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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45704/2022 del 01/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte d'appello che li aveva ritenuti responsabili dei reati di bancarotta fraudolenta patrimoniale e di bancarotta preferenziale commessi in qualità di membri del CdA della societa' Acanfora Gennaro s.r.l. Si contestava in particolare che: a) beni aziendali (macchinari e attrezzature) fossero stati concessi in locazione a prezzo notevolmente inferiore alla societa' Acanfora contenitori s.r.l. e successivamente ceduti, previamente svalutati, a dipendenti, ex amministratori e soci in compensazione di crediti gonfiati; b) tali operazioni costituivano distrazione e preferenza e non atti posti in essere al solo fine di pagare creditori; c) i ricorrenti hanno chiesto l'assoluzione o la derubricazione in bancarotta semplice per mancanza del dolo e, infine, censurarono la quantificazione della pena come eccessiva.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto congrua e sufficientemente motivata la ricostruzione della corte territoriale secondo cui le operazioni poste in prossimita' del fallimento hanno violato la par condicio creditorum e hanno natura distrattiva e preferenziale (pagamenti in favore di soci/ex amministratori, locazione a societa' 'amica', cessioni di beni svalutati). Ha precisato che il dolo generico e' sufficiente per la bancarotta fraudolenta per distrazione e che le contestazioni dei ricorrenti, basate su diversa valutazione economico-contabile e su consulenza di parte, erano formulate in termini generici e non superavano la motivazione di merito. Quanto al trattamento sanzionatorio, la Corte ha ritenuto ammissibile la pena complessiva determinata in anni quattro di reclusione (pena base anni tre aumentata per altri episodi), anche se espressa con locuzioni come "pena congrua", e ha respinto il rilievo di eccesso di pena. I ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali e al versamento di 3.000 euro ciascuno alla Cassa delle ammende. La Corte ha inoltre osservato che, dichiarando i ricorsi inammissibili, non si poteva valutare d'ufficio la prescrizione non dedotta specificamente nei motivi.

Norme richiamate

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Se la pena determinata non si discosta eccessivamente dal minimo edittale, l'obbligo motivazionale dell'art. 125, comma 3, è adempiuto anche se la motivazione usa formule generiche come "pena congrua" o si richiama alla gravità del reato o alla personalità del reo.

  • Sez. U. n. 22474 del 31/03/2016 (Passarelli e altro)

    Per la bancarotta fraudolenta per distrazione è sufficiente il dolo generico: non è necessaria la consapevolezza dello stato di insolvenza né lo scopo di recare pregiudizio ai creditori; è sufficiente la volontà consapevole di dare al patrimonio una destinazione diversa da quella di garanzia delle obbligazioni.

  • Sez. 4, n. 18826 del 09/02/2012

    Censure generiche basate su diversa valutazione economico-contabile e riproposizione di argomentazioni già esaminate dal giudice di merito sono inammissibili; il ricorso deve indicare specifiche incongruenze nella motivazione di merito per essere valutabile.

  • Sez. U. n. 32 del 22/11/2000

    La dichiarazione di inammissibilità del ricorso in Cassazione preclude, di regola, la possibilità per la Corte di pronunciarsi d'ufficio su questioni diverse non dedotte specificamente, come la prescrizione, salvo che sia stato proposto apposito motivo.

  • Sez. U. n. 12602 del 17/12/2015 (dep. 2016)

    Anche alla luce di precedenti orientamenti, la Corte sottolinea che la prescrizione deve essere dedotta con motivo specifico: la Corte di Cassazione non la valuta d'ufficio quando il ricorso è inammissibile e non contiene tale doglianza.

Massime di principio

  • Operazioni societarie compiute in prossimità del fallimento a favore di soci, ex amministratori o societa' "amiche" (locazioni a valori anomali, cessioni svalutate) possono essere qualificate come distrazione o preferenza e integrare bancarotta fraudolenta.
  • Per la bancarotta fraudolenta per distrazione è sufficiente il dolo generico: non occorre provare la consapevolezza dello stato di insolvenza o la volontà esplicita di danneggiare i creditori.
  • La destinazione dei beni a scopi apparentemente 'di pagamento' non esclude la qualificazione come distrazione se le operazioni violano la par condicio creditorum o appaiono finalizzate a favorire soggetti correlati e ad alterare il patrimonio sociale.
  • Contestazioni difensive basate su diversa valutazione contabile o su consulenze di parte richiedono argomentazioni puntuali e contestazioni della motivazione di merito; rimangono spesso insufficienti se la corte territoriale ha fornito una ricostruzione analitica e motivata.
  • In tema di quantificazione della pena, quando la misura finale resta vicino al minimo edittale il ricorso in Cassazione trova difficolta' a censurare la motivazione anche se il giudice di merito utilizza formule generiche purché sia chiaro il riferimento alla gravità del fatto e alla personalita' del reo.
  • Se si ritiene sopravvenuta o già maturata la prescrizione, bisogna dedurla e motivarla esplicitamente nel ricorso; la mancata deduzione impedisce alla Cassazione di esaminarla, specialmente in caso di inammissibilità del ricorso.

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