Cassazione Penale, Sentenza n. 27136/2023 del 22/06/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Questione di competenza per territorio relativamente al reato di cui all'art. 642 c.p.: se la territorialità vada individuata nel luogo in cui è stato materialmente realizzato il falso documentale (luogo di formazione del documento), ovvero nel luogo in cui la documentazione falsa è giunta a conoscenza del soggetto passivo (la compagnia assicuratrice) o, in mancanza, applicando i criteri suppletivi dell'art. 9 c.p.p. La difesa dell'imputato sosteneva l'individuazione della competenza nel luogo di formazione del falso o, non conoscibile questo, nel luogo di residenza degli imputati ai sensi dell'art. 9, comma 2, c.p.p.; la parte civile Allianz sosteneva la competenza nel luogo di ricezione della documentazione falsa, coincidente con la sede legale della compagnia (Milano).
La decisione
La Corte rileva che l'art. 642 c.p. ricomprende più fattispecie diverse e che, nella ipotesi in esame (falsificazione di documenti propedeutici alla stipula della polizza, quindi frode 'in fase assuntiva'), la condotta è idonea a integrare il reato solo quando i documenti falsi giungono a conoscenza dell'ufficio preposto della compagnia o di suoi intermediari abilitati. Di conseguenza il locus commissi delicti è individuato nel luogo di ricezione della documentazione falsa, che coincide con la sede della compagnia assicuratrice. Perciò la Corte dichiara la competenza per territorio del Tribunale di Milano e dispone la trasmissione degli atti a tale ufficio.
Norme richiamate
art. 642 cod. pen.
a norma del secondo comma dell'art. 642 cod. pen., "se il colpevole consegue l'intento, la pena è aumentata"
La Corte interpreta l'art. 642 come una norma mista che comprende più fattispecie (falsificazione nella fase assuntiva e falsità connessa al sinistro). Nella fattispecie assuntiva il reato è un reato di pericolo a consumazione anticipata: la consumazione si realizza quando il documento falso giunge a conoscenza del soggetto passivo (compagnia o suoi intermediari), perché solo allora la condotta è idonea a recare pericolo al bene protetto.
art. 24-bis cod. proc. pen.
Strumento procedurale utilizzato dal giudice remittente per sottoporre alla Corte la questione di competenza per territorio; la Corte ha pronunciato sulla questione incidentale ai sensi di tale norma.
art. 9 cod. proc. pen.
Citata come criterio suppletivo per determinare la competenza territoriale quando non è possibile individuare il luogo di consumazione. La Corte rileva che l'art. 9, comma 1 non è utilizzabile se non si può determinare dove sia avvenuta parte dell'azione; tuttavia nel caso concreto la Corte individua il luogo della consumazione (Milano) e non occorre ricorrere ai criteri suppletivi, compreso il comma 2 (residenza degli imputati).
Massime di principio
- Per i falsi prodotti nella fase 'assuntiva' (documenti propedeutici alla stipula della polizza) il reato si consuma quando i documenti falsi giungono a conoscenza dell'ufficio preposto della compagnia o dei suoi intermediari abilitati: il locus commissi delicti è pertanto il luogo di ricezione (es. sede legale della compagnia).
- Se i documenti falsi restano nell'esclusiva sfera dell'agente e non sono mai portati a conoscenza del destinatario, la condotta non può ritenersi consumata (principio di offensività e idoneità della condotta a mettere in pericolo il bene).
- Quando non sia possibile determinare il luogo materiale della falsificazione, occorre prima verificare se sia individuabile il luogo di ricezione/destinatario; solo in mancanza di un luogo di consumazione determinabile si ricorre ai criteri suppletivi dell'art. 9 c.p.p. (es. residenza degli imputati).
- Distinguere sempre tra le diverse fattispecie previste dall'art. 642 c.p.: la falsificazione collegata alla denuncia di un sinistro (atto recettizio rispetto alla cancelleria/luogo del deposito) è normativa e fattualmente distinta dalla falsificazione della documentazione assuntiva (atto destinato alla compagnia).
- La qualifica del reato come 'consumazione anticipata' non elimina la necessità di accertare il nesso di idoneità della condotta a ledere il bene protetto: non si punisce la sola intenzione, ma l'atto che effettivamente può produrre l'effetto lesivo al patrimonio della persona offesa.
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