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Ordinanza

Ordinanza n. 4675/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 2

per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia, sezione prima, 6 ottobre 2025, n. 3104, resa tra le parti;

Giustizia amministrativa202508058

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIOrdinanzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Lombardia, Sez. I, 6 ottobre 2025, n. 3104, che aveva respinto il ricorso contro deliberazioni dell’Arera relative all’estensione del termine per l’erogazione del servizio di default trasporto

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

L’appellante ha impugnato la sentenza del TAR Lombardia che aveva respinto il ricorso proposto contro deliberazioni dell’Arera, contestandole nella parte in cui avevano disposto un’estensione ritenuta insufficiente del termine per l’erogazione del servizio di default trasporto, senza considerare le peculiarità della situazione dell’impresa. Con istanza documentata dell’8 giugno 2026, l’appellante ha chiesto il rinvio della trattazione dell’appello, rappresentando la pendenza di trattative per la vendita del complesso aziendale, di interesse strategico nazionale, e dichiarando la disponibilità a versare entro quindici giorni 9 milioni di euro per la progressiva soddisfazione dei pagamenti pendenti. Le altre parti non si sono opposte al rinvio.

La decisione

Il Consiglio di Stato non ha deciso nel merito i motivi d’appello. Ha ritenuto integrati, valutate complessivamente le circostanze peculiari, i casi eccezionali che consentono il rinvio della trattazione ai sensi dell’art. 73, comma 1-bis, c.p.a. In particolare, ha valorizzato la pendenza e l’avanzamento delle trattative per la vendita del complesso aziendale, l’interesse strategico nazionale e la necessità di preservare la continuità produttiva, la prospettata conclusione delle trattative entro la fine di giugno 2026 e il successivo passaggio di proprietà, la disponibilità al pagamento di 9 milioni di euro, la mancata opposizione delle altre parti, la circostanza che si trattava della prima richiesta di rinvio in appello e la possibilità di fissare entro l’anno un’udienza con il medesimo presidente e relatore. La trattazione è stata rinviata all’udienza pubblica del 10 novembre 2026.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    Richiamato in relazione al giudizio d’appello, senza una specifica applicazione motivata nell’ordinanza.

  • art. 73, comma 1-bis, c.p.a.

    Consente il rinvio della trattazione della causa nei casi eccezionali; la sussistenza dei presupposti è stata valutata in concreto sulla base del complesso delle circostanze peculiari indicate nell’ordinanza.

Massime di principio

  • Il rinvio della trattazione dell’appello ai sensi dell’art. 73, comma 1-bis, c.p.a. può essere disposto quando ricorrano circostanze eccezionali valutate complessivamente, senza che sia necessario che ciascuna circostanza, isolatamente considerata, sia decisiva.
  • Nella valutazione dell’eccezionalità possono assumere rilievo la pendenza di trattative avanzate per la cessione di un complesso aziendale di interesse strategico nazionale, la prospettiva di preservare la continuità produttiva e l’impegno concreto dell’appellante a effettuare pagamenti parziali significativi.
  • La mancata opposizione delle altre parti e la circostanza che la richiesta di rinvio sia formulata per la prima volta nel giudizio d’appello possono concorrere alla valutazione favorevole dell’istanza; la reiterazione della richiesta può invece essere valutata diversamente.
  • Il rinvio può essere disposto anche quando sia possibile fissare una nuova udienza in tempi determinati e con la partecipazione del medesimo presidente e relatore, così da assicurare la continuità nella trattazione.

Come è indicizzato

MaterieAppelloReti e impianti energetici
RamiProcesso amministrativoEnergia, infrastrutture e comunicazioni
IstitutiTermini del procedimentoPonderazione degli interessi e interesse pubblico

Testo integrale

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