Ordinanza n. 250/2026 - C.g.a.r.s, Sezione 1
per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Sicilia (Sezione quinta) n. 1517/2026, resa tra le parti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Sentenza del TAR Sicilia, Sez. V, che aveva accolto il ricorso di primo grado e annullato un diniego comunale
Esito
Favorevole al resistente (impresa appellata)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il Comune ha appellato la sentenza di primo grado e ha chiesto incidentalmente la sospensione della sua efficacia. Il periculum in mora è stato dedotto in termini estremamente generici. L’impresa privata vittoriosa in primo grado ha inoltre riproposto la domanda di adozione di un’ordinanza propulsiva, diretta a ordinare al Comune la immediata riattivazione del procedimento conclusosi con il diniego annullato.
La decisione
Il CGARS ha respinto la domanda cautelare del Comune, ritenendo insussistenti i presupposti per la sospensione dell’efficacia della sentenza, in ragione dell’estrema genericità del periculum dedotto. Ha inoltre rilevato che, a una sommaria delibazione propria della fase cautelare, le motivazioni della sentenza impugnata resistono alle censure formulate. Non ha adottato l’ordinanza propulsiva richiesta dall’impresa, poiché la riattivazione del procedimento consegue direttamente all’esecutività della sentenza di primo grado, che non è stata sospesa. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti.
Norme richiamate
La domanda cautelare proposta in appello è stata esaminata e respinta per l’insussistenza dei relativi presupposti.
Massime di principio
- In appello cautelare, la sospensione dell’efficacia della sentenza richiede una deduzione concreta e specifica del periculum in mora; una prospettazione estremamente generica non è sufficiente.
- Nella fase cautelare d’appello, la resistenza delle motivazioni della sentenza impugnata alle censure formulate può concorrere, insieme all’insufficienza del periculum, a giustificare il rigetto dell’istanza di sospensione.
- Quando una sentenza di primo grado che ha annullato un diniego amministrativo resta esecutiva perché non sospesa, la riattivazione del procedimento amministrativo costituisce effetto diretto dell’esecutività della sentenza e non richiede l’adozione di un’ulteriore ordinanza propulsiva.
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