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Sentenza

Sentenza n. 5741/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia (sezione quarta) n. 03080/2024, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202500652

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Lombardia, Sez. IV, che aveva respinto l’impugnazione degli atti di formazione, adozione e approvazione del Piano territoriale metropolitano di Milano, nella parte relativa all’inclusione delle aree di proprietà degli appellanti negli ambiti agricoli di interesse strategico

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ente pianificatore)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Gli appellanti hanno impugnato la sentenza di primo grado deducendo, anzitutto, la violazione delle norme regionali sulla formazione del piano territoriale metropolitano e dei principi della legge n. 241/1990, sostenendo che il Comune di Lacchiarella non fosse stato correttamente coinvolto e che le dichiarazioni del Sindaco comunale non potessero sostituire una deliberazione del Consiglio comunale. Hanno inoltre dedotto la violazione dell’art. 15 della l.r. Lombardia n. 12/2005 e dei criteri regionali stabiliti dalla d.G.R. n. 8/8059 del 19 settembre 2008, nonché eccesso di potere per illogicità, contraddittorietà, irrazionalità e sviamento, contestando l’inclusione delle loro aree negli ambiti agricoli di interesse strategico e sostenendo che esse fossero già urbanizzate, inserite in un contesto non agricolo e interessate da prospettati interventi infrastrutturali e logistici. È stata inoltre censurata la mancata considerazione degli obiettivi del piano in materia di logistica e intermodalità. Gli appellanti hanno dedotto anche la violazione delle norme sulla VAS e dell’art. 16 del d.lgs. n. 152/2006, sostenendo che il parere dell’autorità competente per la VAS sulle osservazioni presentate imponesse lo stralcio delle aree dagli ambiti agricoli strategici. Infine, hanno contestato la competenza del Sindaco metropolitano a esaminare le osservazioni e il difetto di motivazione delle scelte pianificatorie.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello, prescindendo dall’esame dell’eccezione di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse sollevata dalla Città metropolitana in relazione all’approvazione delle successive strategie tematico-territoriali metropolitane. Il primo motivo è stato ritenuto infondato perché il Comune di Lacchiarella aveva effettivamente confermato, con deliberazione consiliare, la destinazione agricola delle aree; la nota del Sindaco comunale si era limitata a comunicare alla Città metropolitana quanto deliberato dal Consiglio. Il secondo motivo è stato respinto poiché la documentazione pianificatoria e la relazione generale del PTM davano conto delle analisi agricole, paesaggistiche e naturalistiche e del riferimento ai criteri regionali della d.G.R. n. 8/8059. Le scelte relative all’individuazione degli ambiti agricoli strategici non risultavano manifestamente illogiche, irrazionali o contraddittorie. Il terzo e il quarto motivo sono stati respinti: l’asserita infrastruttura viaria non era assistita da uno studio di fattibilità e l’inclusione delle aree negli ambiti agricoli strategici non contrastava con gli obiettivi del PTM, che mirava a evitare la diffusione di distretti logistici su gomma e a favorire insediamenti intermodali ferro-gomma. Quanto alla VAS, il parere favorevole sulle osservazioni non imponeva lo stralcio delle aree, lasciando all’amministrazione la valutazione della loro coerenza con gli obiettivi del piano. È stato infine ritenuto infondato il motivo sull’incompetenza del Sindaco metropolitano: lo Statuto della Città metropolitana gli attribuiva la competenza residuale per gli atti non assegnati ad altri organi, e la valutazione delle osservazioni non rientrava nelle competenze del Consiglio metropolitano, della Conferenza metropolitana o dei dirigenti. Il Collegio ha ribadito che le scelte urbanistiche sono sindacabili solo per manifesta arbitrarietà, irragionevolezza, illogicità, irrazionalità o travisamento dei fatti e che, di regola, non richiedono una motivazione puntuale riferita alla singola area, salvo la presenza di specifiche aspettative o affidamenti qualificati. Spese del grado compensate.

