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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34855/2022 del 20/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Ministero ha impugnato l'ordinanza del Magistrato di sorveglianza di Spoleto che ha ordinato alla Casa circondariale di Novara di ottemperare a una precedente ordinanza (4/05/2012) che garantiva al detenuto la possibilità di detenere i libri necessari per lo studio "senza limitazioni numeriche predefinite". I motivi di gravame sostenevano: (1) incompetenza funzionale e territoriale del Magistrato di Spoleto rispetto all'istituto di Novara (artt. 35-bis, 69, 71 ord. pen., art. 25 Cost.); (2) cessazione dell'interesse del detenuto dopo il trasferimento e quindi improseguirsi dell'azione di ottemperanza; (3) contrasto tra la pronuncia che consente numero illimitato di testi e il regime detentivo 41-bis e le disposizioni amministrative (circolare 02/10/2017) che prevedono limiti; (4) possibilità che l'ampliamento dei testi pregiudichi esigenze di sicurezza (art. 41-bis, comma 2-quater).

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso per cassazione come infondato in relazione ai motivi di incompetenza e cessazione dell'interesse, ritenendo che: il giudice competente all'ottemperanza è il medesimo magistrato che ha emesso il provvedimento non eseguito (anche se il detenuto è stato trasferito); l'interesse del detenuto non è cessato in presenza di una decisione che riconosce un diritto soggettivo operante in ogni istituto; l'ordinanza del 4/05/2012 funzionalizza il numero dei libri alle esigenze di studio e non fissa un limite numerico assoluto; l'amministrazione può tuttavia prevedere limiti massimi per motivi di ordine pratico e di controllo interno (es. conservazione in bilancetta esterna). I motivi relativi alla discrezionalità amministrativa e alla compatibilità col regime 41-bis sono stati dichiarati inammissibili in quanto implicavano valutazioni di fatto non sindacabili in Cassazione secondo l'art. 35-bis.

Norme richiamate

  • ordinamento penitenziario (legge 26 luglio 1975, n. 354), art. 41-bis

    Richiamata come disciplina del regime differenziato; il tribunale ha rilevato che, pur essendo rilevanti le esigenze di sicurezza, l'ordinanza giudiziaria che riconosce un diritto allo studio può modulare l'accesso ai libri nei limiti della garanzia del diritto stesso

  • ordinamento penitenziario, art. 35-bis

    Stabilisce istituti e limiti dell'ottemperanza; la Corte interpreta che il giudice che ha emesso il provvedimento impugnato conserva la competenza per l'azione di ottemperanza (comma 5) e che in Cassazione il sindacato è limitato a questioni di diritto

  • ordinamento penitenziario, artt. 69 e 71

    Richiamati nel ricorso sul tema della competenza e dell'ambito di intervento del magistrato di sorveglianza, ma la Corte conferma la prevalenza della competenza del giudice che ha emesso il provvedimento originario

  • Costituzione, art. 25

    Citato dal ricorrente per sostenere il principio del giudice naturale preassegnato; la Corte ritiene compatibile la competenza del giudice di prima emissione per l'azione di ottemperanza

  • Ordinanza del Magistrato di sorveglianza di Spoleto del 4/05/2012

    "senza limitazioni numeriche predefinite"

    Riconosceva il diritto del detenuto a detenere i libri necessari per lo studio e la Corte ha ritenuto che tale disposizione sia funzionale alle esigenze di studio e operativa in qualsiasi istituto

  • Circolare ministeriale 02/10/2017 (norma amministrativa)

    "numero di quattro volumi per volta"

    Regola amministrativa interna che prevedeva limiti flessibili (4 volumi, ampliabili per esigenze didattiche secondo prudente apprezzamento della Direzione); la Corte osserva che una pronuncia giudiziaria favorevole non può essere sindacata in Cassazione come fatto

  • ordinamento penitenziario, art. 35-bis, comma 4 e comma 5

    Richiamati in relazione al doppio grado di giudizio e alla disciplina dell'ottemperanza: la Corte ritiene che la qualificazione dell'atto come ottemperanza rientra nella competenza del giudice che ha emanato la decisione originaria

  • ordinamento penitenziario, art. 41-bis, comma 2-quater

    Invocato dal ricorrente per motivi di sicurezza; la Corte non ha accolto il rilievo in cassazione, rilevando che la questione di compatibilità concreta con il 41-bis rimane valutazione di fatto non sindacabile in Cassazione

Massime di principio

  • L'azione di ottemperanza (art. 35-bis) spetta al magistrato che ha emesso il provvedimento originario anche se il detenuto è stato trasferito in altro istituto: il trasferimento non estingue l'interesse ad ottenere l'esecuzione di un provvedimento che riconosce un diritto soggettivo
  • Una pronuncia giudiziale che garantisce un diritto (es. diritto allo studio) vale nei diversi istituti e vincola l'amministrazione penitenziaria, salvo limiti motivati e proporzionati necessari per la sicurezza o per esigenze logistiche
  • Le direttive amministrative (circolari) non possono, in via interpretativa o applicativa, elidere una pronuncia giudiziaria favorevole; tuttavia l'amministrazione può fissare limiti pratici (es. conservazione esterna, limiti contemporanei) per ragioni di ordine e controllo
  • In sede di Cassazione, nei procedimenti ex art. 35-bis, il sindacato è limitato a questioni di diritto: le rivalutazioni di fatto o di merito (es. valutazione concreta di esigenze di sicurezza) sono spesso inammissibili
  • Il magistrato che ordina l'ottemperanza può contemperare il diritto del detenuto con esigenze di controllo interno prevedendo misure organizzative (es. bilancetta esterna, limiti al numero custodito in cella) purché non siano arbitrarie e siano motivate

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