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Sentenza

Sentenza n. 5507/2026 - Napoli, Sezione 6

per l'annullamento del provvedimento di revoca del nulla osta della Prefettura di Napoli notificato al difensore in data 3.9.2025.

Giustizia amministrativa202506730

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Revoca del nulla osta al lavoro rilasciato dalla Prefettura di Napoli, notificata il 3 settembre 2025, motivata dalla mancata sottoscrizione del contratto di soggiorno con il datore di lavoro originario

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente era entrato regolarmente in Italia nel 2023 in forza di un nulla osta al lavoro subordinato in agricoltura, ma la Prefettura non aveva convocato le parti per la stipula del contratto di soggiorno e il datore di lavoro originario non aveva dato seguito agli impegni. Dopo aver chiesto un permesso per attesa occupazione o, in alternativa, il subentro di un nuovo datore di lavoro nello stesso settore, si vedeva revocare il nulla osta per la mancata sottoscrizione del contratto originario. Ha dedotto violazione di legge ed eccesso di potere, lamentando che l'Amministrazione non aveva considerato né la propria attività lavorativa medio tempore svolta né il lungo tempo trascorso tra il rilascio del nulla osta del 14 settembre 2023 e la revoca del 3 settembre 2025. Aveva inoltre rappresentato durante il procedimento le criticità del rapporto originario, in larga parte imputabili al datore di lavoro, e documentato una nuova occupazione agricola iniziata nel maggio 2025.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato la revoca. Ha ritenuto determinanti l'ingresso regolare in Italia in forza del nulla osta, il considerevole intervallo temporale prima della revoca, l'inerzia dell'Amministrazione che non aveva convocato le parti per la stipula del contratto di soggiorno e la non imputabilità al ricorrente del ritardo. Ha inoltre rilevato che il ricorrente aveva tempestivamente rappresentato le difficoltà con il datore originario e documentato una nuova occasione lavorativa agricola, poi proseguita anche nel 2026. Prima di revocare il nulla osta, l'Amministrazione avrebbe dovuto valutare l'inserimento sociale e lavorativo maturato in Italia e la possibilità di consentire la stipula del contratto con il nuovo datore; non poteva irragionevolmente trasferire sullo straniero le conseguenze del tempo trascorso per inerzia amministrativa. Spese compensate.

Massime di principio

  • Quando l'Amministrazione revoca un nulla osta al lavoro dopo un significativo periodo di inerzia nella convocazione delle parti per la stipula del contratto di soggiorno, non può addossare allo straniero le conseguenze sfavorevoli del ritardo che non gli è imputabile.
  • Prima di revocare un nulla osta per mancata stipula del contratto di soggiorno, l'Amministrazione deve valutare l'inserimento sociale e lavorativo medio tempore maturato dallo straniero, considerando la durata del soggiorno, i legami familiari, i rapporti di lavoro in Italia e la permanenza di legami con il Paese d'origine.
  • Se lo straniero ha rappresentato nel procedimento le criticità del rapporto con il datore originario e documentato una nuova occupazione, l'Amministrazione deve valutare la possibilità di consentire la stipula del contratto di soggiorno con il nuovo datore, anziché procedere alla revoca senza considerare la situazione lavorativa sopravvenuta.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiorno
RamiImmigrazione e cittadinanza
IstitutiProporzionalità e ragionevolezzaDifetto di istruttoriaPonderazione degli interessi e interesse pubblico

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