Salta al contenuto
Ordinanza

Ordinanza n. 250/2026 - C.g.a.r.s, Sezione 1

per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Sicilia (Sezione quinta) n. 1517/2026, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202600577

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
CGARSOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Sicilia, Sez. V, che aveva accolto il ricorso di primo grado e annullato un diniego comunale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (impresa appellata)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il Comune ha appellato la sentenza di primo grado e ha chiesto incidentalmente la sospensione della sua efficacia. Il periculum in mora è stato dedotto in termini estremamente generici. L’impresa privata vittoriosa in primo grado ha inoltre riproposto la domanda di adozione di un’ordinanza propulsiva, diretta a ordinare al Comune la immediata riattivazione del procedimento conclusosi con il diniego annullato.

La decisione

Il CGARS ha respinto la domanda cautelare del Comune, ritenendo insussistenti i presupposti per la sospensione dell’efficacia della sentenza, in ragione dell’estrema genericità del periculum dedotto. Ha inoltre rilevato che, a una sommaria delibazione propria della fase cautelare, le motivazioni della sentenza impugnata resistono alle censure formulate. Non ha adottato l’ordinanza propulsiva richiesta dall’impresa, poiché la riattivazione del procedimento consegue direttamente all’esecutività della sentenza di primo grado, che non è stata sospesa. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    La domanda cautelare proposta in appello è stata esaminata e respinta per l’insussistenza dei relativi presupposti.

Massime di principio

  • In appello cautelare, la sospensione dell’efficacia della sentenza richiede una deduzione concreta e specifica del periculum in mora; una prospettazione estremamente generica non è sufficiente.
  • Nella fase cautelare d’appello, la resistenza delle motivazioni della sentenza impugnata alle censure formulate può concorrere, insieme all’insufficienza del periculum, a giustificare il rigetto dell’istanza di sospensione.
  • Quando una sentenza di primo grado che ha annullato un diniego amministrativo resta esecutiva perché non sospesa, la riattivazione del procedimento amministrativo costituisce effetto diretto dell’esecutività della sentenza e non richiede l’adozione di un’ulteriore ordinanza propulsiva.

Come è indicizzato

MaterieTutela cautelare
RamiProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareEffetto conformativo e riedizione del potere

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.