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Sentenza

Sentenza n. 142/2026 - Salerno, Sezione 2

per l'annullamento a - dell'ordinanza n. 37 del 30.10.2025 (prot. n. 17666 del 31.10.2025), con la quale il Responsabile dell'Area Tecnica Edilizia Privata del Comune di Positano ha disposto la demolizione ex art. 31 del D.P.R. n. 380/2001 di alcune opere realizzate nell'ambito dell'immobile sito alla Via Arienzo n. 34; b - di tutti gli atti, anche non conosciuti, presupposti, connessi, collegati e consequenziali.

Giustizia amministrativa202600004

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di demolizione ex art. 31 d.P.R. 380/2001 relativa a opere realizzate in un immobile sito in Positano

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

La società proprietaria ha impugnato l'ordinanza comunale di demolizione con la quale erano state sanzionate una serie di opere edilizie, tra cui un impianto ascensore completamente interrato e corridoi di collegamento sviluppati nel sottosuolo. Le opere risultavano rappresentate nella SCIA alternativa al permesso di costruire del 17 novembre 2022 e nella successiva SCIA in variante del 7 giugno 2024. Il Comune aveva dichiarato inammissibile o improcedibile la SCIA in variante, ma tale provvedimento era stato annullato dal TAR con sentenza successivamente confermata dal Consiglio di Stato. La ricorrente ha dedotto l'illegittimità dell'ordinanza demolitoria, evidenziando che l'amministrazione non aveva considerato, ai fini della ricostruzione dello stato legittimo dell'immobile, le SCIA del 2022 e del 2024 e la loro intervenuta riconosciuta legittimità giudiziale. Il giudice ha rilevato uno specifico errore istruttorio del Comune, che non aveva esaminato elementi circostanziali decisivi prima di adottare la sanzione demolitoria.

La decisione

Il TAR ha ritenuto il ricorso manifestamente fondato e ha annullato l'ordinanza di demolizione. Il Comune ha illegittimamente omesso di considerare, nella ricostruzione dello stato legittimo dell'immobile, la SCIA alternativa al permesso di costruire del 2022 e la SCIA in variante del 2024, titoli la cui legittimità era stata riconosciuta dal TAR e confermata dal Consiglio di Stato. Poiché la documentazione tecnica indicava la corrispondenza tra lo stato dei luoghi e i grafici allegati alle SCIA, l'amministrazione avrebbe dovuto svolgere una puntuale istruttoria su tali titoli prima di adottare il provvedimento demolitorio. Il giudice ha inoltre richiamato il principio secondo cui il privato deve normalmente provare la data e la consistenza delle opere, in applicazione del principio di vicinanza della prova; tuttavia, quando il privato fornisce elementi concreti e rilevanti e l'amministrazione non li esamina adeguatamente, l'onere della prova contraria si trasferisce sull'amministrazione. Nulla è stato disposto sulle spese, stante la mancata costituzione del Comune.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    La disposizione costituisce il fondamento dell'ordinanza di demolizione impugnata; il relativo potere sanzionatorio deve essere esercitato sulla base di una corretta ricostruzione dello stato legittimo dell'immobile e di un'istruttoria completa.

  • art. 9, comma 1-bis d.P.R. 380/2001

    lo stato legittimo dell'immobile o dell'unità immobiliare è quello stabilito dal titolo abilitativo che ne ha previsto la costruzione o che ne ha legittimato la stessa o da quello, rilasciato o assentito, che ha disciplinato l'ultimo intervento edilizio che ha interessato l'intero immobile o l'intera unità immobiliare, a condizione che l'amministrazione competente, in sede di rilascio del medesimo, abbia verificato la legittimità dei titoli pregressi, integrati con gli eventuali titoli successivi che hanno abilitato interventi parziali ...

    La ricostruzione dello stato legittimo deve tenere conto dei titoli edilizi rilevanti, inclusi quelli successivi che abbiano disciplinato interventi sull'immobile, purché ricorrano le condizioni previste dalla norma.

  • art. 60 c.p.a.

    Ha consentito la definizione della controversia con sentenza in forma semplificata, ricorrendone le condizioni.

Massime di principio

  • Prima di adottare un'ordinanza di demolizione, l'amministrazione deve ricostruire compiutamente lo stato legittimo dell'immobile, esaminando tutti i titoli edilizi rilevanti, comprese le SCIA e le varianti la cui legittimità sia stata riconosciuta in sede giurisdizionale.
  • L'omessa considerazione di titoli edilizi pertinenti e di elementi documentali idonei a dimostrare la conformità dello stato dei luoghi integra un difetto di istruttoria e rende illegittimo il provvedimento demolitorio.
  • Sebbene gravi normalmente sul privato l'onere di provare la data di realizzazione e la consistenza delle opere abusive in applicazione del principio di vicinanza della prova, la produzione di elementi concreti e rilevanti da parte del privato trasferisce sull'amministrazione l'onere di fornire una prova contraria, quando essa non li abbia adeguatamente analizzati o permangano incertezze sulla data e sulla consistenza dell'opera.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTitoli abilitativi ediliziInvalidità del provvedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiDifetto di istruttoriaOnere della prova e principio dispositivoEccesso di potere

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