Norme richiamate

  • art. 15 l.r. Lombardia n. 12/2005

    La disposizione disciplina l’individuazione degli ambiti destinati all’attività agricola di interesse strategico; la sua applicazione deve essere verificata alla luce delle analisi e dei criteri regionali, ma le relative scelte restano espressione di discrezionalità pianificatoria, sindacabile solo entro i limiti dell’illogicità o irragionevolezza manifesta.

  • artt. 1, 2, 6 e ss., 15, 17 e 18 l.r. Lombardia n. 12/2005

    Le disposizioni regolano la formazione, l’adozione e l’approvazione degli strumenti di pianificazione territoriale e il procedimento relativo al piano territoriale metropolitano.

  • artt. 1, 2 e 3 l. 241/1990

    Sono richiamati in relazione ai principi generali dell’azione amministrativa, alla partecipazione e all’obbligo di motivazione; non è stata ravvisata una loro violazione.

  • d.G.R. Lombardia 19 settembre 2008, n. 8/8059

    I criteri regionali per l’individuazione degli ambiti agricoli strategici risultavano considerati nella documentazione del PTM e nella relazione generale, sicché non è stata accertata l’assenza di istruttoria o il contrasto con i criteri regionali.

  • art. 16 d.lgs. n. 152/2006

    Il parere dell’autorità competente per la VAS sulle osservazioni non vincola l’amministrazione a recepirle automaticamente né impone necessariamente lo stralcio dell’area, quando la scelta amministrativa sia motivata dalla non coerenza con gli obiettivi del piano.

  • art. 97 Cost.

    I principi di buon andamento, efficacia ed efficienza non risultano violati in assenza di una scelta pianificatoria manifestamente illogica o irrazionale.

  • art. 19, comma 2, Statuto della Città metropolitana di Milano

    Al Sindaco metropolitano spettano, inoltre, tutte le competenze non espressamente attribuite dalla legge o dallo statuto al Consiglio metropolitano o alla Conferenza metropolitana e che non spettino ai dirigenti.

    La clausola di competenza residuale legittima il Sindaco metropolitano a valutare le osservazioni al PTM, non essendo tale funzione attribuita ad altri organi o ai dirigenti.

Massime di principio

  • Le scelte di pianificazione territoriale relative all’individuazione degli ambiti agricoli strategici costituiscono espressione di ampia discrezionalità amministrativa e sono sindacabili dal giudice soltanto in presenza di manifesta arbitrarietà, irragionevolezza, illogicità, irrazionalità o travisamento dei fatti; il giudice non può sostituire la propria valutazione a quella dell’amministrazione sulla maggiore o minore condivisibilità della scelta.
  • L’inclusione di un’area negli ambiti agricoli strategici è legittima quando la pianificazione e la relativa istruttoria danno conto di analisi agricole, paesaggistiche e naturalistiche riferite ai criteri regionali applicabili; non è necessario che l’atto riproduca analiticamente ogni criterio se la documentazione complessiva consente di verificare l’effettiva considerazione degli stessi.
  • Il parere favorevole dell’autorità competente per la VAS sulle osservazioni dei privati non determina automaticamente l’obbligo dell’amministrazione procedente di recepire le osservazioni o di stralciare l’area dalla pianificazione, quando il parere rimetta la valutazione alla coerenza con gli obiettivi del piano e l’amministrazione motivi la scelta difforme.
  • Nella pianificazione urbanistica, la destinazione attribuita a una singola area non richiede, di regola, una motivazione puntuale e specifica, salvo che siano presenti situazioni particolari idonee a generare aspettative o affidamenti qualificati meritevoli di tutela.
  • Quando lo statuto di un ente territoriale attribuisce all’organo di vertice una competenza residuale per gli atti non assegnati ad altri organi o ai dirigenti, tale competenza può ricomprendere la valutazione delle osservazioni a uno strumento pianificatorio, purché la funzione non sia espressamente riservata a un diverso organo.

Come è indicizzato

MateriePiani regolatori e variantiDestinazioni d'uso e zone omogeneeVIA, VAS e verifica di assoggettabilitàResponsabile del procedimento e competenza
RamiUrbanistica e governo del territorioAmbienteProcedimento amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di istruttoriaIncompetenzaDifetto di motivazione

Testo integrale

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