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Cassazione Civile, Ordinanza n. 28420/2024 del 05/11/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (professionista)

La controversia

La controversia nasce da un incarico professionale conferito a una società di consulenza del lavoro per assistere una società cliente nell'assunzione di due dipendenti, così da fruire di agevolazioni economiche e contributive previste dalla normativa richiamata in causa. Secondo la cliente, la consulente avrebbe prestato l'attività con negligenza, inducendo un assetto negoziale e operativo poi rivelatosi svantaggioso; in primo grado era stata riconosciuta una responsabilità della consulente, ma la Corte d'appello ha ridotto il risarcimento al solo importo delle sanzioni INPS, escludendo la prova del nesso causale tra l'inadempimento professionale e la perdita del vantaggio economico complessivo. Con il ricorso per cassazione la società cliente ha dedotto: 1) nullità della sentenza e/o violazione dell'art. 116 c.p.c. e dell'art. 1223 c.c., oltre a vizio motivazionale, per erronea ricostruzione della fattispecie e del giudizio controfattuale; 2) violazione degli artt. 40 e 41 c.p. e degli artt. 1223 e 2729 c.c. per errata esclusione del nesso causale in un ragionamento fondato su presunzioni; 3) violazione degli artt. 1176, comma 2, 1218, 1223 e 2232 c.c. e dell'art. 116 c.p.c. per avere la Corte territoriale negato la prova del nesso eziologico tra condotta del consulente e danno patrimoniale, anche sotto il profilo del lucro cessante. La censura comune era che il giudice di merito avrebbe dovuto considerare la volontà della cliente di ottenere entrambi i benefici e non solo uno di essi.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto congiuntamente esaminabili i tre motivi, ma li ha dichiarati inammissibili. Ha affermato che, in tema di responsabilità contrattuale, il creditore è esonerato dalla prova della colpa del debitore ex art. 1218 c.c., ma non dalla prova del nesso di causa tra inadempimento e danno; nel caso concreto la Corte territoriale aveva compiuto una valutazione di merito, con giudizio controfattuale e probabilistico, ritenendo non provata la volontà della cliente di non assumere le lavoratrici alle condizioni poi effettivamente praticate. Tale accertamento, adeguatamente motivato, non era sindacabile in cassazione. Le censure sono state inoltre giudicate generiche, perché non indicavano in modo specifico le prove dalle quali desumere la diversa volontà decisiva invocata. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile e la ricorrente è stata condannata alle spese del giudizio di legittimità, oltre all'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 116 c.p.c.

    la censura non può essere usata per rimettere in discussione una valutazione di merito sulla prova e sul giudizio controfattuale, se il giudice ha motivato in modo sufficiente.

  • art. 1223 c.c.

    il danno risarcibile richiede prova del nesso tra inadempimento e conseguenze patrimoniali lamentate.

  • art. 360 c.p.c.

    le doglianze formulate miravano formalmente a violazioni di legge e a vizio motivazionale, ma in sostanza contestavano un accertamento di fatto insindacabile.

  • art. 40 c.p.

    richiamato insieme all'art. 41 c.p. per contestare il nesso causale tra condotta e evento.

  • art. 41 c.p.

    richiamato insieme all'art. 40 c.p. per contestare il nesso causale tra condotta e evento.

  • art. 2729 c.c.

    le presunzioni sono utilizzabili per il giudizio causale, ma la loro valutazione appartiene al merito se sorretta da motivazione.

  • art. 1176 c.c., comma 2

    richiamato per la diligenza professionale del consulente del lavoro.

  • art. 1218 c.c.

    esclude l'onere del creditore di provare la colpa del debitore, ma non quello di provare il nesso causale tra inadempimento e danno.

  • art. 2232 c.c.

    richiamato quale norma sulla prestazione d'opera intellettuale e sulla responsabilità del professionista.

  • art. 111 Cost.

    la motivazione è ritenuta sufficiente quando supera il minimo costituzionale.

  • art. 13, comma 1 quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    consente l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di rigetto/inammissibilità del ricorso.

  • D.M. n. 55 del 2014

    richiamato per la liquidazione delle spese di lite.

  • Cass. Sez. 3, Ordinanza n. 12760 del 9/05/2024

    richiamata per ribadire che il creditore non è esonerato dalla prova del nesso di causa tra inadempimento e danno.

  • Cass. Sez. 3, Sentenza n. 4439 del 25/02/2014

    richiamata per affermare che la critica alla conseguenza tratta dall'inadempimento attiene al merito, non alla violazione di legge.

  • Cass. Sez. 3, Ordinanza n. 9985 del 10/04/2019

    richiamata per ribadire la sindacabilità in cassazione solo dei vizi di legge e non della valutazione fattuale motivata.

  • Cass. Sez. 3, Sentenza n. 26997 del 7/12/2005

    richiamata per la distinzione tra errore di diritto e valutazione di fatto.

  • Cass. SU n. 8053/2014

    richiamata sul criterio del minimo costituzionale della motivazione.

Massime di principio

  • Nella responsabilità contrattuale il creditore è esonerato dalla prova della colpa del debitore, ma deve comunque provare il nesso causale tra l'inadempimento e il danno allegato.
  • Quando il giudice di merito formula un giudizio controfattuale fondato sulle prove acquisite, la relativa valutazione è un accertamento di fatto insindacabile in cassazione se sorretto da motivazione non apparente.
  • La censura di violazione di legge non può essere utilizzata per contestare, sotto forma di errore giuridico, la diversa ricostruzione delle conseguenze fattuali dell'inadempimento compiuta dal giudice di merito.
  • Le doglianze che prospettano un diverso esito causale devono indicare specificamente i fatti storici e le prove decisive asseritamente trascurati; in difetto, il motivo difetta di specificità.
  • La motivazione è sufficiente, ai fini del controllo di legittimità, quando raggiunge il minimo costituzionale e consente di comprendere la ratio della decisione.

Come è indicizzato

MaterieResponsabilità professionaleProveInadempimentoMora
RamiResponsabilità civileProcesso civileContrattiObbligazioni
IstitutiOnere della provaNesso di causalitàBuona fede e correttezza

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