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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10339/2022 del 24/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza che confermava la condanna per detenzione ai fini di spaccio di cocaina (art. 73, comma 1, d.P.R. 309/1990) e la confisca della somma di 85.000 euro ritenuta sproporzionata. Tre censure: 1) violazione dell'art. 441, comma 5, c.p.p. per avere il giudice d'udienza abbreviata acquisito d'ufficio elementi probatori non ammissibili per giustificare la confisca; 2) vizio di valutazione e violazione di legge sulla presunzione di illiceità dei beni (la difesa aveva prodotto offerte d'acquisto e altri documenti per giustificare la provenienza lecita del denaro); 3) mancato riconoscimento dell'attenuante per collaborazione (art. 73, comma 7, d.P.R. 309/1990), nonostante una nota informativa della Squadra Mobile attestasse contributi investigativi dell'imputato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile e manifestamente infondato il ricorso. Sul primo motivo: ha ritenuto lecita l'integrazione probatoria d'ufficio in sede di rito abbreviato quando sia collegata all'accertamento dei presupposti per la confisca (qui il sequestro in flagranza di 85.000 euro), purché sia garantito il contraddittorio; non è stata violata la giurisprudenza costituzionale richiamata. Sul secondo: la difesa non ha assolto l'onere di allegazione idoneo a superare la presunzione iuris tantum di provenienza illecita, perché le prove prodotte (proposte di acquisto auto) non consentivano di desumere i redditi reali o il giro d'affari. Sul terzo: l'attenuante della collaborazione è stata correttamente esclusa perché il prevenuto non ha fornito elementi decisivi in suo possesso per individuare/neutralizzare i canali di approvvigionamento; la Corte ha ritenuto che quanto dichiarato non fosse sufficiente nonostante l'informativa favorevole. Condanna alle spese e al pagamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • d.P.R. 309/1990 (Testo unico stupefacenti), art. 73, comma 1

    Definisce il reato contestato (detenzione a fini di cessione di stupefacenti); richiamata per qualificare il fatto e la pena inflitta.

  • d.P.R. 309/1990, art. 73, comma 7

    Prevede l'attenuante per la collaborazione; la Corte ha ritenuto che l'apporto del ricorrente non fosse idoneo e proficuo in senso sufficiente per riconoscere l'attenuante.

  • d.P.R. 309/1990, art. 85-bis

    Collega il regime della confisca alla disciplina della confisca 'allargata' prevista dal codice penale; la confisca della somma è stata disposta secondo questa norma per sproporzione rispetto alle capacità economiche.

  • Codice penale, art. 240-bis

    Norma sulla confisca per sproporzione (confisca allargata); la Corte ha confermato che la misura può essere disposta sulla base di elementi acquisiti anche dopo l'ammissione al rito speciale, purché vi sia contraddittorio.

  • Codice di procedura penale, art. 441, comma 5

    Regola i limiti e le modalità dell'integrazione probatoria in sede di giudizio abbreviato; la Corte ha affermato che l'acquisizione d'ufficio è possibile se pertinente alla decisione e non esplora itinerari probatori estranei, garantendo il contraddittorio.

  • Decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, art. 12-sexies (richiamato dalla Corte Costituzionale n.33/2018)

    art. 12-sexies, comma 1, decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306

    La Corte di Cassazione ha ritenuto che la sentenza impugnata si uniformi ai principi affermati dalla sentenza costituzionale n.33/2018, ossia che la confisca per sproporzione può fondarsi su atti integrativi acquisiti dopo l'ammissione al rito speciale se vi è contraddittorio.

  • Codice penale, art. 99, comma 4 e art. 69, ultimo comma

    Riguardano la recidiva e i limiti al bilanciamento delle attenuanti; la Corte osserva che le attenuanti generiche sono state concesse in termini benevoli nonostante la recidiva, ma ciò non incide sulla valutazione della collaborazione.

Massime di principio

  • In rito abbreviato il giudice può disporre integrazioni probatorie d'ufficio quando gli elementi richiesti siano pertinenti e necessari per la decisione (anche in tema di confisca), purché venga sempre garantito il contraddittorio e la possibilità per le parti di sviluppare difesa e prova contraria.
  • La confisca per sproporzione (confisca 'allargata') può essere motivata anche con atti investigativi acquisiti dopo l'ammissione al rito speciale se collegati all'accertamento della sproporzione e se le parti hanno potuto intervenire sulle acquisizioni.
  • La presunzione iuris tantum di provenienza illecita dei beni sequestrati impone all'imputato un onere di allegazione concreto e documentato: occorrono prove specifiche e verificabili (es. documentazione fiscale, contratti, introiti dimostrabili) per superare la presunzione; meri documenti generici o proposte d'acquisto incomplete non sono sufficienti.
  • Per ottenere l'attenuante della collaborazione nei delitti di stupefacenti è necessario fornire elementi utili e 'proficui' concreti per l'individuazione/neutralizzazione dei canali di approvvigionamento o dei destinatari: contributi generici o non decisivi possono non bastare.
  • La revisione in sede di legittimità è limitata sui profili di valutazione del merito: le qualificazioni e le valutazioni probatorie dei giudici di merito sono difficilmente rimovibili se motivate logicamente e in modo esaustivo.

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