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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 426/2022 del 11/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ascione impugnava l'ordinanza che confermava la misura cautelare intramurale per reati connessi al traffico di stupefacenti (art. 73 e 74 D.P.R. 309/1990 e disposizioni correlate), deducendo: carenza di prova della partecipazione all'associazione criminosa e assenza di affectio societatis; mancata distinzione operata dal giudice tra la sua posizione e quella di altri coindagati; assenza di intercettazioni, sequestri o mezzi riconducibili allimputato; l'unico elemento indiziario (agganci alle celle durante viaggi) era insufficiente e riconducibile a spostamenti lavorativi leciti; le conversazioni intercettate erano poche e frammentarie; mancanza di contatti con altri soggetti estranei allazienda Santagata Cristina; e dedotta anche l'insussistenza delle esigenze cautelari in ragione dell'assunzione con contratto a tempo indeterminato dal 3 gennaio 2019, del lungo intervallo temporale dall'ultimo fatto contestato (10/07/2018) e dell'assenza di attività illecite intervenute successivamente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondati il primo e il secondo motivo, confermando che il giudice del riesame ha adeguatamente motivato la gravità degli indizi e ha operato un corretto apprezzamento logico-giuridico delle risultanze (intercettazioni, ripetitivita di uno schema illecito, uso di veicoli modificati, disponibilita di immobili, ruolo attivo dellAscione nel circuito import-export di cocaina). Ha altresì ritenuto legittima la valutazione delle esigenze cautelari operata dal Tribunale, che ha motivato lindisponibilita di misure meno gravose. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali; sono disposti gli adempimenti di cui allart. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • D.P.R. 9-10-1990, n.309, artt. 73 e 74

    Norme penali in materia di sostanze stupefacenti contestate; la Corte ha ritenuto che le risultanze investigative offrivano indizi adeguati a sostenere laccusa per i reati previsti da tali disposizioni.

  • Legge 14-10-1974, n.497, artt. 10-12-14

    Norme citate nel capo di imputazione; richiamate come parte dellinquadramento normativo delle condotte contestate.

  • art. 292 cod. proc. pen.

    Parametro richiamato per la struttura della motivazione del tribunale del riesame: lindicazione delle ragioni del provvedimento cautelare deve rispettare il modello previsto dalla norma.

  • art. 546 cod. proc. pen.

    Richiamato come modello di struttura argomentativa della motivazione cui il tribunale del riesame deve conformarsi, adeguando i passaggi al giudizio cautelare basato su indizi.

  • art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.

    Principio secondo cui la Corte di cassazione non può riesaminare nel merito le prove o sostituire le valutazioni del giudice di merito; il sindacato è limitato alla logicità e congruenza della motivazione.

  • art. 274 cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione alla valutazione delle esigenze cautelari; la Corte conferma che tale valutazione è tipicamente di merito e insindacabile se adeguatamente motivata.

  • art. 275, comma 3, cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alla presunzione da superare per misure meno afflittive: il Tribunale ha ritenuto che non sussistessero elementi idonei a superare la presunzione e a giustificare misure piu lievi.

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Adempimenti procedurali disposti dalla Corte a seguito della decisione, da espletare in esito al rigetto del ricorso.

Massime di principio

  • In impugnazioni di misure cautelari la Corte di cassazione controlla la logicità e la completezza della motivazione del giudice di merito, ma non riesamina direttamente il peso delle prove.
  • Per contestare la qualificazione di associazione criminale occorre dimostrare che la motivazione non ha provato l'affectio societatis con passaggi logico-giuridici chiari e specifici; non basta formulare una diversa ricostruzione dei fatti.
  • L'assenza di intercettazioni o di sequestri specificamente riferibili allimputato può essere argomento difensivo valido solo se si dimostra che il giudice non ha compiuto un adeguato esame critico delle risultanze o ha compiuto inferenze illogiche.
  • Il riferimento a ripetitivita di uno schema illecito, alla disponibilita di mezzi e immobili e alla partecipazione costante a rapporti con fornitori e acquirenti può giustificare la gravita degli indizi e la necessità di misure cautelari severe.
  • Per contrastare la valutazione delle esigenze cautelari è utile fornire elementi concreti che smentiscano la potenzialita di reiterazione (es. perdita dei mezzi, prova di distacco dallambiente criminale, prova di occupazione stabile), ma tali elementi devono essere esplicitamente valutati e motivati dal giudice di merito.
  • Il lungo intervallo temporale tra i fatti contestati e lapplicazione della misura non annulla automaticamente la cautela se il giudice dimostra razionalmente il pericolo di reiterazione alla luce di riscontri concreti.
  • Nelle impugnazioni, concentrare i mezzi di doglianza sulla insufficienza motivazionale formale (mancanza di collegamento logico tra elementi e conclusione) ha maggiori probabilità di successo in cassazione rispetto a una mera alternativa valutativa dei fatti.

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