello contro il rigetto dell'istanza di dissequestro/restituzione di alcuni orologi e di una somma di denaro. Il ricorrente ha dedotto violazione di legge (art. 321 e 322-bis cod. proc. pen.) sostenendo che l'appello cautelare era ammissibile fintanto che la confisca non fosse divenuta definitiva (cita giurisprudenza di legittimità e S.U.). Ha inoltre censurato la natura erronea del titolo del sequestro (sequestro probatorio disposto dal P.M. del 9/7/2020 e non sequestro preventivo del G.I.P.), l'assenza di motivazione sul nesso di pertinenzialità e sulle esigenze probatorie e la mancata convalida del sequestro, ritenendo che, in mancanza di valido titolo cautelare, l'istanza di restituzione dovesse essere accolta (richiama Cass. S.U. n.46201/2018).

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile perché la confisca dei beni è risultata ormai definitiva: la Corte di Cassazione, con sentenza Sez.7 n.49305 del 28/10/2022, ha dichiarato inammissibili i ricorsi proposti dal medesimo Maida. La definitività della confisca esclude il potere del giudice del riesame di riesaminare il provvedimento dispositivo del sequestro. Di conseguenza il ricorso è stato dichiarato inammissibile; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento, in favore della Cassa delle ammende, della somma equitativamente fissata in euro 3.000,00.

Norme richiamate

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Riferimento generale alle norme sulle impugnazioni e al regime delle impugnazioni cautelari; richiamata dal ricorrente per contestare la declaratoria di inammissibilità

  • art. 322-bis cod. proc. pen.

    Il ricorrente sostiene che l'appello ex art. 322-bis sia esperibile avverso il rigetto della richiesta di restituzione fintanto che la confisca non è definitiva; la Corte, in base alla giurisprudenza richiamata, precisa invece che il riesame ai sensi di tale normativa non opera quando la pronuncia di merito è ormai irrevocabile

  • art. 252 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alla disciplina del sequestro probatorio e dei limiti del suo utilizzo; la difesa ha dedotto che il sequestro disposto era inadeguato per acquisire beni per equivalente

  • art. 253 cod. proc. pen.

    Collegata all'art.252 e alle modalità del sequestro probatorio rispetto al sequestro preventivo e al sequestro per equivalente; la difesa ha invocato l'assenza di nesso di pertinenzialità e di adeguata motivazione

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    La Corte ricorda il limite alla deduzione dei motivi in cassazione (art.173 disp. att.), essendo il ricorso motivato nei limiti strettamente necessari

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Applicato per l'onere delle spese processuali e per il versamento della somma a favore della Cassa delle ammende in caso di declaratoria di inammissibilità

  • Corte costituzionale, sent. 13/06/2000 n.186

    Richiamata per escludere che il ricorrente abbia agito con colpa nella determinazione della causa di inammissibilità; comunque non è risultata una giustificazione tale da evitare la condanna alle spese e alla somma

  • Cass. Sez.7, sent. n.49305 del 28/10/2022

    Con questa decisione sono stati dichiarati inammissibili i ricorsi di Maida, rendendo definitiva la confisca; la Corte di legittimità ha quindi escluso il potere del giudice del riesame di riesaminare il sequestro

  • Cass. Sez.2, sent. n.27889 del 11/05/2022

    Giurisprudenza richiamata dal ricorrente per sostenere l'ammissibilità dell'impugnazione in presenza di pronuncia di merito non definitiva; utilità interpretativa ma non sufficiente a cambiare l'esito nel caso concreto dato il carattere definitivo della confisca

  • Cass. S.U. n.48126/2017 e Cass. S.U. n.46201/2018

    Giurisprudenza di legittimità menzionata dal ricorrente: le Sezioni Unite sono state citate a sostegno dei principi sulla ammissibilità di talune impugnazioni e sui limiti del sequestro probatorio, ma nel caso concreto la definitività della confisca ha prevalso

Massime di principio

  • Se la confisca dei beni è divenuta definitiva, il giudice del riesame non ha più il potere di riesaminare il provvedimento di sequestro: le impugnazioni cautelari sono precluse quando la pronuncia di merito è irrevocabile
  • L'appello cautelare ex art. 322-bis può essere esperito per tutelare la restituzione dei beni fintanto che la confisca non è definitiva; è quindi fondamentale verificare lo stato di definitivezza delle pronunce di merito prima di proporre l'impugnazione
  • Il sequestro probatorio ha scopi e limiti diversi rispetto al sequestro preventivo e, di norma, non è lo strumento idoneo per il sequestro per equivalente: per sequestrare beni per equivalente è necessario un provvedimento preventivo motivato dal G.I.P.
  • In presenza di un sequestro contestato per mancanza di titolo o per assenza di nesso di pertinenzialità, la difesa deve tempestivamente proporre gli strumenti idonei e documentare lo stato delle impugnazioni di merito; la tempestività e la dimostrazione della non definitivezza della confisca sono elementi decisivi
  • La declaratoria di inammissibilità in cassazione può comportare la condanna alle spese e il versamento di una somma alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art.616 c.p.p., salvo che sia provata una giustificazione che escluda la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità

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