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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30443/2022 del 02/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso mirava a impugnare l'ordinanza che confermava la custodia cautelare in carcere eseguita tramite procedura MAE attiva dalla Spagna per il trasporto di circa 270 kg di hashish. I motivi principali erano: 1) carenza, contraddittorietà e illogicità della motivazione sulla necessità della custodia in carcere rispetto al pericolo di recidiva; 2) eccessiva valutazione del pericolo di fuga e rifiuto di sostituire la detenzione con gli arresti domiciliari in Spagna (in base al d.lgs. 36/2016), nonché mancata considerazione dell'uso di dispositivi elettronici; 3) censura per aver ritenuto inutilizzabile la documentazione attestante il domicilio in Spagna per mancanza di traduzione e per l'asserita inesistenza di formalità di autenticazione/registrazione del contratto di locazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto la motivazione del Tribunale di Roma sufficiente e logicamente congrua: è stato spiegato che la custodia in carcere era proporzionata e necessaria alla luce della qualità professionale dell'imputato (autotrasportatore fiduciario) e della sua piena disponibilità a mettere a disposizione mezzi per il traffico internazionale di stupefacenti, elementi che giustificano il rischio di continuazione dell'attività delittuosa e la recidiva. Quanto alla possibilità degli arresti domiciliari in Spagna, la Corte ha condiviso la valutazione del Tribunale secondo cui la documentazione propedeutica era priva di forme certe di autenticazione/registrazione e inutilizzabile anche per la mancata traduzione, rendendo impraticabile la misura alternativa. La Cassazione ha inoltre ricordato che non spetta a essa riesaminare in sede di legittimità la rivalutazione dei fatti fatta dal giudice di merito, salvo motivazioni manifestamente illogiche. Il ricorrente è stato condannato alle spese.

Norme richiamate

  • Codice penale

    art. 110, art. 73 comma 4, art. 80 comma 2

    Norme richiamate per la qualificazione del reato (concorso e specifiche fattispecie collegate al traffico di stupefacenti) usate come quadro fattuale per valutare la gravita' dell'illecito e l'idoneita' della misura cautelare

  • d.lgs. 309/1990

    Testo legislativo principale in materia di sostanze stupefacenti invocato per la configurazione dei reati contestati

  • d.lgs. 15 febbraio 2016, n. 36

    Regola la possibilita' di esecuzione di misure alternative (compresi gli arresti domiciliari) in uno Stato estero nell'ambito della cooperazione giudiziaria; la Corte ha ritenuto applicabile in linea di principio ma ha confermato che la sua applicazione richiede documentazione certa sul domicilio estero e verifiche praticabili

  • Decisione-Quadro 2009/829/GAI

    Fonte europea cui il d.lgs. 36/2016 aderisce riguardo alle misure alternative eseguibili in altro Stato membro; la Corte ha richiamato il raccordo ma ha sottolineato i limiti pratici nell'attuazione

  • Giurisprudenza di legittimità citata

    es. Sez. 6, sent. n. 49153/2015; Sez. 1, n. 1496/1998; Sez. 4, n. 18795/2017; Sez. 5, n. 51260/2014

    Principi richiamati: il controllo di legittimità sulla motivazione delle misure cautelari è limitato (esamina solo la presenza dei requisiti minimi di coerenza, completezza e logicità); non compete alla Cassazione rivalutare i fatti o proporre una diversa lettura delle risultanze, e non è richiesta un'analitica dimostrazione dell'inidoneità delle misure più lievi quando il giudice indica elementi specifici che giustificano la custodia in carcere

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non rivede la valutazione dei fatti: in sede di legittimità si censurano solo motivazioni manifestamente illogiche, non diverse valutazioni delle risultanze
  • Gli arresti domiciliari in altro Stato UE sono in linea di principio ammissibili secondo il d.lgs. 36/2016 (art. 4) ma la loro esecuzione dipende dalla concreta provabilità del domicilio estero: documentazione autentica, registrazioni e traduzioni sono essenziali
  • Per disporre la custodia cautelare è sufficiente che il giudice di merito indichi elementi specifici, tratti dalla natura e modalità del reato e dalla personalità dell'indagato, che rendano ragionevole ritenere la carcerazione più adeguata rispetto ad altre misure
  • La disponibilità di mezzi (es. veicoli) e il ruolo fiduciario nell'organizzazione criminale costituiscono indici rilevanti di pericolo di continuazione dell'attività delittuosa e giustificano misure più afflittive
  • L'adozione di strumenti alternativi quali il braccialetto elettronico è valutabile, ma non obbligatoria: deve essere ritenuta idonea dal giudice di merito in base alla concreta efficacia rispetto alle esigenze cautelari
  • Chi intende ottenere misure alternative eseguibili all'estero deve curare preventivamente la documentazione (autenticazione, registrazione, traduzione) per renderla utilizzabile dal giudice italiano

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