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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10667/2023 del 13/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore generale ha impugnato la sentenza del Tribunale di Pisa che aveva dichiarato non doversi procedere per remissione di querela ritenendo insussistente la circostanza aggravante consistente nell'uso di un bastone. Il ricorso censura la corretta interpretazione dell'art. 585, comma 2, n. 2, cod. pen., sostenendo che il bastone costituisce arma impropria idonea a integrare l'aggravante (per cui il reato diventa perseguibile d'ufficio). La difesa degli imputati ha invece sostenuto che le lesioni erano state provocate con pugni o schiaffi e che, pertanto, l'aggravante non sussisteva, chiedendo il rigetto del ricorso e la conferma della sentenza.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso del Procuratore generale fondato. Ha affermato che, secondo l'interpretazione giurisprudenziale consolidata, oggetti di uso comune (come un bastone) possono assumere natura di arma impropria se, per le modalità di impiego, risultano idonei a offendere: ciò rende applicabile l'aggravante di cui all'art. 585 co. 2 n. 2 cod. pen. e determina la procedibilità d'ufficio del reato, rendendo ininfluente la remissione di querela. La sentenza impugnata è stata annullata e la causa rinviata per nuovo giudizio alla Corte d'appello di Firenze, che dovrà attenersi ai criteri ermeneutici richiamati.

Norme richiamate

  • art. 585 comma 2 n. 2 cod. pen.

    L'aggravante per l'uso di un'arma comprende anche le arme improprie: oggetti di uso comune che, per il modo in cui sono impiegati, sono idonei a offendere e dunque rendono il reato perseguibile d'ufficio.

  • legge 18 aprile 1975, n. 110, art. 4 comma 2

    Definisce l'arma impropria quale strumento non concepito come arma da punta o taglio ma utilizzabile, per circostanze di tempo e luogo, per offendere; la Corte richiama questa nozione per estendere la nozione penale di arma.

  • decreto legislativo 150 del 2022

    Richiamato per segnalare la riforma che ha inciso sulla perseguibilità d'ufficio di reati aggravati dall'uso di arma; il riferimento sottolinea che l'aggravante rende il reato perseguibile d'ufficio indipendentemente dalla remissione di querela.

Massime di principio

  • Un oggetto di uso comune (es. bastone, pezzo di legno, manico di scopa) può costituire arma impropria se, per le modalità concrete di impiego, è idoneo a offendere: la qualificazione dipende dall'uso, non dalla natura originaria dell'oggetto.
  • Se è configurabile l'aggravante di cui all'art. 585 co. 2 n. 2 cod. pen. (uso di arma/impropria), il reato diventa perseguibile d'ufficio e la remissione di querela perde efficacia rispetto alla procedibilità.
  • La valutazione della sussistenza dell'aggravante riguarda il merito e spetta al giudice di merito; la Cassazione verifica la corretta applicazione del principio di diritto ma non sostituisce la valutazione probatoria, per la quale può disporre il rinvio.
  • Per accertare l'esistenza di arma impropria è rilevante l'uso concreto dell'oggetto nell'azione aggressiva (modalità, contesto, ruolo nella lesione), non la sua destinazione d'uso ordinaria.
  • In situazioni analoghe, gli atti di imputazione che indicano l'uso di un oggetto come bastone devono essere considerati ai fini della procedibilità: il pubblico ministero può chiedere impugnazione se ritiene errata la valutazione di insussistenza dell'aggravante da parte del giudice di merito.

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